I primi e gli ultimi

In un tranquillo venerdì di ferragosto è arrivata una notizia inattesa, capace di distrarci dal tranquillo cazzeggio agostano.

Se n’é andato  Gino Strada, il fondatore di Emergency, uno dei pochi che ancora credeva nella possibilità e nella necessità di cambiare questo mondo violento.

Dove le guerre, anche quelle cosiddette umanitarie, fanno più vittime civli che militari con bombardamenti a tappeto, mine antiuomo e attacchi suicidi. Come ripeteva spesso, non era un pacifista, ma era decisamente contro la guerra. Perché ne conosceva bene i tragici effetti.

Non si limitava ad andare a qualche manifestazione per la pace ma, per tanti anni, si è sporcato le mani con il sangue delle vittime di una assurda e cieca violenza che, con pretesti politici, strategici o religiosi, che quasi sempre nascondono interessi economici, prende di mira sempre gli ultimi, i più poveri e indifesi quelli che hanno avuto la sfortuna di nascere nel posto sbagliato. 

Negli ultimi anni si era reso conto che anche nella ricca e apparentemente pacifica Europa  dove non ci sono guerre, ma continui tagli al welfare e alla sanità, curarsi sta diventando un lusso. 

Aveva capito che gli ultimi stanno aumentando e non hanno nessuna speranza di diventare i primi, ma lui li curava come se lo fossero.