Gli esperti non siamo noi

Qui da noi il medico è sempre stata una figura molto rispettata. L’unico vero dottore. Gli altri laureati erano un gradino sotto.Il medico aveva qualcosa in più. Non solo perché la nostra salute dipendeva da lui, ma anche perché molti credevano che avesse un patto segreto con la morte.

Con la pandemia al rispetto atavico si è unita l’ammirazione per l’impegno dimostrato da tutti quei medici che hanno lavorato con grande impegno negli ospedali riuscendo a salvare molte vite e mettendo a rischio la propria.

Ma in questi mesi c’è stata anche una categoria di medici che, invece, ha perso parecchi punti. Sono i tanti virologi, infettivologi, epidemiologi che, invece che negli ospedali, hanno passato il loro tempo rilasciando interviste o facendo consulenze per governi e organizzazioni varie. I loro pareri influenzano le scelte dei governi e le nostre vite da più cento giorni. Che loro hanno passato, per lo più dipingendo quadri a tinte fosche del nostro futuro.

Ma tutti i nodi prima o poi vengono al pettine. Tra i tanti, uno si scioglierà tra una settimana, quando sapremo se la previsione fatta dal comitato di esperti del governo resa nota il 28 Aprile  scorso si rivelerà esatta. In quella relazione avevano messo nero su bianco che una eventuale riapertura dai primi di Maggio avrebbe provocato un aumento esponenziale dei contagi e che il 15 Giugno ci saremmo ritrovati con 151000 ricoverati in terapia intensiva. Uno scenario da brividi. Che però, per fortuna, non si realizzerà visto che ieri 8 Giugno, nonostante la riapertura. i ricoverati in terapia intensiva sono 283. Una bella differenza non c’è che dire.

Un’altra crepa nella credibilità dei medici  trasformati in esperti l’ha provocata l’OMS. Prima con il balletto sull’utilità delle mascherine e poi con il contrordine, arrivato  ieri, sui guanti.

Dopo averne caldamente consigliato l’uso per mesi hanno cambiato idea.Adesso sostengono che i guanti potrebbero causare “una auto-contaminazione o a una trasmissione ad altri quando si toccano le superfici contaminate e quindi il viso” Dunque è meglio disinfettarsi le mani all’ingresso e all’uscita dei luoghi pubblici.

In che mani siamo!

Dottori!

vmedico

La scena si volge nella sala d’aspetto di un ambulatorio. Un tizio con la barba saluta un medico e poi si siede per aspettare il suo turno. Intanto parla con una signora seduta vicino a lui e tesse le lodi del medico che ha appena salutato. Dice che è bravissimo e sempre disponibile. La signora gli chiede se lo conosce da molto tempo e lui, candidamente, risponde che è la prima volta che lo vede.

Poi scatta la pubblicità di un sito dove è possibile trovare medici e prenotare facilmente una visita. Quindi vediamo la signora abbracciare un imbarazzato medico. Forse non è così disponibile.

Una simile impostazione susciterebbe perplessità anche se il sito pubblicizzasse idraulici o altri professionisti, ma trattandosi di medici i dubbi sono ancora maggiori. Per quale ignota ragione uno dovrebbe farsi visitare e curare da un medico che non conosce?

Solo perché lo ha visto in tv, come certi prodotti miracolosi che fanno crescere i capelli anche su un sasso, che eliminano le rughe o correggono l’alluce valgo?

Chiunque abbia un minimo di esperienza di vita e di senso critico sa che, nella stragrande maggioranza dei casi, si tratta di prodotti totalmente inefficaci.

Ma questa pubblicità punta in basso. Il fatto stesso che parli di dottori e non di medici ne è un indizio. Nel linguaggio popolare, infatti, l’unico e vero dottore non è un laureato qualunque, ma il medico.

Inoltre lo spot fa leva sulla disponibilità dei dottori che contrasta con le attese necessarie per avere un visita specialistica rivolgendosi al SSN.

Naturalmente la disponibilità si paga, ma una mentalità ancora diffusa considera migliori le prestazioni mediche a pagamento.

Quelle di chi, ad esempio, vi prescriverà uno speciale shampoo antiforfora in cambio di un centinaio di euro o forse più.

Lo stesso che vi avrebbe prescritto gratis il medico di famiglia o un farmacista.

Ma se lo prescrive lo specialista ha un effetto in più: quello placebo.