Il Conte tacchia

Stando a quello che raccontano giornali e tv, Conte è spacciato: Dovrà presto tornare al paese dove, invece che i famigerati DPCM, leggerà  ancora una volta, libri sulla vita e i miracoli di padre Pio.

Oppure il suo governo sarà salvato da una pattuglia di responsabili, non ispirati dal santo di Pietralcina, ma dal miraggio di poltrone, strapuntini e seggiole di governo. Ma questo, sempre secondo giornali e tv, sarebbe un rimedio  spregevole oltre che provvisorio e inaffidabile come le tacchie di legno che si mettono sotto i  piedi dei mobili traballanti. Non a caso il termine responsabili è dispregiativo. Infatti richiama subito alla mente Razzi e Scilipoti, i due peones diventati icone del trasformismo italico.

La possibilità che forzisti in fuga da Arcore  e centristi assortiti, entrino a far parte del governo, infatti, è vista come fumo negli occhi da quasi tutti gli opinionisti. Alcuni di loro vagheggiano un governo tecnico con a capo Draghi o un governo con dentro tutti, da Leu a FDI. Solo pochissimi auspicano un altro governo Conte. I più convinti sono quelli del Fatto Quotidiano, ma sono  grillini da sempre, quindi non fanno testo.

Mentre quelli più di sinistra sono decisamente contrari. Per l’occasione hanno lanciato un nuovo tipo di commentatore politico, il televenditore. Venerdì sera sula 7 ci ha spiegato il suo punto di vista niente meno che Giorgio Mastrota, noto venditore di pentole e casalinghi vari. Per l’occasione ha lanciato il suo anatema contro i voltagabbana.

Lo stesso concetto lo ha ribadito Cerno, ex direttore dell’Espresso, che è arrivato a dire che sarebbe meglio un governo di destra di un Conte tre. In linea con la tradizione novecentesca che Nanni Moretti riassunse con la famosa battuta:”Continuiamo così, facciamoci del male”.