Come in aereo

Ormai quando sento parlare di vaccini o di complotti entro automaticamente in modalità aereo, come uno smartphone. Non ascolto e penso agli affari  miei. 

Per quanto riguarda i vaccini ho già dato in parole ed opere. Nel senso che ne ho scritto più volte e mi sono vaccinato un paio di mesi fa. Anche sui complottisti ho già scritto, ma l’argomento mi attira di più e, entro certo limiti, lo trovavo divertente. Almeno  fino a  ieri sera, quando sono andato a cena con un gruppo di amici che non vedevo da tempo.

Subito dopo cena uno è stato richiamato all’ordine dalla moglie ed ha abbandonato prematuramente la compagnia, lasciandoci il suo passeggero che, invece, intendeva rimanere ancora. Quando siamo usciti ho scoperto che il tizio abita poco distante da casa mia e gli offerto un passaggio. 

Di lui sapevo solo che lavora nell’ufficio marketing di un’azienda alimentare, non è sposato ed è piuttosto petulante. Delle sue opinioni politiche e virali non sapevo niente e non intendevo affatto colmare questa mia lacuna.

Mentre lui non vedeva l’ora di farmi sapere le sue idee, ovvero il riassunto completo delle più diffuse tesi complottiste. Anche se ero in  modalità aereo le ho sentite ugualmente. Oltretutto la voce era stridula e il tono insistente. Ho pensato che se fossimo stati in autostrada avrei potuto abbandonarlo in un autogrill o in una piazzola di sosta.

Ma eravamo in città e non era possibile. Il tragitto, per fortuna, era breve, più o meno un quarto d’ora, e la  modalità aereo ha resistito. Infatti non ho aperto bocca, tanto parlava sempre lui.

Quando finalmente è sceso aveva un’aria insoddisfatta, forse perché non avevo replicato, oppure gli era venuto il sospetto che le sue opinioni mi interessassero meno di quelle di Pippo Franco. Chissà!

Spectre!

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Vorrei diventare un complottista, ma non sarà facile, perché complottisti si nasce, non si diventa. Quindi potrei solo diventarlo. In teoria non sembra difficile. In fondo si tratta solo di cercare spiegazioni semplici e lineari per qualsiasi evento. Basta fare un giro in rete e si trovano subito già fatte. Basta copiarle, incollarle e rilanciarle. Ad esempio sul Covid 19 c’è stato un certo movimento. E apparso subito chiaro ai complottisti che il virus è stato creato dagli americani in un laboratorio segreto a Wuhan e poi rilasciato nell’ambiente per mettere in crisi l’economia cinese che ha in mano gran parte del debito americano.

Il discorso sembrava filare ed in rete ha avuto vastissima eco. Le cose si sono complicate quando il Covid è sbarcato negli USA mietendo molte vittime. Possibile che gli americani siano stati così incauti? I complottisti non hanno dubbi e hanno trovato un colpevole nella persona dell’arcimiliardario Bill Gates. Il quale avrebbe dapprima finanziato la creazione del virus poi, dato che è un accorto uomo d’affari, anche la ricerca del vaccino. Come, del resto, fanno da tempo i produttori di antivirus informatici. Non solo, una azienda controllata da Gates sta mettendo a punto un microchip sottocutaneo che ci metterà tutti sotto controllo. 

Quindi questa pandemia, che ha fortemente limitato le nostre libertà, ha fornito l’occasione perfetta per mettere a punto nuovi sistemi di controllo sociale.
Che saranno adottati non solo da Bill Gates o altri potenti, ma anche da varie organizzazioni internazionali.

A cominciare dalla UE con i suoi euro-burocrati al servizio della Germania. Per poi proseguire con la Troika, la finanza globalizzata, le multinazionali, attualmente sono in auge quelle farmaceutiche, l’informazione che sforna continuamente notizie false come fossero sfilatini e, naturalmente, la politica nazionale e internazionale. Insomma, siamo circondati da potenti organizzazioni che controllano e influenzano la nostra vita.

Una sorta di Spectre globale che ascolta ogni nostra parola, carpisce i nostri pensieri più reconditi ed è in grado di controllare e orientare i nostri comportamenti.

Rivelazioni sconvolgenti e clamorose come queste dovrebbero suscitare reazioni sdegnate e decise, invece non danno origine a nessuna protesta. Perché ai complottisti, in fondo, non interessa protestare o cercare di cambiare le cose.

A loro basta sapere quella che credono sia la verità. Sanno che il resto del mondo è scettico e quindi si limitano a condividere le loro idee con amici e followers che, come loro, credono che la realtà sia un romanzo poliziesco da sfogliare in fretta per scoprire al più presto il nome del colpevole. Anzi dei colpevoli, che però sono quasi sempre degli intoccabili e quindi difficilmente possono essere assicurati alla giustizia.

Così i complottisti non possono fare altro che diffondere il disprezzo per i servi della Spectre: i politici incapaci e corrotti. Tutti i politici, di destra, di sinistra o di centro. Non importa. Sono tutti uguali.

Un atteggiamento questo che ricorda da vicino quello dei populisti-qualunquisti degli ultimi anni.

Al punto da far sorgere un dubbio.”E se il complottismo fosse una malattia infantile del qualunquismo?”