Raggio di sole

Nei vari salotti televisivi serpeggia ancora una certa preoccupazione. Facce scure  e pensierose, sorrisi tirati.  Come lunedì pomeriggio mentre stavano arrivando gli exit poll e poi le prime proiezioni. Il cdx era stato sconfitto al primo turno a Milano, Napoli e Bologna ed era piuttosto malmesso anche in altre città.

Quando all’improvviso dal cielo cupo è arrivato un raggio di sole. Ovvero la Raggi era data alla pari con Gualtieri. Una parità perfetta che vedeva entrambi al 25,1%. A questa notizia qualche faccia ha ripreso colore ed è spuntato qualche sorriso. Il motivo è semplice. Come qualcuno ha subito spiegato con malcelato piacere, la sindaca uscente sarebbe stata  il miglior avversario possibile per Michetti che, al ballottaggio, ne avrebbe fatto un sol boccone.

Ma l’ipotesi è durata poco. Infatti la percentuale di Gualtieri ha cominciato a salire arrivando la 27% e lasciando la Raggi al 19%. Quindi si profilava il rischio che l’unica vittoria di rilievo del cdx potesse rimanere quella calabrese, già ottenuta al primo turno.

Così mentre Salvini faceva autocritica, cosa rara, tutti si chiedevano, e continuano a chiedersi, come sia potuto accadere. Eppure l’italia elettoralmente è un paese orientato a destra. Per un candidato di destra basta promettere soldi a chi ne ha già tanti e ricchi premi a coltillons ai poveri per aggiudicarsi la vittoria.

Ma stavolta i candidati erano talmente scarsi che hanno portato a casa solo un magro bottino di voti. Questa è la tesi più diffusa. Poi c’è anche chi spiega la mala parata con l’assenza dalla contesa del fu cavaliere Silvio e dei suoi potenti mezzi, che stavolta non è sceso in campo. 

Comunque sia qualcuno, come Molinari, direttore di Repubblica, comincia a temere che sia cambiate l’aria e che alle prossime politiche PD e M5S insieme potrebbero anche vincere. Quindi  ha già messo le mani avanti cominciando a tessere le lodi di Letta e dei suoi compagni del PD, pur sottolineando che hanno avuto vita facile. Forse troppo. Infatti era un’impresa veramente difficile riuscire a perdere queste elezioni.

Magari andrà meglio o peggio la prossima volta.

Intanto sullo stesso giornale altri aspettano fiduciosi l’implosione del cx. Il ragionamento è che, da anni, il cx cerca di imitare il cdx e quindi perché non dovrebbe farlo anche questa volta trasformando questa vittoria elettorale in una schiarita effimera come il raggio di sole romano di lunedì? 

Alle correnti l’ardua sentenza.

Fausto e Carlo

I tempi cambiano, ma certi schemi informativi no. Anni fa uno dei modi per screditare la sinistra era quello di metterne in mostra l’indissolubile legame con il passato comunista, mostrando  qualcuno che in quel passato ancora viveva. Come, per esempio, Fausto Bertinotti. Era diventato ospite fisso di tutti i talk show dove con le sue idee datate e, a volte, provocatorie, veniva esibito come prova vivente del fatto che la sinistra era rimasta ai tempi dell’URSS.

Lui si divertiva un mondo, mentre la sinistra lanciata ormai verso il centro e anche più in la, giurava e spergiurava che avrebbe voluto togliere il rosso anche dai semafori e vietare la svolta a sinistra. Ma senza risultati apprezzabili.

Oggi Bertinotti è uscito di scena, ma c’è qualcuno che ha preso il suo posto sotto i riflettori. Certo, di lui si può dire tutto, ma non che sia comunista. Tuttavia ha fatto parte di un governo di centro sinistra, quello Gentiloni, e, quanto a sparate, non è secondo a nessuno. Inoltre le sue critiche sono dirette spesso al governo in carica e al PD, quindi viene esibito come colui che potrebbe scompigliare le carte del centro sinistra, sebbene finora le sue iniziative non abbiano avuto il benché minimo successo.

Ma lui Carlo Calenda, va avanti imperterrito. Infatti sta pensando di candidarsi a sindaco di Roma. La notizia è stata subito colta al volo da giornalisti e commentatori che hanno messo in evidenza la possibilità che il suo arrivo sulla scena metta in crisi il Pd che sta faticosamente cercando di mettere insieme una coalizione in grado di riconquistare il Campidoglio, ma senza ancora aver individuato un candidato.

E’ chiaro che nessuno vuole fare fine di Giachetti mandato alla guerra armato di arco e frecce e inevitabilmente travolto dalla Raggi. Quindi Calenda potrebbe ritrovarsi candidato unico del centro-sinistra. Intanto ha già ricevuto l’appoggio di Renzi. Una strana coppia che, ogni tanto, si forma, animata da grandi speranze, e poi scoppia. 

Anche Repubblica a quanto pare lo supporta. Un paio di giorni fa ha pubblicato un sondaggio sottoponendo ai lettori una serie di possibili candidati sindaci. Calenda ha sbaragliato la concorrenza: Peccato che tutti gli altri fossero del tutto sconosciuti ai più. Correndo da solo anche lui potrebbe vincere.

Ma solo non sarà. Il centro destra, intanto, sta preparando la contromossa, schierando un candidato a cui la notorietà è l’unica cosa che non manca. Gira voce, infatti, che lo sfidante potrebbe essere nientemeno che Massimo Giletti. Se in gioco non ci fosse il destino di una grande e complessa città come Roma la sfida fra i due contendenti sarebbe tutta da ridere.