Law and order

Riassumendo. I giovani non potranno più andare ad alcun rave, raduno o festa non autorizzata a fare danni, ubriacarsi e drogarsi. Non potranno nemmeno oziare tutto il giorno e, magari, manifestare contro il governo come hanno fatto finora.

Dovranno invece studiare e anche molto e i più meritevoli saranno premiati. Anche se, quali saranno i premi, ancora non si sa. 

Se, invece, non studiano, o lo fanno troppo svogliatamente, dovranno trovarsi velocemente un lavoro, invece di vivere a carico dello stato.

Chi ha intenzione di sposarsi dovrà farlo in chiesa e non in comune come fanno i miscredenti.

Dovremo avere più figli per contrastare il crescente numero di stranieri che vivono nel nostro paese.

Intanto il governo farà in modo che non ne arrivino altri ,rimpatriando prontamente quelli che arrivano sulle navi guidate da pericolosi criminali in combutta con i trafficanti di esseri umani.

Potremo pagare in nero e, ovviamente, in contanti artigiani e professionisti ai quali ci rivolgiamo. Così noi risparmieremo l’iva e loro non rischieranno di salire ad una soglia di reddito più alta. E’ sempre successo, ma adesso sarà quasi legale.

Tutti noi saremo tenuti a consumare solo cibo italiano di qualità. Se è caro non importa. Con i cospicui aumenti di pensioni e stipendi ce lo potremo permettere.

Smetteremo di fumare perché, oltre che alla salute, il fumo fa male anche al portafoglio, visto che un pacchetto di sigarette aumenterà di settanta centesimi.

Mentre le bollette sono già aumentate da tempo, ma con l’aiuto del governo potremo pagarle e anche in comode rate. Almeno finché i prezzi di gas e luce non torneranno ai valori prebellici: Anche allora non erano poi così bassi, ma questo è solo un dettaglio.

Insomma il nuovo governo sta mettendo, a poco a poco, le cose a posto. La legge e l’ordine sono stati ristabiliti.

Largo ai giovani

Tempo fa avevo letto un articolo dove si diceva che nel terzo millennio è in atto una guerra, combattuta con le armi dell’economia e delle leggi, che vede contrapporsi i vecchi e i giovani. 

I protagonisti sarebbero un gruppo, non meglio identificato, di anziani che detengono il potere . Invidiosi, rancorosi e anche un po’ sadici, farebbero di tutto per rendere la vita difficile ai giovani. 

Certo in Italia nel secolo scorso si parlava spesso di gerontocrazia, di politici che non volevano lasciare il posto ai giovani. 

Ma poi tangentopoli aveva rimescolato le carte facendo uscire di scena molti di loro. Quindi sono arrivati altri politici più giovani, che allora erano considerati il nuovo che avanzava. 

Trent’anni dopo tanto nuovi e tanto giovani non sono più, ma sono ancora al potere. Infatti anche l’età media dei componenti del nuovo governo è piuttosto alta e non sembrano intenzionati a cedere il posto ad altri più giovani.

Comunque non sembra che abbiano preso di mira i giovani  per questioni anagrafiche e generazionali. Questo è un governo di destra duro e puro che vede giovani come potenziali sovversivi. Soggetti pericolosi che potrebbero ribellarsi al nuovo ordine costituito.

Le manganellate alla Sapienza e il cosiddetto decreto anti rave sono segnali ben precisi in questo senso. 

Ma sotto traccia c’è  sempre la guerra dei ricchi contro i poveri che va avanti da decenni e che i ricchi hanno stravinto. 

Per questo, i figli dei poveri, dovranno accontentarsi di un’istruzione che non vada oltre la scuola dell’obbligo per poi  iniziare  lavori precari o di scarsa specializzazione.

Mentre gli altri i figli dei ricchi, che, notoriamente, sono più meritevoli dei poveri, avranno libero accesso all’università e alle professioni più prestigiose e remunerative.

Quindi largo ai giovani. Purché siano ricchi.

La lingua di Dante

So che tra di voi ci sono degli insegnanti. Alcuni ancora in attività, altri in pensione. Ebbene, qualcuno ha lanciato un ‘j’accuse contro di voi.

Un certo Donaera su Domani, sostiene che dovreste smetterla di tormentare i giovani con le vostre lezioni sulla purezza della lingua italiana che, secondo voi, loro storpierebbero quotidianamente con gerghi giovanili e parole ed espressioni prese in prestito dall’inglese.

La vostra intransigente difesa della lingua di Dante e Leopardi, oltre ad essere stucchevole e fuori dal tempo, potrebbe  nuocere gravemente ai ragazzi. In particolare a coloro che disgraziatamente, volessero seguire le vostre pressanti raccomandazioni e parlare l’italiano dell’Accademia della Crusca.  Così  facendo, infatti, andrebbero incontro al dileggio e all’emarginazione. Poiché dopo un po’, finirebbero per parlare una lingua diversa da quella dei loro coetanei  che comincerebbero a guardarli con  sospetto e ad evitarli.

Ma voi, noncuranti di questo terrible pericolo, continuate a tormentare i ragazzi con le vostre rampogne spinti da pregiudizi ideologici novecenteschi.

Intano la nuova lingua, moderna e flessibile, avanza all’insegna del “parla come mangi”. Una regola seguita da tutti quelli che, da decenni, parlano come scrivono In particolare sui giornali e in certi romanzi usa e getta. 

Il problema, da un punto di vista puramente linguistico credo sia questo e il nostro, evidentemente, vuole continuare su questa strada. 

Ma l’intenzione del tizio e del suo giornalino credo che non sia quella di difendere la libertà di espressione, ma di accreditare l’esistenza di una guerra dei vecchi contro i giovani. Infatti se la prende in particolare con gli insegnanti in pensione che più di tutti si ostinano a tirare le orecchie ai giovani per il loro linguaggio. 

Non a caso, un paio di giorni fa, il direttore di quel piccolo giornale, sosteneva che tutte le difficoltà dell’occidente nascerebbero dalla guerra dei vecchi contro i giovani. Sono loro, i più anziani che li sfruttano offrendo loro contratti capestro e stipendi da fame probabilmente spinti dalla cupidigia e dall’invidia per la loro giovane età.  

Insomma, i mali del mondo dipendono da una banda di sadici anziani e non dal neoliberismo imperante che da quarant’anni impoverisce tutti senza distinzioni di età. Non dipendono nemmeno dal fatto che sia sostenuto da tutti i politici. Anche da quelli che dovrebbero essere di sinistra, ma si limitano a sporadici tentativi di limitare i danni. 

Mentre adesso non fanno più nemmeno quello e applaudono uno come Draghi che è, da sempre, un campione di neoliberismo. 

Lo stesso fa ogni giorno Domani che avrebbe dovuto essere un giornale di sinistra.