Vietato fumare

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Il fumo fa male, è risaputo. Infatti da quindici anni è vietato fumare nei locali aperti al pubblico. Anche l’inquinamento fa male. Se ne è parlato molto in questi giorni di alta pressione e alti valori di sostanze inquinanti nell’aria.

Tra di esse, a quanto pare, ci sarebbero anche le sostanze venefiche contenute nel fumo di sigarette, sigari e pipe.

Sembra ne sia convinto Giuseppe Sala il sindaco di Milano che ha intenzione di proibire il fumo per strada. A cominciare dalle fermate dei mezzi pubblici e dallo stadio di San Siro.

Un eventuale provvedimento di questo genere è sembrato eccessivo anche a molti non fumatori.

Il sospetto è che il sindaco abbia preso alla lettera un esempio portato in una intervista al Corriere dal direttore del CNR. Dove diceva che vietare la circolazione ai vecchi e più inquinanti mezzi di trasporto era come far smettere di fumare due fumatori in una stanza dove ce sono dieci.

Sala ha pensato che far smettere di fumare tutti i fumatori eliminerebbe del tutto il fumo dalla stanza.

Una soluzione semplice e a costo zero, bastava pensarci.

Realtà e finzione

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C’é qualcosa di surreale in questa asfissiante campagna elettorale emiliano-romagnola. Anzi, quasi tutto.
La realtà, quella vera, è assente. Quella raccontata negli studi televisivi è immaginaria, ricostruita secondo il punto di vista del politico di turno. La buona o cattiva amministrazione della giunta uscente sembra non interessare a nessuno. Tutta l’attenzione è dedicata ai sentimenti, alle sensazioni e alle contrapposizioni ideologiche ormai vuote di idee. Le telecamere non mostrano lo stato delle cose, ma la sua percezione. Come succede con la temperatura. Quella effettiva, reale, misurabile con un termometro, non interessa quasi più.
Tutto questo assomiglia, in brutto, ad un film di Fellini. Lui che aveva immaginato l’Italia come un grande circo e la ricostruiva in studio, avrebbe avuto tanti spunti da sviluppare e mettere in scena. Un tizio con la felpa e il cappellino della Ferrari che arringa la folla con fare truce e minaccioso sarebbe stato per lui un personaggio perfetto. Così come la sua prestanome, la candidata fantasma. Mentre il suo avversario, barbuto, sicuro di se, sembra un domatore di bestie feroci. Quello che infila la testa nella bocca di un leone pur sapendo di correre un grosso rischio perché il leone è vero, seppure addomesticato. Ma fa parte dello spettacolo. Quello di un circo pieno di politici, giornalisti e pseudo esperti travestiti da clown, nani ed acrobati. In riva ad un mare fatto di teli gonfiati dall’aria emessa da grossi ventilatori, dove nuotano tante schede elettorali a forma di sardina. Tutto talmente finto da sembrare vero.
Fellini, a volte, alla fine di un film, faceva una carrellata indietro con la MDP per mostrare al pubblico che si trattava di una finzione, magari di un sogno ad occhi aperti. Mentre le telecamere del circo mediatico una carrellata del genere non la fanno mai.

Suspense

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Dicono che la merce più venduta in questi anni di crisi sia la paura. Ma c’è un altro ingrediente che nei menù quotidiani della tv non manca mai ed è la suspense. A volte finta a volte verosimile.

Mutuata dalla valanga di gialli, polizieschi e thriller che ci arrivano in casa 24 ore su 24, si trova dovunque.

Nelle telecronache calcistiche, dove il risultato è in bilico finché l’arbitro non fischia la fine. Anche se una delle squadre sta vincendo tre a zero. Oppure nelle gare di formula uno dove l’inseguitore ha sempre la possibilità di raggiungere e superare il battistrada anche se questo ha un giro di vantaggio. Mentre nelle gare di atletica, vista la loro brevità, ci si limita a pronosticare insistentemente un testa a testa.

Lo stesso accade quando si tratta di politica e di elezioni in particolare. Se ne comincia a parlare mesi e mesi prima e con sondaggi pagati a caro prezzo, alla mano, si pronostica un risultato sul filo del rasoio, al fotofinish, all’ultimo voto e via prevedendo. Molti sono convinti che la suspense aumenti l’audience e la usano fino al parossismo e allo sfinimento di lettori e telespettatori.

Delle elezioni in Emilia Romagna, ad esempio, hanno cominciato a parlare e a sputare sondaggi in ottobre.

Ormai da queste parti più dell’audience sta aumentando la voglia di andare a votare per porre fine allo strazio e soprattutto dimostrare che non sarà un testa a testa.
Alla faccia delle teste vuote dei pseudo esperti che dicono sempre le stesse cose con le stesse parole.

La scoperta dell’aria calda

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C’è un buco nella nebbia alla periferia di Milano. La foto del satellite scattata l’8 Gennaio è chiara.

Mostra un cerchio libero dalla nebbia fin dalle prime ore del giorno, quelle in cui la nebbia è più fitta per poi svanire nelle ore più calde della giornata.

Mossi dalla curiosità i ricercatori del Centro Meteo Lombardo hanno fatto confronti con periodi precedenti e hanno scoperto che il buco c’era già da tempo. Ma quale poteva essere la causa?

Un vortice di aria anomalo, un rutto di Salvini oppure una finestra aperta nella nebbia dagli alieni per sorvegliarci?

Niente di tutto questo. A provocare il fenomeno sembra sia la cantrale A2A di Milano “Canavese” un impianto di cogenerazione per teleriscaldamento. Le sue ciminiere, infatti, emettono fumi caldi che riscaldano l’aria e fanno svanire la nebbia già nelle prime ore della giornata.

Come dire: la scoperta dell’aria calda.

Poveri e inquinati

Basta salire su una collina in una giornata di sole per ammirarla in tutto il suo grigiore. La brown cloud come la chiamano i tecnici è sempre qui, sulla pianura padana. 

Ormai ha preso il posto della nebbia che compare solo pochi giorni all’anno. Mentre la coltre marrone c’è sempre. Cause? Alta pressione, fumi di camini e ciminiere e gas di scarico delle automobili. Rimedi? Blocchi del traffico. Auto diesel fino ad euro 4 e vecchie auto a benzina euro uno o due. 

Che questi provvedimenti siano inefficaci lo sappiamo da tempo, ma le varie amministrazioni qualche segnale devono pur darlo e continuano a emanare ordinanze restrittive. 

Lo ha sottolineato ancora una volta ill CNR. spiegando che le emissioni dei motori delle auto più vecchie incidono solo in piccola parte sull’inquinamento.  

Inoltre tutti i veicoli, anche quelli elettrici muovendosi sollevano le famigerate polveri sottili.

Altri responsabili delle emissioni di polveri sarebbero le stufe o i caminetti a pellet ormai molto diffusi. 

Quindi in pratica, complice la ormai cronica crisi economica, ad inquinare sono i più poveri. Quelli che vanno in giro su vecchie auto e si scaldano con il pellet o la legna per risparmiare sulle bollette. 

Dunque per ridurre l’inquinamento bisognerebbe ridurre la povertà. Ma non l’avevano già abolita?

L'uomo del mezzogiorno

“Sta diventando un tormentone. Ogni tanto spunta un sondaggio secondo cui la metà degli italiani, vorrebbe un uomo forte al governo. Pensavo che il nuovo anno se lo portasse via, invece qualcuno continua a parlarne e prima o poi spunterà l’ennesimo sondaggio che ribadirà il concetto ancora una volta.

Magari mettendo in risalto la maggiore preferenza del sud per un uomo solo al comando alla guida del paese.

Ma se effettivamente la maggior parte degli importunati ha risposto così non vuol dire che che sognano un muovo duce, un condottiero o un unto del signore. Più semplicemente vorrebbero qualcuno capace di risolvere i loro problemi economici e sociali. 

Alcuni, e sembravano una maggioranza quasi imbarazzante, hanno provato a dar fiducia a Renzi, ma sono rimasti delusi. Altri hanno riposto le loro speranza nelle stelle grilline che però si sono state offuscate. A loro si erano rivolti soprattutto gli elettori del sud che, poi, vista la mala parata, si sono avvicinati alla Lega non più nord. Ma sarà la volta buona?

Abbiamo davvero trovato qualcuno in grado di guidare l’Italia, ed in particolare il sud, fuori dal pantano della crisi, economica e sociale? Io ho parecchi dubbi…”

Mentre ascoltavo questo sfogo di un amico siciliano mi è tornato alla mente una battuta di Pino Caruso che credo risalga a qualche decennio fa: ”Tutti i politici dicono che vogliono venire qui a risolvere i problemi del mezzogiorno, ma ormai sono le due e ancora non si è visto nessuno”.