Complipress

WordPress mi ricorda che due anni fa ho aperto questo blog. Ma dopo qualche settimana avevo lasciato perdere, per poi ricominciare nel luglio dello scorso anno. Avevo intenzione di raccontare fatti e opinioni della periferia e, in parte, l’ho fatto anche se, ogni tanto, un accenno alla politica nazionale, è per me, irresistibile. 

Poi è arrivato il maledetto virus. Quindi avrei dovuto raccontare quello che succedeva qui al nord. Partendo magari dai resoconti quotidiani di mia moglie che è un medico. Avrei dovuto descrivere il silenzio irreale rotto continuamente dal suono  lacerante delle sirene della ambulanze. Farvi sapere che i necrologi del giornale locale che, di solito, occupano una pagina, erano arrivati a riempirne otto. Tra di essi c’era anche quello di mio zio guarito dal covid ma caduto in depressione e morto suicida a causa dell’atmosfera cupa di un paese in lockdown.

L’elenco delle disgrazie sarebbe stato lungo, ma ho preferito non parlarne perché l’atmosfera era già abbastanza pesante ed era meglio non insistere. Inoltre il racconto delle disgrazie non è nelle mie corde. 

Così, una volta messe da parte le cronache locali, ho cominciato a studiare da corsivista, uno dei lavori che mi piacerebbe fare da grande. Temevo che  questa svolta facesse fuggire qualcuno, invece i followers sono aumentati così come i visitatori.

Ultimamente ho trascurato il blog, preso dal lavoro e da impegni famigliari, ma ogni volta che scrivo qualcosa. vi ritrovo sempre tutti.

Un motivo in più per continuare a rimanere in contatto con voi.

Grazie a tutti!