Le mani sulla pizza

Pizza

Ieri sera sono andato a mangiare una pizza con un paio di amici in un locale dove andiamo spesso. Il locale, solitamente pieno, era semi deserto.

Il titolare, che conosciamo da tempo, ci ha detto che da quando è arrivato il virus la clientela è molto diminuita. Loro si sono adeguati alle disposizioni del governo diminuendo i tavoli ed aumentando la distanza tra di essi. Non solo. Hanno anche abbassato i prezzi.

“Ma nonostante il nostro impegno e quello di Di Maio, ha detto il pizzaiolo, la clientela è sempre scarsa. Ce ne vorrebbero tanti come lui che invitassero qualcuno a mangiare un buona pizza, meglio se con le mani, in un locale pieno di gente “

Il primo bacio

Nell’ultima settimana in tv è cambiato tutto tranne una cosa: la pubblicità. Continuano a passare i soliti spot che reclamizzano dolci, detersivi, materassi, automobili e, naturalmente, rimedi contro i sintomi dell’influenza. Che adesso sembrano ancora più inutili di prima.

Ma c’è n’é uno che meriterebbe l’Oscar come peggior spot tra quelli fuori luogo. Soprattutto perché fuori luogo lo era già prima dell’arrivo del famigerato virus.

La scena, che dura solo pochi secondi, vede un tizio con un berretto di lana in testa, il naso rosso e intasato che viene baciato sulla bocca da una ragazza e si lamenta perché, avendo il naso chiuso per i raffreddore e la bocca chiusa dal bacio della ragazza, non riesce a respirare.

Quello che lascia perplessi è il gesto della ragazza che è cosi presa da quel tizio che, anche col naso libero non deve essere un gran che e, oltre a tutto, sembra non apprezzare la sua iniziativa.

Mentre lei, pur di baciarlo, probabilmente per la prima volta, sfida il virus dell’influenza. Evidentemente è spinta da una grande passione visto che non ha saputo aspettare qualche giorno finché al tizio si liberasse il naso. Certo se lo potrebbe liberare subito con l’apposito spray, ma il virus rimarrebbe e quasi certamente lo passerebbe alla focosa e incosciente ragazza.

Dopo di che dovrebbero essere messi entrambi in quarantena. Insieme allo spot naturalmente.

Viaggi virali

In questi giorni virali stiamo riscoprendo quanto sia diventato facile andare in giro per il mondo. Soprattutto grazie ai voli low cost.

Per lavoro o per turismo, basta prendere un aereo per arrivare in poche ore in Cina, alle Mauritius, o nelle sempre ambite Maldive. Qualcuno, per distinguersi, è andato a sciare addirittura in Pakistan.

Ma la facilità di spostamento ci porta, a volte, a sottovalutare i pericoli che si possono correre una volta arrivati a destinazione. Ad esempio un nostro amico era andato in vacanza in Florida, a Miami, ed era rimasto coinvolto in una sparatoria tra narcos e polizia. Per fortuna se l’è cavata solo con una gran paura.

Ma c’è anche chi il rischio se va a cercare. Qualche anno fa i turisti stanchi delle solite mete, sceglievano di passare le vacanze nello Yemen, dove il rischio di essere rapiti era piuttosto alto. Infatti si diceva che il rapimento, di solito breve e incruento, facesse parte del pacchetto vacanza.

Tuttavia anche allontanarsi da casa solo di qualche decina di chilometri può essere pericoloso. Ne sa qualcosa un signore che dal suo paesino di collina in Emilia si è spinto fino a Codogno per andare a ballare la salsa, divertirsi e passare qualche ora in buona compagnia.

Ma poi è tornato a casa in compagnia del famigerato virus.

La nonna diceva che la cosa migliore è sempre stare a casa. Ma certo non in quarantena.

Effetti collaterali

Alcuni turisti provenienti dalla Lombardia e dal Veneto, al loro arrivo alle isole Mauritius, sono stati invitati a rimanere in quarantena per un paio di settimane, oppure a tornare a casa.

Un brutto colpo per quelli che guardano con sospetto gli stranieri, in particolare quelli con la pelle scura, accusandoli di portare da noi malavita e malattie. La legge del contrappasso ha colpito ancora.

In quarantena sono finiti, loro malgrado, anche i politici. Ne soffrono soprattutto i due con l’ ego più grande che, probabilmente, mal sopportano di essere stati allontanati dalle prime pagine dei giornali da un organismo talmente piccolo che si può vedere solo al microscopio.

Sono passate in secondo piano anche le elezioni suppletive per un seggio al senato che si sono svolte a Napoli.

Ha vinto Sandro Ruotolo, l’ex cronista di fiducia di Michele Santoro, sostenuto da una coalizione di centro-sinistra. Se non ci fosse stato il virus in circolazione i vari talk show gli avrebbero dedicato almeno un paio di giorni di inutili chiacchiere.

Poco risalto ha avuto anche l’ennesima giravolta di Carlo Calenda.

Qualche mese fa era uscito dal PD. Poi aveva fondato un partito. Quindi aveva deciso di unirsi a +Europa. Ma poi aveva cambiato idea e voleva allearsi con Renzi in vista delle prossime elezioni di primavera. Ieri, invece, ha annunciato che, per l’occasione, intende allearsi con il PD.

Chissà se quelli del PD sono stati avvertiti.

Effetti collaterali di un’epidemia.