Complottismi

Lo schema del complotto ha ormai invaso anche i settori e le persone più insospettabili.

Come i cosiddetti politologi che sono sempre alla ricerca di spiegazioni semplici a problemi complessi. In modo che chiunque le possa capire e condividere. Se poi sono diverse dai soliti  e ormai stantii luoghi comuni tanto meglio, avranno un’eco ancora maggiore. 

Il punto di partenza è semplice, basta cambiare punto di vista. 

Se siete convinti che i problemi della società occidentale siano cominciati con la globalizzazione neo liberista siete fuori strada, vittime di teorie obsolete.

In realtà tutto dipende, non dalla guerra dei ricchi contro i poveri, ma da quella dei vecchi contro i giovani.

Un nutrito e potente gruppo di anziani, invidiosi e un pò sadici, non perde occasione per sfruttare selvaggiamente i giovani o rendere loro la vita difficile.

Teoria originale, ma non troppo, che si rifà ai tanti discorsi sulla gerontocrazia italiana e non solo. Ma più che altro sembra un banale tentativo di sviare l’attenzione dai veri problemi.

Molto più originale, invece, è la soluzione di un mistero che finora nessuno era riuscito a svelare.

I più attenti e affezionati lettori di opere di narrativa sanno bene che, da anni, non si pubblicano più raccolte di racconti. Probabilmente hanno pensato che le storie brevi siano un genere ormai in declino senza autori di valore e poco seguito dal pubblico ormai assuefatto a gialli, polizieschi e simili. Quindi anche anche gli editori, probabilmente, la pensano così.

Invece no. A quanto pare la realtà, come sempre più spesso accade, supera la fantasia. 

Secondo questa accidentatissima teoria che, come l’altra, arriva da oltre oceano, i redattori delle case editrici, che ricevono i manoscritti dei racconti, si affrettano ad informare i gli autori di non essere interessati ai loro lavori, ma poi non li buttano nel riciclo della carta. Al contrario, li tengono sulle loro scrivanie e li leggono guardandosi bene dal condividerli con altri.

Come fanno certi collezionisti d’arte che tengono quadri o oggetti preziosi  in cassaforte e, ogni tanto, li rimirano estasiati, ma da soli. Quindi il caso dei racconti fantasma si potrebbe intitolare la solitudine dei lettori primi.

P:S.

I miei racconti  giovanili rifiutati da ben sette case editrici saranno ancora sulla scrivania di qualcuno che si diverte a leggerli ,ogni tanto, senza farlo sapere in giro? E se fossero un capolavoro tenuto ignobilmente nascosto? Non credo che sia così, ma l’idea mi fa sorridere.