Numeri a caso

C’erano una volta i numeri, numeri certi, indiscutibili messi nero su bianco. Si riferivamo a dati riguardanti l’economia, la popolazione, la sanità, la scuola, le abitazioni, i nostri consumi e via enumerando. Erano pochi e non venivano mai contestati.

In questo terzo millennio, invece, i numeri sono diventati una valanga che ci travolge tutti i giorni. Una tendenza che era già emersa negli anni novanta. Così. anno dopo anno, diventa sempre più difficile capire come stanno le cose. Ognuno interpreta i numeri come vuole.

A cominciare dai politici che spesso si presentano in tv con dei fogli in mano per dimostrare le loro tesi, o meglio, le loro opinioni. Ma non sono i soli.

Tanti esperti di vario genere ed addetti ai lavori  per anni hanno sparato e commentato numeri a caso sull’andamento dell’economia. Chi sottolineava la gravità della crisi infinita, chi la minimizzava e chi la negava del tutto.

Per anni qualcuno ha sostenuto che gli italiani stavano benone perché affollavano i ristoranti e possedevano tutti un cellulare.

Adesso, la stessa cosa succede con la pandemia. Ognuno interpreta i dati con maggiore disinvoltura di un astrologo che interpreta le stelle. Non ci sono più certezze.

La matematica è diventata un’opinione.

Solidarietà

“C’é una parola che in questo inizio di terzo millennio si usa poco e sembra aver perso il suo significato originale: solidarietà.

Decenni fa si usava per sostenere chi lottava per acquisire diritti, per difendere un posto di lavoro o denunciare ingiustizie. Anche nei confronti di popoli lontani.

Adesso la si sente pronunciare raramente e, spesso solo per formalità come si fanno gli auguri per le feste. Se qualcuno perde il lavoro ci comportiamo come se avesse contratto una malattia. Gli auguriamo pronta guarigione, ma facciamo gli scongiuri e speriamo che non capiti anche a noi.

Siamo diventati egoisti. Quarant’anni di neoliberismo hanno lasciato il segno. Tanto più che questa struttura economica si è consolidata fino a diventare inattaccabile, inamovibile, inossidabile. Come pensa anche gran parte della sinistra.

I più coraggiosi cercano solo di limitarne i danni. Niente di più. Questo ha generato sfiducia nei confronti della politica e delle sue istituzioni. Ogni tanto speriamo che sia arrivato qualcuno in grado di cambiare le cose, ma poi rimaniamo sempre delusi.

Poi è arrivata la pandemia che ci ha reso ancora più cattivi, ansiosi e diffidenti. Così ci chiudiamo a riccio e cerchiamo di andare avanti come possiamo senza curarci troppo dei problemi degli altri presi come siamo dai nostri.

Al punto che non suscitano più indignazione e solidarietà nemmeno le tante morti sul lavoro che hanno già superato quelle dello scorso anno. Tuttavia, ogni tanto, riscopriamo il senso della comunità, ma quando arrivano dei profughi dai quali ci sentiamo minacciati.

Oppure riprendiamo a coltivare le relazioni di vicinato solo quando cerchiamo di difenderci dai ladri. 

Ormai reagiamo solo se siamo coinvolti in prima persona, quando i problemi bussano alla nostra porta. Infatti protestiamo contro il Green Pass perché ci riguarda tutti e con una determinazione degna di miglior causa.

Intanto la sinistra o quello che ne è rimasto, solidarizza. Ma con il cdx e il super neoliberista Draghi. “

lo sfogo di un conoscente, sindacalista di longo corso, mi lascia con l’amaro in bocca. Mi sforzo di essere più ottimista, ma è terribilmente difficile.

Il volo di AZ (senza ritorno)

Era arrivato tra squilli di tromba e rulli di tamburo con il marchio prestigioso dell’università di Oxford.  AZ sembrava la soluzione del problema pandemia. Oltretutto costava anche poco.

Invece ben presto aveva suscitato dubbi sulla sua sicurezza ed efficacia e si è lasciato dietro anche alcune vittime. Quindi, dopo una serie di ordini e contrordini e una lunga sequela di polemiche, dalle periferie è arrivato lo stop definitivo.

Così, alla fine, se n’é andato, ma in punta di piedi, senza salutare e senza nessun messaggio di addio ufficiale. 

Infatti nessuno aveva saputo della sua scomparsa dai centri vaccinali. Molti, probabilmente, pensano che ci sia ancora. Infatti la notizia della sua partenza per altri lidi è passata sotto silenzio.

Il primo a dare la notizia è stato il Post. In uno dei soliti lunghi articoli si spiegava che le regioni avevano smesso di usare l’AZ e non ne volevano più sapere. Quindi le nostre non trascurabili riserve stanno prendendo la strada dei paesi più poveri che, invece, sono piuttosto a corto di vaccini.

La notizia è stata ripresa da altri giornali, ma con ben poco risalto, come se non si dovesse sapere in giro. Conosco tanti indecisi che temevano di incappare nel Vaxzevria. Ma, quando hanno saputo che non correvano più questo rischio, alcuni di loro si sono vaccinati.

Non è detto che tutti facciano così, ma varrebbe la pena di farlo sapere chiaramente, invece di continuare a puntare minacciosamente il dito contro i renitenti al vaccino e diffondere continuamente le rampogne dei tanti pseudo esperti che ancora affollano i media ed aumentano ogni giorno i dubbi a chi ne ha già.

Il disastro comunicativo continua.

Aspettando…

Quando finirà la pandemia, oltre a festeggiare per qualche giorno,  anzi per parecchi giorni ,scriverò ovviamente un articolo.

Il contenuto ancora non lo so, ma il titolo c’è l’ho già chiaro in mente:”L’incubo è finito! Gli esperti se ne sono andati da giornali e tv!”

Lo dedicherò a quelli che:”E’ poco più di un’influenza”. A quelli che:”Il virus è clinicamente morto”.

A tutti quelli che:”L’influenza di stagione di unirà al covid! Sarà una strage!”

Anche a tutti quelli che:”L’AZ è un vaccino sicuro ed efficace per tutti. Anzi no. solo per gli under 55. Ma, forse, va meglio per gli over 55. Magari va ancora meglio per gli over 60. Però, se anche i più giovani lo volessero, perché negarglielo?”

Senza dimenticare quelli che:”La variante Delta è 60 volte più contagiosa di quella inglese che a sua volta era 50 volte più contagiosa di quella precedente.

Poi una dedica la meritano anche quelli che: “Dopo la variante delta arriverà quella epsilon e sarà ancora più contagiosa.”

E via blaterando…Il resto spero di scriverlo al più presto.

Campane di vetro

Dopo il picco di notorietà del 6 Gennaio a poco a poco sono scomparsi dai radar mediatici. Si sono ritirati sui social dove continuano a raccontare la loro visione del mondo fatta di oscuri e inafferrabili personaggi che tramano alle nostre spalle sfruttando la pandemia per testare nuovi sistemi di controllo sociale. Ovvero lo schema base del pensiero complottista che anche parecchi italiani hanno fatto proprio.

Ma non sono aggressivi come quelli americani. Non sognano rivoluzioni e non progettano azioni clamorose. Preferiscono rimanere sotto la loro campana di vetro che li protegge dai raggi UV, dall’inquinamento e dai complotti dei poteri forti. Si accontentano di conoscere delle verità ignorate dai più e di condividerle con chi ha lo spirito giusto. Perché il complottismo è prima di tutto uno stato d’animo. Non tutti possono essere illuminati.

Quindi si ritengono dei privilegiati per aver capito e smascherato il complotto globale che ci minaccia. Questa conoscenza per loro è una specie di coperta di Linus che li rassicura, li protegge e li distingue dal resto del mondo. 

Un atteggiamento questo molto simile a quello di certi ambienti di sinistra dove le idee sono poche e distanti dalla realtà, ma sufficienti per criticare i partiti di sinistra, anzi, uno in particolare. Un partito che, se anche facesse tesoro dei loro consigli e li seguisse, ai loro occhi sbaglierebbe comunque. Altrimenti di cosa mai potrebbero discutere tra di loro?

Gli esperti non siamo noi

Qui da noi il medico è sempre stata una figura molto rispettata. L’unico vero dottore. Gli altri laureati erano un gradino sotto.Il medico aveva qualcosa in più. Non solo perché la nostra salute dipendeva da lui, ma anche perché molti credevano che avesse un patto segreto con la morte.

Con la pandemia al rispetto atavico si è unita l’ammirazione per l’impegno dimostrato da tutti quei medici che hanno lavorato con grande impegno negli ospedali riuscendo a salvare molte vite e mettendo a rischio la propria.

Ma in questi mesi c’è stata anche una categoria di medici che, invece, ha perso parecchi punti. Sono i tanti virologi, infettivologi, epidemiologi che, invece che negli ospedali, hanno passato il loro tempo rilasciando interviste o facendo consulenze per governi e organizzazioni varie. I loro pareri influenzano le scelte dei governi e le nostre vite da più cento giorni. Che loro hanno passato, per lo più dipingendo quadri a tinte fosche del nostro futuro.

Ma tutti i nodi prima o poi vengono al pettine. Tra i tanti, uno si scioglierà tra una settimana, quando sapremo se la previsione fatta dal comitato di esperti del governo resa nota il 28 Aprile  scorso si rivelerà esatta. In quella relazione avevano messo nero su bianco che una eventuale riapertura dai primi di Maggio avrebbe provocato un aumento esponenziale dei contagi e che il 15 Giugno ci saremmo ritrovati con 151000 ricoverati in terapia intensiva. Uno scenario da brividi. Che però, per fortuna, non si realizzerà visto che ieri 8 Giugno, nonostante la riapertura. i ricoverati in terapia intensiva sono 283. Una bella differenza non c’è che dire.

Un’altra crepa nella credibilità dei medici  trasformati in esperti l’ha provocata l’OMS. Prima con il balletto sull’utilità delle mascherine e poi con il contrordine, arrivato  ieri, sui guanti.

Dopo averne caldamente consigliato l’uso per mesi hanno cambiato idea.Adesso sostengono che i guanti potrebbero causare “una auto-contaminazione o a una trasmissione ad altri quando si toccano le superfici contaminate e quindi il viso” Dunque è meglio disinfettarsi le mani all’ingresso e all’uscita dei luoghi pubblici.

In che mani siamo!

Spectre!

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Vorrei diventare un complottista, ma non sarà facile, perché complottisti si nasce, non si diventa. Quindi potrei solo diventarlo. In teoria non sembra difficile. In fondo si tratta solo di cercare spiegazioni semplici e lineari per qualsiasi evento. Basta fare un giro in rete e si trovano subito già fatte. Basta copiarle, incollarle e rilanciarle. Ad esempio sul Covid 19 c’è stato un certo movimento. E apparso subito chiaro ai complottisti che il virus è stato creato dagli americani in un laboratorio segreto a Wuhan e poi rilasciato nell’ambiente per mettere in crisi l’economia cinese che ha in mano gran parte del debito americano.

Il discorso sembrava filare ed in rete ha avuto vastissima eco. Le cose si sono complicate quando il Covid è sbarcato negli USA mietendo molte vittime. Possibile che gli americani siano stati così incauti? I complottisti non hanno dubbi e hanno trovato un colpevole nella persona dell’arcimiliardario Bill Gates. Il quale avrebbe dapprima finanziato la creazione del virus poi, dato che è un accorto uomo d’affari, anche la ricerca del vaccino. Come, del resto, fanno da tempo i produttori di antivirus informatici. Non solo, una azienda controllata da Gates sta mettendo a punto un microchip sottocutaneo che ci metterà tutti sotto controllo. 

Quindi questa pandemia, che ha fortemente limitato le nostre libertà, ha fornito l’occasione perfetta per mettere a punto nuovi sistemi di controllo sociale.
Che saranno adottati non solo da Bill Gates o altri potenti, ma anche da varie organizzazioni internazionali.

A cominciare dalla UE con i suoi euro-burocrati al servizio della Germania. Per poi proseguire con la Troika, la finanza globalizzata, le multinazionali, attualmente sono in auge quelle farmaceutiche, l’informazione che sforna continuamente notizie false come fossero sfilatini e, naturalmente, la politica nazionale e internazionale. Insomma, siamo circondati da potenti organizzazioni che controllano e influenzano la nostra vita.

Una sorta di Spectre globale che ascolta ogni nostra parola, carpisce i nostri pensieri più reconditi ed è in grado di controllare e orientare i nostri comportamenti.

Rivelazioni sconvolgenti e clamorose come queste dovrebbero suscitare reazioni sdegnate e decise, invece non danno origine a nessuna protesta. Perché ai complottisti, in fondo, non interessa protestare o cercare di cambiare le cose.

A loro basta sapere quella che credono sia la verità. Sanno che il resto del mondo è scettico e quindi si limitano a condividere le loro idee con amici e followers che, come loro, credono che la realtà sia un romanzo poliziesco da sfogliare in fretta per scoprire al più presto il nome del colpevole. Anzi dei colpevoli, che però sono quasi sempre degli intoccabili e quindi difficilmente possono essere assicurati alla giustizia.

Così i complottisti non possono fare altro che diffondere il disprezzo per i servi della Spectre: i politici incapaci e corrotti. Tutti i politici, di destra, di sinistra o di centro. Non importa. Sono tutti uguali.

Un atteggiamento questo che ricorda da vicino quello dei populisti-qualunquisti degli ultimi anni.

Al punto da far sorgere un dubbio.”E se il complottismo fosse una malattia infantile del qualunquismo?”