Il porto delle nebbie

“Forse stiamo uscendo dalla nebbia. Eravamo a poche miglia dalla costa, ma non vedevamo il faro.  Poi abbiamo sentito suonare il nautofono e  adesso sappiamo da che parte è il porto.
Ci sentivamo soli in mezzo al mare sulle nostre barchette, mentre adesso abbiamo visto altre barche che navigavano vicino a noi. E sono tante. Speriamo che siano abbastanza.”

Un amico aspirante scrittore ha descritto così la manifestazione delle sardine di Rimini, dopo averne letto la cronaca.

Esprime un sentimento finora piuttosto diffuso di isolamento e incredulità di fronte all’onda sovranista che si è abbattuta sul nostro paese. Poi il rassicurante sollievo di condividere idee e sentimenti con altri. Soprattutto per chi si sente periferico e trascurato dalla politica.

La nebbia della sua metafora mi ha fatto venire in mente la asfissiante propaganda che quotidianamente i media ci rovesciano addosso. Non solo quella diretta e spesso bieca di giornali e tv orientate a destra, ma anche quella, non si sa bene se involontaria o meno, che fanno anche certi esponenti della sinistra. Che non perdono occasione per affermare candidamente che Salvini è bravo, bello e intelligente. Ricco non si può dire per via dei 49 milioni misteriosamente spariti.

Non solo. Noti editorialisti, sempre più o meno di sinistra, ci fanno sapere, con allarmante frequenza, che potrebbe far cadere il governo in qualsiasi momento, perché ci sarebbero una quindicina di parlamentari a cinque stelle pronti a seguirlo.

Tutti i giorni o quasi, spunta un sondaggio che certifica il suo inarrestabile successo. Ormai dato per inevitabile come una perturbazione che si avvicina inesorabile.
In poche parole dopo averci spiegato per settimane e mesi che il suo ritorno al potere sarebbe una iattura ci dicono che è praticamente inevitabile.

Il movimento delle sardine sta riuscendo forse a diradare la nebbia di questa propaganda a scuoterci dalla conseguente rassegnazione e a farci ricordare che nessuno è invincibile né, tantomeno, eterno. Soprattutto in politica.

Piove

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Piove.

I fiumi si ingrossano e Venezia va sott’acqua.

La legge finanziaria del governo rischia di affondare sotto una pioggia di emendamenti.

Intanto Conte cerca di ripararsi anche se non sa esattamente come.

Di Maio è sotto una pioggia di critiche da parte dei suoi e non sa che fare.

Salvini voleva fare il solito bagno di folla e ha trovato una piazza piena di sardine.

E Zingaretti? E’ in vacanza in America e si fa i selfie con Clinton.

Forse aspetta che rispunti il sole per tornare e vederci più chiaro nella situazione politica. Forse…