Lo scivolo d’oro

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Franco Rossi, lo chiamerò così, lavorava in una banca da più di trent’anni. Ne mancavano ancora quattro per arrivare alla fatidica pensione. Poi entrò in vigore quota 100. Da quel giorno alcuni colleghi e anche il direttore della filiale cominciarono a chiedergli quando sarebbe andato in pensione. Lui, che si sentiva ancora attivo e soddisfatto del suo ruolo di consulente finanziario, dapprima reagì sorridendo, perché pensava che i colleghi lo prendessero in giro.

Ma l’insistenza del direttore lo preoccupava. Temeva che non fosse contento del suo lavoro. Eppure il suo portafoglio era pieno di clienti facoltosi e di somme raccolte piuttosto alte. Dunque sapeva fare ancora bene il suo mestiere. Inoltre, come diceva spesso ad amici e colleghi, non sì sentiva ancora pronto per trascorrere le giornate su una panchina nel parco a dar da mangiare ai piccioni. Poi c’era anche un motivo economico. Sfruttando subito quota 100, infatti, il suo assegno mensile sarebbe stato decisamente più leggero, a causa del minor ammontare dei contributi versati. Quindi per lui la faccenda era chiusa e l’appuntamento con la pensione rimandato al 2023.

Finché, un giorno il direttore lo convocò nel suo ufficio per offrirgli una comoda via d’uscita dalla banca e dal lavoro. La chiamò scivolo, anzi scivolo d’oro. In pratica la banca era disposta a pagargli i quattro anni di contributi mancanti. Rossi, a questo punto, superata la sorpresa, accettò la proposta sia per le condizioni vantaggiose, sia perché ebbe la sgradevole sensazione che la banca volesse liberarsi di lui.

Qualche settimana dopo, visto che proprio non riusciva a stare senza lavorare, cominciò a collaborare come consulente esterno, con un’altra banca. Ma, ogni tanto, si chiedeva ancora quale fosse la vera ragione del suo pensionamento forzato.

L’ha scoperto qualche mese dopo, grazie ad un incontro casuale con suo ex collega ancora in servizio. Quello gli spiegò che al suo posto era stato assunto un ragazzo poco più che ventenne con uno contratto atipico. Dal lunedì al mercoledì lavorava come dipendente part-time. Mentre al giovedì e al venerdì lavorava come libero professionista. Di fronte a questa rivelazione Rossi capì che la banca non ce l’aveva con lui, ma con il suo stipendio, frutto di parecchi scatti di carriera e di anzianità Infatti, dopo un rapido calcolo, ha concluso che il ragazzo neo assunto dovrebbe costare alla banca circa un terzo di quello che costava lui. Quindi i conti tornavano per lui e per la banca.
Ma non per il giovane neo bancario che aveva preso il suo posto.

La lega nel carrello della spesa

La incontro ogni tanto al supermercato. E’ un medico internista che lavora all’ospedale. La conosco da tempo  perché è  la madre di un mio compagno di classe del liceo Di solito quando ci incontriamo ci salutiamo e parliamo del tempo. Ieri, invece, la signora era piuttosto loquace.
“ Hai saputo la notizia?” ha detto con un gran sorriso sulle labbra. A quelle parole ho passato in rassegna le notizie che avevo letto sui giornali on line, ma non ricordavo niente di nuovo o di strano. A meno che non fosse successo qualcosa nell’ultima ora. Forse Toninelli aveva detto qualcosa di intelligente o Salvini si era convertito all’islam? Oppure Renzi era diventato di sinistra?

Visto che la mia risposta tardava ad arrivare la signora ha esclamato:” Ci hanno rinnovato il contratto! Dopo dieci anni! Avremo duecento euro in più al mese! Stavo per congratularmi, ma lei ha proseguito il discorso: “ Anche questi sono tutti voti per la lega!” ha affermato con sicurezza.

Ho provato ad obiettare che la ministra della salute, Giulia Grillo è dei M5S, ma la signora, implacabile, ha sentenziato:” Ma quelli non contano più niente. E’ Salvini che comanda, no?”

A questo punto avrei voluto lanciarmi in una approfondita analisi socio-politica-economica, ma, ancora una volta, la signora mi ha preceduto.

“ Questo governo fa delle cose semplici, utili, tangibili, non come quelli di prima che non facevano altro che chiedere soldi a noi e darne alle imprese e alle banche:. Grazie a quota 100 potrò andare in pensione due anni prima che con la legge Fornero:
Questo interessa alla gente, non i discorsi astrusi sul pil e sullo spread. Ho sempre votato a sinistra, ma dopo Renzi…”Lo squillo del cellulare ha interrotto il discorso della signora che ha subito riposto, mi ha fatto un cenno di saluto con la mano e si è allontanata.

Dopo qualche minuto sono uscito dal supermercato con il carrello pieno di generi alimentari e di dubbi.