Travagliare

Questo post lo ha scritto un mio giovane amico che, nonostante i miei tentativi di dissuaderlo. insiste nell’insano proposito di voler fare, da grande, il giornalista. Attualmente scrive per qualche giornale on line locale occupandosi di cronaca, ma sogna di arrivare ad un giornale nazionale, Credo che il suo preferito sia il “Fatto Quotidiano” a cui ogni tanto spedisce qualche articolo che però gli rimbalza sempre indietro perché la casella della posta del direttore è sempre piena. Così mi ha chiesto di pubblicarlo qui. Certo, la possibilità che Travaglio o chi per lui, leggano questo post sono piuttosto basse. Il mio blog. nonostante il recente e costante arrivo di nuovi followers non ha certo la visibilità di un giornale. Ma non si mai.

Intanto grazie a tutti voi che mi seguite e buon Agosto.

“I guardiani della controriforma non sono ancora andati in ferie. Sensibili come un sismografo alle scosse anche minime che arrivano dalle parti di palazzo Chigi sono sempre pronti a reagire. Non appena Marco Travaglio ha fatto le sue esternazioni sulle qualità di Draghi è partita una violenta offensiva mediatica.  Nessuno è entrato davvero nel merito, ma tutti lo hanno accusato di lesa maestà. Certo il direttore del Fatto ha parlato dell’ex BCE come se fosse un suo conoscente, una persona qualsiasi e lo ha fatto in modo brusco e sgarbato, ma ha espresso comunque un’opinione, condivisibile o meno, ma legittima. 

Poco dopo il sismografo presidenziale ha registrato un’altra piccola scossa. Due noti e stimati filosofi come Giorgio Agamben e Massimo Cacciari hanno criticato l’introduzione del Green Pass. Entrambi lo hanno definito una misura degna di un regime autoritario come l’ex Urss. 

Quindi i pasdaran di destra e di sinistra si sono subito lanciati in anatemi vari e poi hanno commentato dicendo che affermazioni del genere dimostrerebbero tutta la decadenza e l’obsolescenza di certa sinistra che vive ancora nel novecento.

Forse i due filosofi hanno esagerato per di più usando argomenti che, di solito, usa la destra, ma a nessuno è venuto il dubbio che potrebbero averlo fatto apposta per svegliare le menti annebbiate dal conformismo imperante e dal Covid. 

A quasi tutti gli osservatori, infatti, sembra essere sfuggito un problema di fondo. Vale a dire che per la prima volta dopo 75 anni i cosiddetti poteri forti, le imprese, comprese le multinazionali che sono in italia, le banche e la finanza sono andate direttamente al governo senza la mediazione della politica. I soldi del recovery fuond sono tanti e volevano essere sicuri di ricevere una bella fetta della succulenta torta.

Quindi non potevano fidarsi di uno come Conte, appena arrivato in politica. Così hanno chiamato Mario Draghi, un loro uomo di fiducia che  maneggia miliardi da quarant’anni e non ha mai dato neppure un centesimo ai poveri che, come noto, non hanno neppure il bancomat. Infatti ha già cominciato a prendere provvedimenti popolari come aumentare benzina e bollette, ridare il vitalizio a Formigoni e soci e prossimamente abolire quota 100. 

Qualcuno in teoria, ad esempio la vecchia maggioranza giallo.rossa potrebbe opporsi a tutto questo, ma è troppo impegnata in discussioni e beghe interne nelle quali si dibattono  in particolare il PD ed il M5S.  

Insomma, quello che vediamo accadere oggi era già successo cento anni fa e non è stata una bella esperienza.”