Par e dispari

C’era una volta la par condicio. Doveva servire a garantire le stesse opportunità di parola a tutti i candidati alle elezioni.

Ma  le elezioni, come gli esami non finiscono mai. Tanto più che, da anni ormai, anche certe elezioni condominiali, sono seguite con spasmodico interesse dai media.

Quindi la par condicio era applicata sempre e comunque anche nelle trasmissioni di puro intrattenimento.

Poi negli anni scorsi abbiamo scoperto che la condicio tanto par non era. Infatti, specie su certe reti tv, il contraddittorio era rigorosamente applicato se il candidato ospite era di sinistra o qualcosa del genere. In questo caso era sempre costantemente presente un esponente di destra. Mentre se questi era l’ospite molto spesso era da solo. I dati dell’osservatorio di Pavia lo certificano da anni.

Poi è arrivato il covid. e la par condicio, di colpo, la si applica ogni giorno con grande rigore. Tutto bene, quindi? Non proprio. Adesso più che i politici gli ospiti fissi dei vari salotti televisivi sono le covid-star, ovvero gli esperti: infettivologi, epidemiologi, virologi e tutti quelli che finiscono in ologi.

All’inizio ballavano da soli e, ogni tanto, litigavano tra di loro. Ma lo spettacolo era piuttosto ripetitivo. Quindi , per vivacizzare le discussioni, adesso si ritrovano,  quasi sempre, in compagnia di un rappresentante dei no vax, no pass, no covid ecc.

Ovviamente questi accoppiamenti sono fonte di liti furibonde che fanno audience, ma mettono mille dubbi ai figli e ai nipoti della mitica casalinga di Voghera che faceva le faccende di casa con la tv sempre accesa.

Forse anche lei sarebbe stupita da tutti questi discorsi inutili e spesso fuorvianti. E’come se insieme ad un fisico o un astronauta si invitasse un terrapiattista.

Magari prima o poi succederà.

Aspettando…

Quando finirà la pandemia, oltre a festeggiare per qualche giorno,  anzi per parecchi giorni ,scriverò ovviamente un articolo.

Il contenuto ancora non lo so, ma il titolo c’è l’ho già chiaro in mente:”L’incubo è finito! Gli esperti se ne sono andati da giornali e tv!”

Lo dedicherò a quelli che:”E’ poco più di un’influenza”. A quelli che:”Il virus è clinicamente morto”.

A tutti quelli che:”L’influenza di stagione di unirà al covid! Sarà una strage!”

Anche a tutti quelli che:”L’AZ è un vaccino sicuro ed efficace per tutti. Anzi no. solo per gli under 55. Ma, forse, va meglio per gli over 55. Magari va ancora meglio per gli over 60. Però, se anche i più giovani lo volessero, perché negarglielo?”

Senza dimenticare quelli che:”La variante Delta è 60 volte più contagiosa di quella inglese che a sua volta era 50 volte più contagiosa di quella precedente.

Poi una dedica la meritano anche quelli che: “Dopo la variante delta arriverà quella epsilon e sarà ancora più contagiosa.”

E via blaterando…Il resto spero di scriverlo al più presto.

Cattive notizie

Qualcuno, tempo fa, deve aver messo in giro l’idea che per farsi notare bisogna spararla grossa e cattiva, la notizia. Che sia vera o falsa non ha nessuna importanza. Quello che conta è che esploda nel cielo mediatico e che si faccia notare come un fuoco d’artificio. Ad esempio anche le previsioni del tempo da anni annunciano uragani e tifoni anche in zone dove non sono mai arrivati e mai arriveranno.

Ma a questo ci siamo abituati e abbiamo imparato a non tenerne conto. Qualcuno se ne è accorto e l’abitudine di annunciare tsunami ad ogni nuvola in arrivo si è attenuata.

Invece la tendenza al nazional catastrofismo socio-sanitario è più viva che mai. Anche su un argomento tragico come il corona virus. I cosiddetti esperti si sono lanciati in previsioni il cui fondamento scientifico è pari, se non inferiore, a quello dell’oroscopo.

Ma davanti ad un microfono qualcosa bisogna pur dire e quindi meglio spararla grossa. Nei giorni più nefasti, quando cercavamo una buona notizia alla quale aggrapparci, abbiamo sentito dire che l’immunità di gregge non arriverà mai e comunque non proteggerebbe tutti; che i guariti non possono considerarsi immuni; che nemmeno un vaccino può garantire l’immunità e che i tamponi non sono del tutto affidabili.

Poi, naturalmente, c’è sempre la possibilità che arrivi una seconda ondata.

Come se non bastasse oggi sono uscite le ultime due sparate. Secondo un tizio delll’OMS, probabilmente molto vicino a qualche multinazionale farmaceutica, il corona virus potrebbe non scomparire mai, come è successo con l’Aids. Malattia che si riesce a tenere sotto controllo con un costoso cocktail di farmaci. Forse le case farmaceutiche sperano nel bis.

Altra notizia fuori controllo è che il ben il 30 per cento dei guariti potrebbe riportare danni permanenti.

Intanto a riportare danni è la credibilità dell’informazione che continua a cavalcare compatta l’onda nazional catastrofista nonostante la situazione stia migliorando ogni giorno di più.

Mentre noi, per difenderci, possiamo solo ignorare articoli, programmi tv e pagine on line con titoli nefasti.

Poi, per dare un minimo sollievo ai nostri nervi già duramente provati da due mesi di isolamento casalingo, cerchiamo le rare buone notizie.

Ad esempio quella pubblicata dal Corriere della Sera qualche giorno fa. Riguardava una previsione fatta dagli attuari, coloro che studiano l’evoluzione e i rischi di un qualsiasi fenomeno, soprattutto per conto delle assicurazioni. Secondo i loro calcoli il carogna virus, salvo imprevisti, se ne andrà al più tardi verso la metà di Luglio.

Se la previsione si rivelasse esatta non parlerei più male delle assicurazioni. Almeno per un pò.