Caro idraulico

“Non solo Dio non esiste, ma provate a cercare un idraulico nel week end”, scriveva Woody Allen anni fa. Altri tempi. Oggi su internet lo si trova in pochi secondi l’idraulico, magari uno di quelli disponibili 24 ore su 24. Ma può costare caro.

Come è successo ad una signora che aveva lo scarico del wc che perdeva. Ha cercato in internet un idraulico della sua zona che è prontamente arrivato, ed in pochi minuti, ha cambiato il galleggiante della vaschetta responsabile della perdita.

La signora soddisfatta per la veloce riparazione si apprestava a pagare in contanti, ma i soldi che aveva non bastavano a pagare il conto di ben 400 euro. A questo punto l’idraulico ha sfoderato un POS e la signora, non prima di aver protestato, ha pagato col bancomat.

Ma poi ha denunciato l’esoso artigiano capace all’occorrenza di trasformarsi in muratore e fabbro. Si è scoperto, infatti, che faceva piccoli lavori di qualsiasi genere. Sempre a caro prezzo.

Ad esempio, per un lavoro di muratura di un’ora aveva preteso ben 800 euro. Mentre si era limitato a chiedere 350 euro per estrarre una chiave rotta dalla serratura. Il giudice lo ha costretto a risarcire la signora e al pagamento delle spese processuali per un totale di circa mille euro.

Questa, probabilmente, non sarà l’unica condanna a carico dell’intraprendente tuttofare perché altre vittime della sua esosità lo hanno denunciato seguendo l’esempio della signora.

E’ proprio vero che ai tempi del covid bisogna stare attenti a chi si fa entrare in casa.

Il bancomat

Quanto durerà? Il governo Draghi non è ancora nato e già ci stiamo chiedendo quanto durerà. Secondo i giornali durerà fino al prossimo Gennaio, quando Mattarella se ne andrà e lascerà il posto a Draghi.  Ma noi cittadini di periferia siamo scettici. Quando mai in Italia è stato possibile fare previsioni così precise? Nemmeno ai tempi in cui la Dc era il partito dominante. Succedeva sempre qualcosa che mandava all’aria ogni previsione.

Cosa che potrebbe succedere anche adesso. Basta guardare la foto di gruppo dei ministri per capire che l’olio e l’acqua si possono anche mettere nello stesso contenitore ma rimangono separati. Come, ad esempio, Leu e la Lega, Oppure i grillini in compagnia di Brunetta, Gelmini e Carfagna. personaggi che non pensavamo di rivedere seduti su delle poltrone ministeriali. Anzi, speravamo di non vederceli più. Magari questa scelta è una provocazione, un modo non tanto sottile per dividere i 5stelle. Chissà!

Poi, come non parlare del ritorno in gioco di Salvini, che sta già alzando la voce e si prepara a risvegliare la bestia, il suo rottweiler digitale che presto ricomincerà ad abbaiare contro gli extracomunitari.

Draghi sembra convinto che basti dare a tutti i partiti del suo governo una buona paghetta (seggiole e poltrone), come a dei figli scioperati, per tenerli buoni. Ma abbiamo l’impressione che questi aspettino solo un suo momento di distrazione per sfilargli il portafoglio. Poi in pubblico si accuseranno a vicenda di aver compiuto il furto, mentre in privato se ne compiaceranno.

L’opinione prevalente, da queste parti è che Draghi, evocato da settimane dai giornali, sia stato messo in mezzo. Soprattutto da banche ed imprese che ritenevano il governo Conte non abbastanza attento alle loro richieste di risarcimenti, ristori e finanziamenti vari. Quindi adesso che sta per arrivare una quantità industriale di denaro, per giunta di ottima qualità, vale a dire fresco e gratuito, non potevano certo stare a guardare.

Quindi, con i loro media, hanno spinto Draghi perché è abituato da tempo a distribuire fondi ed è anche l’unico autorizzato a formare un governo di larghe intese con dentro anche i partiti di destra. I tradizionali referenti dei vertici del mondo economico che hanno il preciso compito di accaparrarsi una fetta più grande possibile del Recovery Found. Sperano di trasformare Draghi in un bancomat.

Mentre quelli che facevano parte del Conte 2, che i fondi europei li hanno portati a casa, non hanno digerito la mossa di Renzi e l’iniziativa di Mattarella di chiamare Draghi per salvare la patria in pericolo.

Infatti stanno formando un gruppo unico al senato, ovviamente senza Renzi e compagnia. L’obiettivo minimo sembra quello di non perdersi di vista e condizionare le scelte di Draghi.

L’altro potrebbe essere quello di tenersi pronti nel caso vada a finire male. Visto che Mattarella esclude le elezioni, se il nuovo governo cadesse, bisognerebbe metterne insieme per forza un altro.

Intanto Conte plaude all’iniziativa, che, probabilmente, ha ispirato, aspetta e prega Padre Pio.