Maledetta acqua

Da alcuni mesi le notizie sui migranti erano scivolate nella parte bassa delle homepage e nella pagine interne dei giornali di carta.

Solo la morte di un bambino di sei mesi le ha riportate, per un paio di giorni, sulle prime pagine. Con i commenti beceri e razzisti della stampa di destra e le condoglianze di circostanza della sinistra.

Sembra che la pandemia non ci abbia insegnato niente. Avrebbe dovuto farci capire che la vita è troppo breve e preziosa per sprecarla disprezzando o addirittura odiando popoli più sfortunati di noi che adesso, oltre che con la fame e la guerra, devono convivere anche con il virus.

Ma, evidentemente, l’uomo nero fa ancora paura. E’ sempre un comodo capro espiatorio su cui sfogare la rabbia e la frustrazione accumulate in anni di crisi economica e nove mesi di epidemia. Un bersaglio facile perché tanto non può reagire e, una volta sparito il virus, probabilmente, ricominceremo a colpirlo con violenza. 

Il fuoco del razzismo è ancora vivo, anche se nascosto sotto la cenere dell’emergenza sanitaria. Conosco qualcuno che scherzando, ma non troppo, mi ha confidato che darebbe volentieri il suo 5×1000 al KKK! 

Certo, è un caso limite, ma sono in tanti a non capire che prendersela con i migranti che approdano sulle nostre coste è come prendersela con l’acqua quando c’è un’alluvione.

Forse perché cercare di capire le cause che l’hanno provocata è complicato.

E’ molto più semplice maledire l’acqua.