Le cose cambiano

Una volta l’unica cosa che cambiava spesso era l’alta moda. Qualcuno, malignamente, sosteneva che era talmente orribile che ogni sei mesi dovevano cambiarla.

Adesso, invece, anche gli oggetti di uso comune hanno una durata limitata. Alcuni apparecchi come lavatrici, televisori ed anche alcune automobili sono costruiti in modo che non durino per sempre, ma si guastino dopo un certo periodo di tempo. La chiamano obsolescenza programmata.

Caratteristica di una società ormai basata sull’usa e getta.

Anche le idee hanno subito la stessa sorte. Non durano più decenni, ma solo pochi anni se non addirittura pochi mesi.

I partiti, naturalmente, non fanno eccezione. Alcuni nascono e spariscono nel giro di un mattino. Le cose cambiano in fretta e bisogna adeguarsi per rimanere sulla cresta dell’onda.

Anche la cosiddetta forma partito è ormai obsoleta, così come la parola stessa. Quindi se volete fondare qualcosa di simile ad un partito non mettete quella parola ormai superata nella sigla che sceglierete.

Chiamatelo piuttosto movimento, circolo o club e inventatevi un nome come Movimento a cinque stelle, Italia Viva Azione, Sardine ecc. Così nessuno potrà accusarvi di far parte della famigerata partitocrazia.

L’unico gruppo parlamentare che non si è adeguato ai tempi ed è ancora soggetto a questa accusa è quello che i radical chic, non a caso, chiamano Piddi.

Gli esperti non siamo noi

Qui da noi il medico è sempre stata una figura molto rispettata. L’unico vero dottore. Gli altri laureati erano un gradino sotto.Il medico aveva qualcosa in più. Non solo perché la nostra salute dipendeva da lui, ma anche perché molti credevano che avesse un patto segreto con la morte.

Con la pandemia al rispetto atavico si è unita l’ammirazione per l’impegno dimostrato da tutti quei medici che hanno lavorato con grande impegno negli ospedali riuscendo a salvare molte vite e mettendo a rischio la propria.

Ma in questi mesi c’è stata anche una categoria di medici che, invece, ha perso parecchi punti. Sono i tanti virologi, infettivologi, epidemiologi che, invece che negli ospedali, hanno passato il loro tempo rilasciando interviste o facendo consulenze per governi e organizzazioni varie. I loro pareri influenzano le scelte dei governi e le nostre vite da più cento giorni. Che loro hanno passato, per lo più dipingendo quadri a tinte fosche del nostro futuro.

Ma tutti i nodi prima o poi vengono al pettine. Tra i tanti, uno si scioglierà tra una settimana, quando sapremo se la previsione fatta dal comitato di esperti del governo resa nota il 28 Aprile  scorso si rivelerà esatta. In quella relazione avevano messo nero su bianco che una eventuale riapertura dai primi di Maggio avrebbe provocato un aumento esponenziale dei contagi e che il 15 Giugno ci saremmo ritrovati con 151000 ricoverati in terapia intensiva. Uno scenario da brividi. Che però, per fortuna, non si realizzerà visto che ieri 8 Giugno, nonostante la riapertura. i ricoverati in terapia intensiva sono 283. Una bella differenza non c’è che dire.

Un’altra crepa nella credibilità dei medici  trasformati in esperti l’ha provocata l’OMS. Prima con il balletto sull’utilità delle mascherine e poi con il contrordine, arrivato  ieri, sui guanti.

Dopo averne caldamente consigliato l’uso per mesi hanno cambiato idea.Adesso sostengono che i guanti potrebbero causare “una auto-contaminazione o a una trasmissione ad altri quando si toccano le superfici contaminate e quindi il viso” Dunque è meglio disinfettarsi le mani all’ingresso e all’uscita dei luoghi pubblici.

In che mani siamo!

Bonus per tutti

Bici

E’ primavera inoltrata, l’aria è tiepida, i fiori sbocciano, gli uccellini cinguettano, ma il virus è ancora tra noi. Magari ancora per poco, ma c’è. Quindi per spostarsi molti preferiscono l’intimità e la sicurezza della propria auto alla promiscuità di un mezzo pubblico.

Ma così si rischia di aumentare gli ingorghi, i rallentamenti e l’inquinamento delle città. Quindi il governo ha pensato bene di offrire un bonus, che può arrivare fino a 500 euro, per l’acquisto di una bici. In modo che tutti possano andare in giro più speditamente evitando le code ai semafori e la spasmodica e ansiogena ricerca di un parcheggio.

Qui in Emilia la bici è sempre stata molto popolare, ma il suo utilizzo attualmente, non è senza problemi. Le piste ciclabili sono poche e passano in gran parte sui marciapiedi dove noi ciclisti dobbiamo fare lo slalom tra i pedoni e prestare attenzione a dove mettiamo le ruote perché, di solito, ci sono molti saliscendi in corrispondenza dei passi carrabili e parecchi avvallamenti causati dalle radici affioranti degli alberi.

Inoltre le rastrelliere dove parcheggiare il velocipede sono poche e poco sicure. Infatti, al ritorno, a volte, non ritroviamo più la nostra due ruote. . Perché i ladri di biciclette ci sono ancora e sono piuttosto attivi. Infatti molti ciclisti vanno in giro con catene ed enormi lucchetti, non coperti dal bonus, che potrebbero resistere anche all’azione di una lancia termica.

Ma bisogna fare attenzione a come si usano. Se, infatti, ancoriamo la bici ad una rastrelliera o ad un segnale stradale o a qualsiasi altra cosa, tramite una ruota, a volte, ritroviamo solo la ruota, specialmente se è provvista di sgancio rapido.

Se trovate tutto questo scoraggiante e vi sono venuti dei dubbi sull’ipotetico acquisto di una due ruote, niente paura.

Il governo vi da la possibilità, con un incentivo in via di definizione, di passare ad una nuova quattro ruote.

Infatti pare stia arrivando un ennesimo incentivo rottamazione che scatterà dal primo Luglio e durerà fino al 31 Dicembre. Il contributo massino per chi rottama un’automobile con più di dieci anni sarà di 4000 euro. Le auto invendute durante il lockdown a qualcuno bisognerà pure venderle.

La bici può attendere.

Il compagno

Unknown

 

 

Giorno dopo giorno, anche qui si torna a parlare di politica. In particolare del governo e di Conte. Qualcuno lo considera ancora un uomo per tutte le stagioni. Un opportunista che ha saputo cogliere al volo la possibilità, del tutto inaspettata, di fare carriera in politica e anche ad alto livello.

Ma tanti altri, anche persone insospettabili, hanno fiducia in lui. Sembra abbiano apprezzato la sua gestione dell’epidemia che putre, all’inizio, aveva suscitato parecchi malumori.

Qualcuno pensa che abbia uno stile che richiama quello dei vecchi esponenti della DC. Una constatazione più che una critica. Dopo gli estremismi degli ultimi tempi, ad alcuni il suo ton pacato sembra una qualità.

Quanto ai risultati che ha raggiunto i 172 miliardi che dovrebbero arrivare dall’ex Europa matrigna hanno suscitato incredulità, ma anche alimentato qualche speranza per il futuro.

A questo punto il suo gradimento mi sembrava fosse già salito parecchio. Ma il salto decisivo, almeno da queste parti, lo ha fatto qualche giorno fa quando ha letteralmente rispedito al mittente le critiche di Confindustria. Ho sentito un vecchio militante del PD sostenere che Conte è più di sinistra del PD e soci. Lo ha addirittura chiamato compagno.

Di questo passo dove andremo a finire?

Una possibile risposta me l’ha data il mio barbiere: Lui, ex elettore leghista, sostiene che Conte è l’uomo nuovo della politica italiana e sembra persino onesto. Potremmo ritrovarcelo presidente per i prossimi anni.

Un sondaggio uscito oggi sembra dargli ragione. Pare, infatti, che se Conte fondasse un suo partito potrebbe arrivare oltre il 14 per cento. Niente male per un ex avvocato di provincia con il curriculum truccato. Ma niente di straordinario per un uomo che ha ben due santi in paradiso: Padre Pio e Sergio Mattarella.

Un limite, però, ce l’ha anche lui. Secondo il mio barbiere la sua chioma sempre uguale e senza un capello fuori posto nasconde un parrucchino.

Colori stonati

Il 2 Giugno in Piazza del Popolo ,a Roma, c’era un caleidoscopio di colori. Infatti oltre ai tre della bandierona italiana srotolata sulla folla, c’erano il verde padania, il nerofumo di FDI e l’arancione dei gilet di Pappalardo. Ognuno dei tre voleva farsi notare più degli altri dopo oltre due mesi di oblio.

La lotta per la maggiore visibilità sembrava riguardare solo Salvini e Meloni, invece, a sorpresa, nelle cronache dell’evento, oltre all’assenza di precauzioni anti covid, ad avere la meglio è stato l’arancione.

A portarlo in piazza è stato un generale dei carabinieri in congedo che ha il cognome di un cantante, ma non è intonato né nella voce, né negli argomenti. Però ha ancora abbastanza fiato per urlare.

Contro il covid che, secondo lui, non è mai esistito, contro il parlamento che sarebbe abusivo, contro il presidente della Repubblica in quanto usurpatore e anche contro tutti quelli, non meglio identificati, che, in Italia e nel mondo, tramano dietro le quinte.

Se l’’è presa anche con Salvini reo di avergli rubato un’intervista.

L’ex felpato si è consolato con una raffica di selfie, come ai bei tempi.

Mentre la Meloni, non si è scomposta più di tanto. Forse le bastava non essere sopraffatta dal verde padania. Poi, magari, ha pensato che, in fondo, il nero va con tutto e quindi anche con l’arancione. un colore vivace che si fa notare.

Mentre verde, nero e arancione non stanno proprio bene insieme. Uno, probabilmente il verde padania, è di troppo.

Se poi sapesse che questi colori sono tutti e tre insieme sulla bandiera dello Zambia…

Viaggi della speranza

Questa epidemia non ha stravolto solo il nostro modo di vivere. Anche alcuni luoghi comuni sono finiti a gambe all’aria. Soprattutto quelli riguardanti il Sud.

Da tempo immemorabile chiunque voleva fare un’inchiesta sulla malasanità andava nel meridione e trovava ospedali nuovi, ma in stato di abbandono, carenza di personale e di posti letto, disorganizzazione, sprechi, formiche in corsia e via inorridendo.

Quando è cominciata l’epidemia tutti temevano che al suo arrivo a Sud avrebbe fatto sfracelli e invece, per fortuna, non è andata così. Anzi. La sanità in meridione non solo ha retto, ma può vantare eccellenti risultati. A cominciare dalla coppia di cinesi curati allo Spallanzani a Roma. Talmente soddisfatti della sanità e dell’ospitalità italiana che, forse, si stabiliranno qui.

Poi, come non citare, tra gli altri, quel signore bergamasco spedito a Palermo perché a Bergamo non c’era posto e perfettamente guarito.

Un vero viaggio della speranza in direzione contraria. Da non credere. Infatti il primo a non crederci è stato proprio lui. Quando si è svegliato ha pensato di essere stato rapito. Poi, quando ha saputo cosa gli era successo,, era molto felice e grato al personale dell’ospedale e alla città di Palermo che lo aveva accolto.

Ma questo non è stato un caso isolato. Altri pazienti del Nord sono stati curati con successo a Reggio Calabria, Campobasso, Catanzaro ecc.

Forse, una volta tornati a casa, non parleranno più male dei meridionali. Almeno per un po’.

Luci della ribalta

I gemelli diversi della politica italiana sono tornati per un giorno sotto le luci della ribalta. L’uno nella veste di imputato e l’altro nel ruolo di avvocato difensore. Uno schema classico visto migliaia di volte nelle serie poliziesche televisive, che riesce sempre ad attirare qualche affezionato spettatore.

Certo, gli osservatori più attenti ritengono che Renzi abbia salvato Salvini dal processo solo per fare l’ennesimo dispetto a Conte. Ma intanto lo spettacolo ha fatto audience e ha ribadito che la sorte del governo dipende ancora da lui.

Mentre Salvini ringrazia e si prepara a festeggiare lo scampato pericolo il 2 Giugno.

Probabilmente a festeggiare sarà da solo, visto che Berlusconi e Meloni si sono sfilati adducendo ragioni socio-sanitarie. Ma non importa.

Se sarà solo si noterà di più. Perché lui e il suo omonimo temono più del Covid, della peste bubbonica e del colera, di diventare irrilevanti.

Oxford dixit

Buona notizia? Forse. Cattiva notizia? Può darsi.
Di certo non è facile classificarla come buona o come cattiva.

A lanciarla è il prof. Adrian Hill della prestigiosa università di Oxford, che dirige una squadra impegnata nella messa a punto del vaccino anti-Covid.
Hill sostiene che la strada che porta al vaccino potrebbe essere tutta in salita e non arrivare mai al traguardo.

La causa sarebbe il rallentamento della corsa del Covid che sta provocando una netta diminuzione dei contagi. Se questa tendenza fosse confermata nelle prossime settimane, infatti, per i ricercatori sarebbe più difficile, se non impossible, verificare l’efficacia del vaccino.

Attualmente, ha spiegato Hill, circa lo 0,25 per cento degli inglesi è vittima del virus e se diminuiranno ancora, non sarà facile trovare tra di loro un numero sufficiente di volontari idonei a sperimentare l’efficacia del vaccino.

Quindi c’è il rischio che il Covid19 svanisca prima che il vaccino sia pronto. Come accadde con la Sars, che scomparve nel Luglio del 2003 rendendo inutile la ricerca del vaccino.

Se succedesse anche adesso, tutto il modo tirerebbe uno dei più lunghi sospiri di sollievo della storia.

Mentre le case farmaceutiche vedrebbero svanire migliaia di miliardi in un attimo.

Insomma, per tutti noi e persino per i no vax, sarebbe un sogno.

Ma un incubo per altri.

Effetti collaterali

Tra i tanti effetti collaterali della quarantena a me è capitato questo. La gattina era in lista alla clinica veterinaria per la sterilizzazione. Ma il virus ha bloccato tutto. Quindi due mesi dopo sono mati tre gattini.  Quello rosso sembra il suo preferito.

tre più uno

Mente quello qui sotto è il neo papà quando ha appreso la notizia del lieto evento. Incredulo e perplesso.  Buona domenica a tutti.

Matisse

Risarcimento danni

Adesso che ci stiamo lentamente lasciando alle spalle il terribile incidente virale, sembra che tutto si sta risolvendo in una generale richiesta di soldi. Infatti davanti alla porta del governo la fila è lunga, Imprese grandi, piccole e medie, artigiani, commercianti, professionisti vari, partite iva ecc.

Aiutare chi è più in difficoltà è più che giusto. Soprattutto quelli più deboli che avevano già subito l’infinita crisi economica scoppiata nel 2008.

Ma il pensiero unico, ottusamente neoliberista, che ha ancora parecchi seguaci, non la pensa così. Infatti più di una voce si è levata per ribadire ancora una volta, che è inutile dare qualcosa a tutti. Sarebbe uno spreco di risorse che non aiuterebbe il paese a ripartire e scontenterebbe tanta gente.

Tradotto vuol dire che è meglio dare tutto ai più ricchi confidando nel fantomatico effetto cascata che prima o poi farà arricchire anche i più poveri. Niente di più sbagliato. Quarant’anni di neoliberismo sono li a dimostrarlo al di là di ogni ragionevole e anche irragionevole dubbio.

In Europa tre paesi più a nord di noi non vogliono prestarci soldi perché siamo del sud e quindi inaffidabili scialacquatoti di denaro. E’ triste constatare che nemmeno una pandemia è riuscita a far superare i confini del pregiudizio e della malafede e a far scattare la solidarietà. A farci capire quanto sia preziosa e fragile la nostra vita.

Ci stiamo già dimenticando i tanti lutti, le lunghe giornate che passavano lente in un silenzio irreale rotto, troppo spesso, dal suono lacerante delle sirene delle ambulanze: Ci siamo già dimenticati i buoni propositi per il futuro, la voglia di cambiare, di lasciare spazio a nuovi progetti di vita, di allargare il nostro orizzonte spesso troppo ristretto.

Evidentemente erano solo sogni, che, come si sa, svaniscono all’alba.

Adesso che il sole è ormai alto nel cielo, per andare avanti  ci basterà avere un risarcimento danni. Come dopo un incidente stradale.

Mia nonna dall’alto dei suoi 99 anni diceva spesso:” Ce ne saranno sempre di soldi. Anche quando noi non ci saremo più”.