Paure e sospetti

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Il sospetto ce l’avevano  da tempo, ma in questi giorni nebbiosi si è riprodotto e ha dato vita a tanti piccoli sospetti. Sospettano di amici, parenti, conoscenti e vicini di casa. Di tutti quelli che non hanno espresso giudizi negativi sul governo precedente ed, in particolare, sull’ex inquilino del Viminale.

Dopo la disfatta umbra, annunciata, ma non per questo meno bruciante, in Emilia Romagna temono che anche dalle loro parti la bandiera verde possa sostituire quella rossa. Questa prospettiva li rende diffidenti. Anche nei confronti di chi si è sempre schierato a sinistra. Almeno a parole.

Come nel caso  dei cosiddetti radical chic che, ad ogni occasione, criticano il PD.  Raramente la destra. Trovano che sia un esercizio banale che lasciano fare volentieri ad altri.

Diffidati sono anche quelli che non parlano mai di politica, ma si lamentano delle tasse, delle bollette, dei prezzi alti e di tutto quello che si paga.

Poi ci sono i sorvegliati speciali. Quelli che, da anni ripetono quello che fu il tormentone del Bagaglino: “I politici sono tutti uguali. Tutti ladri. È tutto un magna magna.” Dal qualunquismo teatrale al leghismo il passo potrebbe essere breve.

Insomma, da quelle parti hanno paura di non avere molte possibilità di evitare un’invasione di camicie verdi. Sanno che molto dipenderà dal governo Mazinga che però con la faccia di Conte, il braccio sinistro di Zingaretti, quello destro di Di Maio e le gambe di Franceschini, non sembra molto forte.

Non è certo dotato di missili perforanti o del micidiale raggio termico in grado di incenerire i nemici in una frazione di secondo.

Ha solo tante buone intenzioni più che, per ora, hanno prodotto solo una valanga di cifre e indiscrezioni più o meno fondate. Quindi, se le cose non cambieranno in fretta, gli abitanti di questa parte della pianura padana pensano che non rimarrà loro altro da fare che sperare in un miracolo.

Per ottenerlo qualcuno ha suggerito di non affidarsi ad un semplice santo, ma di rivolgersi più in alto.

Magari riprendendo la famosa affermazione che Don Camillo usava per fare appello alla coscienza degli elettori.

Ovvero: ”Nella cabina elettorale Dio ti vede. Salvini, no!”

Intrigo internazionale

Gli ingredienti di una spie story ci sono tutti. I servizi segreti, i russi, gli americani, le spie e un misterioso testimone scomparso. Un autentico intrigo internazionale.

A quanto pare il nostro Conte di Volturara, nonché presidente del consiglio, avrebbe organizzato un paio di incontri tra i nostri servizi segreti, il ministro della difesa e un procuratore dell’amministrazione Trump. Che avevano il compito di raccogliere informazioni su un presunto complotto ordito dai democratici americani con l‘aiuto dei servizi segreti italiani ai tempi dei governi Renzi e Gentiloni. Governi amici di Obama che avrebbero dato via libera alle nostre spie per cercare o, magari, inventare informazioni utili a screditare Trump e ad impedirne la vittoria.

Gli uomini di Trump sospettano anche che i servizi italiani sappiano dove è nascosto il misterioso professor Misfud, la gola profonda di questa complicata vicenda che dovrebbe saperla lunga anche sul Russiagate. L’intricata storia per cui Trump ha rischiato l’impeachment.

Come siano andati questi incontri non si sa. Anche perché il Conte, che ha la licenza temporanea di capo degli 007 nostrani, ha fatto tutto di nascosto. Forse ha pensato che, essendoci di mezzo i servizi segreti, tutto dovesse rimanere nell’ombra.

Ed è proprio la presenza del Conte, personaggio da commedia all’italiana, nel ruolo del protagonista, che ci da un indizio come andrà a finire la vicenda per noi italiani. Probabilmente in una serie di sospetti, richieste di chiarimenti e interrogazioni parlamentari che non avranno nessuna conseguenza pratica. Salvo strapparci qualche risata.

Ma, alla fine, quello che ha tratto il maggior vantaggio da questa tragicomica storia è proprio lui, il Conte.

Qualcuno ha insinuato che abbia fatto questo favore a Trump in cambio dell’appoggio alla sua conferma come primo ministro dopo il cambio di governo.

Infatti Trump, poco dopo, in uno dei suoi famosi tweet notturni lo ha definito molto talentuoso e ha espresso l’auspicio che rimanesse alla guida del governo anche dopo il cambio di colore.

Che sia vero o no, poco importa. Quel che è certo è che il nostro, in poco tempo, è passato dal ruolo di servitore di due vice presidenti di non eccelsa statura politica, a protagonista di una vicenda in cui si destreggia, con disinvoltura, tra i due uomini più potenti del mondo.

Quindi i casi sono due. O Padre Pio è un santo veramente potente, oppure il nostro ha delle doti insospettabili.
Una sopratutto: l’italica arte di arrangiarsi.

P.S.

Particolare curioso: il prof. Misfud insegnava a Roma alla Link University che ha la sede nel palazzo San Pio V. Il papa che, nel 1571,mise insieme la flotta cristiana che sconfisse quella turca nelle acque di Lepanto. Da allora è diventato il patrono dei sovranisti. Insomma un altro santo di nome Pio sulla strada del Conte.Tutto torna.

Giochi di ruolo

Se la vita è una commedia, la politica non fa eccezione.

Ma nelle commedie vere, teatrali o cinematografiche, i ruoli vengono assegnati secondo le capacità, le attitudini e anche l’aspetto fisico degli attori.

In politica, invece, i personaggi e i loro interpreti sono decisi secondo logiche di corrente, di alleanze, di interessi imperscrutabili ai più.

Il risultato è che, molto spesso, il politico non è preparato a ricoprire il ruolo gli è stato assegnato. Tuttavia, una volta che l’ha ottenuto, non si comporta come un attore che studia e cerca di entrare il più possibile nei panni del suo personaggio ma, si limita ad identificarsi completamente con lui senza nessuna preparazione, convinto che l’abito faccia il monaco.

Del resto quando sei seduto su una comoda e prestigiosa poltrona e tutti ti chiamano presidente o ministro finisci per crederci davvero. Anche se non hai la competenza e l’esperienza necessarie. Con risultati discutibili.

Ad esempio, nel precedente governo Conte pensava di essere il primo ministro invece era una specie di Arlecchino servitore di due padroni. Salvini si sentiva ministro dell’interno, primo ministro e presidente della repubblica, ma sembrava il direttore del Minculcop. Mentre Toninelli pensava di essere il ministro dei trasporti. Invece sembrava un bambino che gioca con una automobilina a pedali sognando di guidarne una vera auto.

Nel nuovo governo, invece, Conte, dopo aver allontanato il padrone più prepotente. è ancora più convinto di essere il primo ministro e non più un avvocato di provincia. Di Maio è diventato ministro degli esteri anche se non ha ancora chiaro cosa siano gli esteri. Mentre Gualtieri che pensava di essere un professore di storia si è ritrovato ministro dell’economia.

E Zingaretti? Lui pensa solo di essere segretario di un partito.

Di quale ancora non si sa

Gli ammutinati del County

Il Conte di Volturara, comandante della nave governativa, che lui chiama confidenzialmente County, battente bandiera giallo-rossa, sapeva di avere a bordo un gruppo di marinai riottosi che mal sopportavano il suo comando. Ma non immaginava che si sarebbero ammutinati cosi presto, a navigazione appena iniziata.

Il loro capo si è procurato una barca e ha lasciato la nave del Conte insieme ai suoi uomini e all’ultimo dei socialisti.

Ha subito fatto rotta in direzione di un’altra nave, la Forza Italia battente bandiera azzurra, da tempo in balia dei flutti, dopo che l’anziano comandante ha perso la bussola.
Con la speranza di imbarcare gli irrequieti passeggeri ormai a corto di viveri.

Tuttavia solo una di loro è salita a bordo. Tutti gli altri, probabilmente, pensano che la barca del comandante fiorentino non sia in grado di condurli ad un porto sicuro. Quindi preferiscono aspettare soccorsi migliori.

In particolare quello che potrebbe prestare loro la più grande ed accogliente nave County.

Il Conte comandante, infatti, sembra disposto non solo a riportarli a terra, ma anche ad invitarli a cena in un lussuoso ristorante con quattrocento coperti.

Certo molti sono già stati prenotati, ma una quindicina di posti a tavola liberi si potrebbero sempre trovare.

Lo sbarco degli alleati

Esterno giorno.

Panoramica del porto per inquadrare la folla e le bandiere rosse , gialle e blu.

Totale della nave mentre viene calata la passerella.

Piano americano del Conte di Volturara il primo a scendere, che saluta la folla e improvvisa un discorso.

Primo piano del Conte mentre parla e promette un lavoro ai disoccupati, una casa ai senzatetto, pensioni e stipendi più alti, meno tasse per le imprese, asili nido e scuole gratuite per tutti. Assicura che darà più fondi alla sanità, combatterà le disuguaglianze e le ingiustizie di ogni genere e che gli italiani, grazie a lui, saranno più ricchi e felici.

Infine lancia alla folla una nuvola di biglietti. Tutti cercano di affferrarne qualcuno.

Zoom sulla folla e primo piano di un uomo che raccoglie un biglietto e guarda incuriosito di cosa si stratta. Zoom sul biglietto: è una schedina precompilata del superenalotto.

Piano americano di Di Maio che saluta la folla con un sorriso stentato. Forse sta già pensando alle tante lezioni di lingue che lo aspettano.

Primo piano di Zingaretti, che saluta la folla con la mano e con un mezzo sorriso sulle labbra. Ha l’aria di uno che è stato trascinato ad una crociera alla quale non avrebbe voluto partecipare.

Primo piano di Franceschini che, dietro il classico sorriso per la stampa, nasconde la soddisfazione di chi torna a casa e può nuovamente sedersi sulla sua poltrona preferita.

Piano americano e poi primo piano di Speranza che appare pallido e teso come uno che sta aspettando il proprio turno dal dentista. Forse avrebbe preferito affrontare qualche seduta dal dentista, invece di affrontare i problemi della sanità italiana.

Inquadratura fissa sulla passerella mentre tutti gli altri neo ministri scendono in fila indiana limitandosi a salutare la folla con un cenno della mano.

La Bellanova ha un passo un po’ incerto.
Zoom e primo piano su di lei. Spiega di aver sofferto un po’ di mal di mare. Non è abituata a navigare, viene dalla campagna.

Panoramica della folla , quindi primo piamo di un uomo alto, vestito di blu con gli occhiali da sole ed un sorriso sardonico che lascia intravedere gli incisivi sporgenti. Non appena finita la sfilata dei ministri si dilegua tra la folla. Continua…