Il tunnel

Nei pressi di casa mia sta sorgendo un quartiere residenziale. Prima ancora di iniziare a costruire hanno scavato un tunnel.

La strada scende fino a quattro o cinque metri sotto il livello del terreno e poi risale lentamente dalla parte opposta.

Pensavo che fosse un cavalcavia ma sopra il tunnel non c’é nessuna strada, ma solo terra su cui hanno piantato piante e cespugli. Quindi quello scavo sembrava del tutto inutile. Con il passere del tempo, invece, è apparso chiaro che non era così, ma aveva una funzione precisa.

Prima del tunnel ,su un lato della strada, sono sorti alcuni piccoli condomini, disegnati da un architetto, con appartamenti medio grandi.

Mentre dall’altro lato stanno costruendo ville di lusso con la piscina che, dicono, dovrebbero costare più di un milione di euro l’una.

Dall’altra parte del tunnel, invece, stanno sorgendo grandi condomini costruiti in edilizia convenzionata ovvero popolare.

Allora è apparso chiaro il senso del tunnel, quello di dividere i ricchi dai poveri.

Anzi, i pochi ricchi dai tanti poveri, visto che i futuri abitanti della parte ricca saranno al massimo un centinaio, mente quelli della parte povera saranno almeno dieci volte di più.

Quindi meglio tenerli a distanza. Non si sa mai.

P.S.

Vi ricordate che, nel secolo scorso, i poveri venivano chiamati, non si sa se per ipocrisia o per riguardo, meno abbienti? Mentre nel terzo millennio sono tornati poveri nudi e crudi. Come a voler sottolineare la loro condizione disagiata che, in fondo, è colpa loro, mica dei ricchi.


Uno sguardo da sotto il ponte

Unknown

 

Durante il lockdown era cambiata la nostra percezione del tempo. Anche qui in provincia dove la vita non è frenetica come in una metropoli. Per molti ritrovarsi improvvisamente l’agenda giornaliera quasi vuota con l’unico impegno di andare a far spesa o portare i giro il cane, è stato traumatico.

Le giornate di solito corte. con le ore che passavano veloci sono diventate lunghe, a volte interminabili. Era come se tutto il mondo, o meglio, il nostro piccolo mondo, si muovesse al rallentatore. Durante il fine settimana, molto spesso soleggiato, era anche peggio. Niente gita fuori porta né passeggiata al parco o in centro. Negozi chiusi e strade deserte.

Solo la tv aveva mantenuto il solito ritmo frenetico da spot pubblicitario interrotto ogni tanto da qualche programma. Per lo più film o talk show. Anche i tg hanno cercato di mantenere un certo ritmo, ma solo i tanti esperti da bar lo hanno retto con entusiasmo. Mentre i loro protagonisti principali, i politici erano un pò rallentati, a tratti confusi, a volte contagiati. Si passava dalle scenette tragicomiche del duo Fontana-Gallera, alla malattia di Zingaretti, alle sparate di De Luca. Tutti in diretta via internet. Rallentati e improbabili.

L’unico che ha continuato a muoversi a velocità normale era lui, l’ex Giuseppi. Non solo. Ha pure aumentato il ritmo. Mentre l’opposizione giocava ad apri e chiudi lui, dapprima ci ha chiuso in casa e poi ha cominciato a rimbalzare da un canale tv all’altro a spiegarci perché l’aveva fatto.

Ma non si è limitato a questo. Ha allontanato dalla scena il suo ex padroncino di Maio e si è assicurato l’appoggio del Quirinale, diventando In breve tempo il protagonista principale della scena politica .Non appena se ne è reso conto, come già altri arrivati prima di lui all’apice del successo, ha rilanciato l’idea del ponte sullo stretto.

Ma poi, forse ricordandosi che i suoi predecessori dopo aver rispolverato quel vecchio progetto erano caduti in disgrazia, ha cambiato idea: meglio un tunnel sottomarino.

Un’idea probabilmente inattuabile, ma almeno inedita.

Nella speranza che non porti sfortuna.