Un amore cieco

“Sta succedendo di nuovo. Da non crederci. Eppure è vero. Quando arriva un nuovo protagonista sulla scena politica tutti i media si lanciano in lodi sperticate, specialmente se è un cosiddetto tecnico e arriva da destra. Sta succedendo con Draghi ed era già successo con Monti dieci anni fa. Era il salvatore della patria, un bocconiano preparatissimo, un uomo dal curriculum prestigioso.

Giornali e tv raccoglievano ogni giorno i suoi preziosi umori e ne esaltavano la competenza e lo stile compassato. Poi, giorno dopo giorno, si capì che lo sguardo del prof. Monti e dei suoi tecnici sulla realtà era molto simile a quello di una mucca che guarda un treno. Il taglio brutale delle pensioni e la conseguente nascita della categoria degli esodati ne fu la prova più eclatante. Certo, adesso i tempi sono cambiati, ma i toni entusiastici sono gli stessi.

Dicono che Supermario risolleverà il prestigio del paese in Europa, farà tornare i conti e, magari, sconfiggerà anche la pestilenza, come San Michele. Nessuno l’ha ancora detto, ma dategli tempo, siamo ancora all’inizio della storia. Dunque un grande innamoramento mediatico, un amore cieco, che sta crescendo anche se l’oggetto della passione, per ora, è sfuggente. Finora non ha detto una parola in più di quelle che è stato costretto a dire dal protocollo quirinalizio.

Qualcuno sospetta che sia poco simpatico e poco telegenico. Ma sono voci isolate che nessuno ascolta. Anzi qualcuno ha già cominciato a lodare il suo eloquio misurato e concreto. Per tutti i media è l’uomo della, provvidenza, il comandante che porterà la nave Italia fuori dalla tempesta e lontano dagli scogli. In effetti sembrerebbe l’uomo giusto per distribuire i 209 miliardi portati a casa da Conte. Chi potrebbe farlo meglio di lui, abituato a sparare miliardi con il suo famoso bazooka montato ai piani alti della BCE?

Tutti a dire che così ha salvato l’euro, ma nessuno ricorda a che prezzo. Nel 2011 ha firmato la famosa lettera all’Italia in cui si ordinava la politica lacrime e sangue che poi Monti avrebbe messo in atto e, come membro della Troika, nel 2015 ha sottoscritto lo strangolamento finanziario della Grecia. Nessuno menziona il fatto che da direttore del Ministero del Tesoro, carica che ha ricoperto per parecchi anni, ha portato a termine la privatizzazione di enti pubblici come Telecom, Eni ,Enel, Comit e altri ancora.

In questo momento di euforia isterica nessuno sembra nemmeno ricordarsi che i suoi lanci di denaro avevano sempre come bersagli banche ed imprese. Forse anche lui confidava nel fantomatico effetto cascata in base al quale dando i soldi ai ricchi, anche i poveri prima o poi ne traggono beneficio. Una sciagurata teoria sconfessata da quarant’anni di neoliberismo che hanno fatto aumentare le diseguaglianze e provocato crisi economiche ricorrenti.

Se distribuirà così anche i soldi del Recovery Found, alla fine a noi comuni mortali di tutto quel denaro non arriverà in tasca neppure un centesimo. Anzi, le nostre tasche rischiano di diventare ancora più vuote. Confindustria, il suo principale sponsor, ha già indicato quali dovrebbero essere i primi provvedimenti del suo governo, ovvero eliminare al più presto quota cento e il reddito di cittadinanza. Un inizio niente male.” 

Questo è lo sfogo di un amico a cui Draghi non è molto simpatico. L’ho pubblicato perché va contro corrente e, come in tutte le cose, un punto di vista diverso da quello prevalente può contribuire a capire meglio la situazione.

P.S.

L’immagine l’ho presa dal blog di Giorgio. Non ho saputo resistere. Troppo bella!