Paure e sospetti

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Il sospetto ce l’avevano  da tempo, ma in questi giorni nebbiosi si è riprodotto e ha dato vita a tanti piccoli sospetti. Sospettano di amici, parenti, conoscenti e vicini di casa. Di tutti quelli che non hanno espresso giudizi negativi sul governo precedente ed, in particolare, sull’ex inquilino del Viminale.

Dopo la disfatta umbra, annunciata, ma non per questo meno bruciante, in Emilia Romagna temono che anche dalle loro parti la bandiera verde possa sostituire quella rossa. Questa prospettiva li rende diffidenti. Anche nei confronti di chi si è sempre schierato a sinistra. Almeno a parole.

Come nel caso  dei cosiddetti radical chic che, ad ogni occasione, criticano il PD.  Raramente la destra. Trovano che sia un esercizio banale che lasciano fare volentieri ad altri.

Diffidati sono anche quelli che non parlano mai di politica, ma si lamentano delle tasse, delle bollette, dei prezzi alti e di tutto quello che si paga.

Poi ci sono i sorvegliati speciali. Quelli che, da anni ripetono quello che fu il tormentone del Bagaglino: “I politici sono tutti uguali. Tutti ladri. È tutto un magna magna.” Dal qualunquismo teatrale al leghismo il passo potrebbe essere breve.

Insomma, da quelle parti hanno paura di non avere molte possibilità di evitare un’invasione di camicie verdi. Sanno che molto dipenderà dal governo Mazinga che però con la faccia di Conte, il braccio sinistro di Zingaretti, quello destro di Di Maio e le gambe di Franceschini, non sembra molto forte.

Non è certo dotato di missili perforanti o del micidiale raggio termico in grado di incenerire i nemici in una frazione di secondo.

Ha solo tante buone intenzioni più che, per ora, hanno prodotto solo una valanga di cifre e indiscrezioni più o meno fondate. Quindi, se le cose non cambieranno in fretta, gli abitanti di questa parte della pianura padana pensano che non rimarrà loro altro da fare che sperare in un miracolo.

Per ottenerlo qualcuno ha suggerito di non affidarsi ad un semplice santo, ma di rivolgersi più in alto.

Magari riprendendo la famosa affermazione che Don Camillo usava per fare appello alla coscienza degli elettori.

Ovvero: ”Nella cabina elettorale Dio ti vede. Salvini, no!”

Lo sbarco degli alleati

Esterno giorno.

Panoramica del porto per inquadrare la folla e le bandiere rosse , gialle e blu.

Totale della nave mentre viene calata la passerella.

Piano americano del Conte di Volturara il primo a scendere, che saluta la folla e improvvisa un discorso.

Primo piano del Conte mentre parla e promette un lavoro ai disoccupati, una casa ai senzatetto, pensioni e stipendi più alti, meno tasse per le imprese, asili nido e scuole gratuite per tutti. Assicura che darà più fondi alla sanità, combatterà le disuguaglianze e le ingiustizie di ogni genere e che gli italiani, grazie a lui, saranno più ricchi e felici.

Infine lancia alla folla una nuvola di biglietti. Tutti cercano di affferrarne qualcuno.

Zoom sulla folla e primo piano di un uomo che raccoglie un biglietto e guarda incuriosito di cosa si stratta. Zoom sul biglietto: è una schedina precompilata del superenalotto.

Piano americano di Di Maio che saluta la folla con un sorriso stentato. Forse sta già pensando alle tante lezioni di lingue che lo aspettano.

Primo piano di Zingaretti, che saluta la folla con la mano e con un mezzo sorriso sulle labbra. Ha l’aria di uno che è stato trascinato ad una crociera alla quale non avrebbe voluto partecipare.

Primo piano di Franceschini che, dietro il classico sorriso per la stampa, nasconde la soddisfazione di chi torna a casa e può nuovamente sedersi sulla sua poltrona preferita.

Piano americano e poi primo piano di Speranza che appare pallido e teso come uno che sta aspettando il proprio turno dal dentista. Forse avrebbe preferito affrontare qualche seduta dal dentista, invece di affrontare i problemi della sanità italiana.

Inquadratura fissa sulla passerella mentre tutti gli altri neo ministri scendono in fila indiana limitandosi a salutare la folla con un cenno della mano.

La Bellanova ha un passo un po’ incerto.
Zoom e primo piano su di lei. Spiega di aver sofferto un po’ di mal di mare. Non è abituata a navigare, viene dalla campagna.

Panoramica della folla , quindi primo piamo di un uomo alto, vestito di blu con gli occhiali da sole ed un sorriso sardonico che lascia intravedere gli incisivi sporgenti. Non appena finita la sfilata dei ministri si dilegua tra la folla. Continua…