Le feste dell’umidità

Molti le chiamavano amichevolmente così.

Erano un punto di incontro per tutti. Anche per quelli che la sera uscivano di rado o che non erano proprio di sinistra. Erano piccole agorà temporanee dove si potevano incontrare amici e parenti o fare nuove conoscenze. Mio zio ci aveva conosciuto la sua futura moglie. Un mio amico ci aveva trovato un lavoro.

Era possibile anche trovarci libri, vestiti, mobili e oggetti par la casa. Poi si poteva cenare in uno dei tanti ristoranti. Oppure ballare il liscio nella balera o i balli più moderni in discoteca.

Erano le feste dll’Unità provinciali che concludevano la serie delle feste di paese o di quartiere. Oggi  che l’Unità non è più in edicola, quelle di quartiere non ci sono più da tempo, quelle di paese, a volte, si sono trasformate in sagre, mentre quelle provinciali sono in via di estinzione..

Dopo anni di assenza lo scorso anno volevo andare a Festa Reggio quella che, da sempre, era una grande manifestazione nel cuore dell’Emilia rossa.

Quando ancora si chiamava festa dell’Unità i segretari del partito andavano spesso a pronunciare il discorso di chiusura attirando grandi frolle.

Per Berlinguer, nel 1983 si accalcarono in due milioni. Almeno così dice la leggenda.

In seguito a richiamare un gran numero di spettatori sono stati grandi concerti come quello degli U2 nel 1997 o il concertone di Ligabue nel 2005 che fece registrare il record europeo dei biglietti venduti, circa 170.000, per un singolo concerto.

In tempi più recenti, invece, aveva fatto notizia un’affluenza di circa seimila persone riunite sotto un tendone una sera di settembre del 2013.
Certo sono poche per il discorso di un segretario o per il concerto di un cantante di successo, ma diventano tante se affollano il piccolo spazio dedicato ai dibattiti. Quegli eventi un po’ noiosi a cui assistevano solo pochi affezionati volenterosi. Ma quella sera erano accorsi in tanti per ascoltare un certo Matteo Renzi.

Da allora molta umidità è passata tra i pioppi della pianura padana e lo scorso anno a Festa Reggio, non ci sono stati né dibattiti, né discorsi, né concerti perché la festa, per la prima volta nel dopoguerra, non ha avuto luogo.

Gli organizzatori, infatti, non avevano il problema di come accogliere due milioni di visitatori, ma di come pagare due milioni di euro di debiti.

Anche quest’anno non si farà, ma a pochi chilometri distanza, a Modena si terrà, virus permettendo, la festa nazionale del PD. Sarà la fine o un nuovo inizio?