Fiducia?

Secondo alcuni sondaggi Draghi avrebbe la fiducia della stragrande maggioranza degli italiani, più del 70%. Un consenso paragonabile a quello ottenuto da Putin alle ultime elezioni. Ma sarà vera fiducia?

Oppure dopo un anno vissuto pericolosamente gli italiani sperano solo che qualcuno li faccia finalmente tornare alla loro solita vita? 

Prima del Covid avevano ottenuto molti consensi i volti nuovi ed in particolare quelli che non venivano dalla classe politica, la famigerata casta. Quindi Draghi è solo l’ultimo di una serie che dura da anni.

Ma la fiducia che gli italiani hanno adesso in lui non sembra incondizionata. Assomiglia di più ad una speranza. Limitata, fragile e nata con la paura di essere delusa. Come è successo con i tecnici che lo hanno preceduto che, di certo, non sono stati molto graditi.

Ma cosa penserà lui di tutto questo credito che gli italiani li concedono? Nonostante l’impegno di tanti giornalisti, che si sono improvvisati indovini, non si sa.

Di certo è più a suo agio con i crediti bancari e la fiducia degli italiani, a quanto pare, non lo esalta, anzi forse lo mette in imbarazzo. Probabilmente di tutto il tifo che fanno i giornali per lui ne farebbe volentieri a meno. 

Viene in mente quello che diceva Lacan dell’amore. Sosteneva che amare significa dare qualcosa che non si ha, a qualcuno che non lo vuole.

Campane di vetro

Dopo il picco di notorietà del 6 Gennaio a poco a poco sono scomparsi dai radar mediatici. Si sono ritirati sui social dove continuano a raccontare la loro visione del mondo fatta di oscuri e inafferrabili personaggi che tramano alle nostre spalle sfruttando la pandemia per testare nuovi sistemi di controllo sociale. Ovvero lo schema base del pensiero complottista che anche parecchi italiani hanno fatto proprio.

Ma non sono aggressivi come quelli americani. Non sognano rivoluzioni e non progettano azioni clamorose. Preferiscono rimanere sotto la loro campana di vetro che li protegge dai raggi UV, dall’inquinamento e dai complotti dei poteri forti. Si accontentano di conoscere delle verità ignorate dai più e di condividerle con chi ha lo spirito giusto. Perché il complottismo è prima di tutto uno stato d’animo. Non tutti possono essere illuminati.

Quindi si ritengono dei privilegiati per aver capito e smascherato il complotto globale che ci minaccia. Questa conoscenza per loro è una specie di coperta di Linus che li rassicura, li protegge e li distingue dal resto del mondo. 

Un atteggiamento questo molto simile a quello di certi ambienti di sinistra dove le idee sono poche e distanti dalla realtà, ma sufficienti per criticare i partiti di sinistra, anzi, uno in particolare. Un partito che, se anche facesse tesoro dei loro consigli e li seguisse, ai loro occhi sbaglierebbe comunque. Altrimenti di cosa mai potrebbero discutere tra di loro?

Segretaricidio

La notizia era nell’aria da un paio di settimane, ma adesso è ufficiale. Zingaretti è stressato, sfinito, perfino incazzato e vuole dimettersi. 

Il primo segnale si era manifestato qualche settimana fa. Quando Concita De Gregorio, su Repubblica, lo aveva definito onesto, volenteroso, ma privo di iniziativa e ancora di più di carisma. Fin qui niente di strano. I giornali su di lui hanno scritte tante cattiverie che una in più, non sembrava potesse fare una gran differenza. 

Invece quella volta aveva risposto duramente accusando la giornalista di essere una radical chic, di appartenere a quel gruppo di persone che pretendono di dare lezioni a tutti e hanno distrutto la sinistra. Parole inusuali per un uomo tranquillo come lui. Anche se pronunciate dopo anni di consigli, pessimi e non richiesti, che l’ex giornale di sinistra ha dato molto spesso al PD.

Tuttavia quelli che pensano le cose peggiori di lui non sono solo nelle redazioni dei giornali, ma anche in casa sua, nel PD. Le varie correnti interne rimaste sotto traccia per mesi, dopo la capriola di Renzi, hanno cominciato a soffiare più forte di prima. Soprattutto Base Riformista che raccoglie i renziani rimasti nel PD e i cosiddetti Giovani Turchi.

A quanto pare entrambi i gruppi, ma sono solo illazioni., da tempo vorrebbero sostituire Zingaretti con Bonaccini, attuale presidente dell’Emilia Romagna e renziano a intermittenza, che sognerebbe di diventare il nuovo uomo forte del PD.

Mentre Zingaretti, da quando è segretario, non fa che parlare di partito plurale, non personalistico e aperto alla società. Idee da sviluppare in un congresso che, però, a causa della nascita inattesa del governo Conte bis prima, e della pandemia poi, non c’è mai stato. Ci mancava solo la partecipazione forzata al governo Draghi che ha fatto venire alla luce le divisioni interne e il vuoto di idee del partito mettendo ancora una volta a rischio l’esistenza stessa del PD oltre che il futuro politico dello stesso Zinga. Il quale ha capito che alcuni stavano affilando i coltelli per pugnalarlo alle spalle e con l’annuncio delle sue dimissioni ha tentato di anticiparli per schivare i colpi. 

Infatti alcuni, adesso, gli chiedono di ripensarci perché non erano ancora pronti al segretaricidio. Un delitto, che, oltretutto, rimarrebbe impunito perché non ci sarebbe il commissario Montalbano ad assicurare alla giustizia i colpevoli. 

Anche i più vicini a lui gli chiedono di restare, naturalmente con uno spirito diverso. Gli stanno dicendo:”Dai Nicola, rimani, sparisci insieme a noi!”

Frustrati e depressi

Non so da voi, ma qui si cominciano a vedere gli effetti psicologici del Covid. Infatti molti hanno dei comportamenti strani che prima non avevano.

Una delle categorie più a rischio è quelle degli ipocondriaci. Mio cugino,  che passa la maggior parte delle sue giornate sottoponendosi a viste mediche o prenotando esami, pur essendo assolutamente sano, adesso ha dei dubbi sul vaccino. Teme che possa avere imprevedibili  e dannosi effetti collaterali. Tanti altri,, più o meno ipocondriaci, sono diventati improvvisamente no vax o quasi.

Poi ci sono quelli, normalmente ligi alle regole, che diventano intransigenti fino al parossismo e talvolta pericolosi. Come un signore di  Bologna che ha incontrato per strada uno con la mascherina abbassata. Prima lo ha invitato bruscamente a indossarla correttamente e poi per convincerlo a farlo gli ha puntato contro una pistola carica. Il malcapitato, nonstante la paura, è riuscito a chiamare i carabinieri che hanno disarmato e denunciato il suo aggressore.

Sui social, intanto, persone che prima si limitavano a scrivere un diario quotidiano e avevano qualche tendenza dietrologica in breve tempo e, senza alcuno sforzo, sono diventati complottisti. Adesso si lanciano in anatemi contro i poteri occulti che hanno sintetizzato e messo in circolazione il Covid. 

Un’altra categoria attualmente molto disagiata è quella dei tombeur de femmes veri o presunti che siano.

Un amico che, da sempre, si considera  uno di loro, è molto frustrato. La pandemia ha bloccato quasi del tutto la sua perenne voglia di avventure. “Era già complicato prima, sostiene, mentre adesso è semplicemente impossibile. Ormai siamo all’autarchia sessuale. Sono convinto che ci sia stato un aumento vertiginoso delle vendite di sex toys da usare in solitario. Infatti la pubblicità della Durex di qualche tempo fa invitava  all’autoerotismo. Sarà anche vero, che, come scriveva Woody Allen anni fa, è un rapporto con qualcuno al quale teniamo molto, ma è decisamente insoddisfacente e frustrante.”

Dopo aver fatto queste amare considerazioni ha dichiarato che in futuro potrebbe anche sposarsi, lui che sembrava lontano anni luce da questa prospettiva.

Poi c’è chi, dopo un anno vissuto pericolosamente, tra paure, incertezze e speranze. adesso, travolto dalla valanga di notizie quotidiane sulle varianti, cede alla depressione e vede nero. In fondo al tunnel non vede la luce, ma un futuro in stile sopravvissuti. 

Ma, per fortuna, c’è anche qualcuno che reagisce in modo diverso alla situazione. Un amico che aveva contratto il Covid lo scorso Aprile, dice che dopo aver superato la malattia, che ha avuto in forma abbastanza pesante, si è sentito forte come un leone. Anche oggi si sente molto bene ed è ottimista sul futuro. Speriamo di sentirci tutti così, alla fine di questa triste storia. 

Tamponati e (quasi) felici

L’amore ai tempi del Covid è una faccenda piuttosto complicata. Coppie che sembravano ormai collaudate entrano inaspettatamente in crisi, mentre altre, già male assortite scoppiano, talvolta in modo tragico.

Ma anche per quelle che vorrebbero formarsi la vita non è semplice. 

Ad esempio, in tempi normali se ti piace una ragazza e ti sembra che ricambi il tuo interesse tenti un approccio. Un invito ad uscire insieme e poi almeno un bacio, tanto per cominciare. Ma adesso pensi che potrebbe avere il Covid. Certo sembra che stia bene, ma potrebbe essere asintomatica e quindi contagiosa. Mentre lei potrebbe pensare lo stesso di te.

Naturalmente potresti proporle di andare a fare un tampone insieme, ma sarebbe ben poco romantico. Inoltre lei potrebbe dire che non ti fidi e la storia non avrebbe nemmeno inizio. Oppure potresti lasciarti prendere dalla passione e buttarti, sperando che vada tutto bene. Ma, dopo un anno di convivenza col virus, il tarlo del dubbio potrebbe rivelarsi piuttosto difficile da scacciare per entrambi e rovinare tutto in un attimo. 

Lo sa bene un amico che, qualche mese fa, si è innamorato di una ragazza che lavora in un negozio di abbigliamento. Era andato a comprare una camicia e già in quell’occasione avrebbe voluto chiederle il numero di telefono, ma il pensiero fisso del Covid lo ha fermato. In seguito ha continuato a frequentare il negozio e, visita dopo visita, si stava rifacendo il guardaroba. Ma non riusciva a decidersi a fare la prima mossa.

Lei si è accorta del suo interesse e, probabilmente, lo ricambiava. Però non capiva la ragione del suo tentennamento. Poi ha avuto un’idea. Quando lui è tornato per provarsi l’ennesima giacca, gli ha confidato che il giorno dopo sarebbe andata a fare il tampone mensile come tutti quelli che lavorano nel negozio.

Lui ha visto subito in quella notizia uno spiraglio inatteso e si è precipitato a fare a sua volta un tampone, risultato negativo. Una volta saputo che anche quello della ragazza era negativo avrebbe voluto invitarla a cena, ma i ristoranti alla sera erano chiusi e allora si è limitato ad offrirle un caffè.

Ma da quel momento è cominciata la loro relazione che dura da qualche mese.

Certo non ha il classico colore rosa delle copertine dei romanzi Harmony, ma quello giallo o arancione che assume, di volta in volta, la loro regione in attesa del provvidenziale vaccino.

Ai tempi del Covid bisogna accontentarsi. 

Il bancomat

Quanto durerà? Il governo Draghi non è ancora nato e già ci stiamo chiedendo quanto durerà. Secondo i giornali durerà fino al prossimo Gennaio, quando Mattarella se ne andrà e lascerà il posto a Draghi.  Ma noi cittadini di periferia siamo scettici. Quando mai in Italia è stato possibile fare previsioni così precise? Nemmeno ai tempi in cui la Dc era il partito dominante. Succedeva sempre qualcosa che mandava all’aria ogni previsione.

Cosa che potrebbe succedere anche adesso. Basta guardare la foto di gruppo dei ministri per capire che l’olio e l’acqua si possono anche mettere nello stesso contenitore ma rimangono separati. Come, ad esempio, Leu e la Lega, Oppure i grillini in compagnia di Brunetta, Gelmini e Carfagna. personaggi che non pensavamo di rivedere seduti su delle poltrone ministeriali. Anzi, speravamo di non vederceli più. Magari questa scelta è una provocazione, un modo non tanto sottile per dividere i 5stelle. Chissà!

Poi, come non parlare del ritorno in gioco di Salvini, che sta già alzando la voce e si prepara a risvegliare la bestia, il suo rottweiler digitale che presto ricomincerà ad abbaiare contro gli extracomunitari.

Draghi sembra convinto che basti dare a tutti i partiti del suo governo una buona paghetta (seggiole e poltrone), come a dei figli scioperati, per tenerli buoni. Ma abbiamo l’impressione che questi aspettino solo un suo momento di distrazione per sfilargli il portafoglio. Poi in pubblico si accuseranno a vicenda di aver compiuto il furto, mentre in privato se ne compiaceranno.

L’opinione prevalente, da queste parti è che Draghi, evocato da settimane dai giornali, sia stato messo in mezzo. Soprattutto da banche ed imprese che ritenevano il governo Conte non abbastanza attento alle loro richieste di risarcimenti, ristori e finanziamenti vari. Quindi adesso che sta per arrivare una quantità industriale di denaro, per giunta di ottima qualità, vale a dire fresco e gratuito, non potevano certo stare a guardare.

Quindi, con i loro media, hanno spinto Draghi perché è abituato da tempo a distribuire fondi ed è anche l’unico autorizzato a formare un governo di larghe intese con dentro anche i partiti di destra. I tradizionali referenti dei vertici del mondo economico che hanno il preciso compito di accaparrarsi una fetta più grande possibile del Recovery Found. Sperano di trasformare Draghi in un bancomat.

Mentre quelli che facevano parte del Conte 2, che i fondi europei li hanno portati a casa, non hanno digerito la mossa di Renzi e l’iniziativa di Mattarella di chiamare Draghi per salvare la patria in pericolo.

Infatti stanno formando un gruppo unico al senato, ovviamente senza Renzi e compagnia. L’obiettivo minimo sembra quello di non perdersi di vista e condizionare le scelte di Draghi.

L’altro potrebbe essere quello di tenersi pronti nel caso vada a finire male. Visto che Mattarella esclude le elezioni, se il nuovo governo cadesse, bisognerebbe metterne insieme per forza un altro.

Intanto Conte plaude all’iniziativa, che, probabilmente, ha ispirato, aspetta e prega Padre Pio.

Cucina, dolce cucina

Negli anni sessanta e settanta, l’ambiente più frequentato della casa al cinema e  in teatro, era la camera da letto. La rivoluzione sessuale, oltre che in piazza, si faceva sui letti.

Poi è arrivato il periodo punk. Allora sono diventati di moda i bagni, ritenuti i luoghi più adatti per fare sesso, drogarsi, o, come nel caso di cantanti e attori, farsi fotografare. I bagni degli autogrill erano quelli più frequentati dai cantanti. In seguito dagli anni novanta in poi, a poco a poco, ci siamo trasferiti in cucina.

Sembrava un trasferimento temporaneo, invece, ci siamo rimasti fino ad oggi e probabilmente, ci resteremo ancora a lungo. Per tutti quelli, e da queste parti sono tanti, che sono nati in campagna è stato una specie di ritorno a casa.

In campagna, infatti, la cucina era il cuore della casa e ne diventava il sinonimo. Quando si invitava qualcuno ad entrare in casa, lo si faceva accomodare in cucina. Certo c’era anche il salotto, ma lo si usava solo per le occasioni importanti che capitavano raramente. Ricordo il salotto della nonna con le sedie e le poltrone ancora avvolte nel cellophane.

Adesso, invece, questo non succede più perché negli appartamenti moderni, data la carenza di spazio, spesso c’é il soggiorno con angolo cottura. Dove si può cucinare seguendo le ricette proposte dalle tante trasmissioni dove imperversano chef e cuochi di tutte le provenienze regionali ed etniche.

Dapprima si guardavano i virtuosi della padella per sfuggire a talk show e tg infestati da esperti che sparlavano dell’epidemia. I  questi giorni, invece, si cerca di sfuggire al racconto, in onda 24 ore su 24 della vita delle opere e dei futuri miracoli di Mario Draghi.

Ma, secondo un amico aspirante sociologo, ci sarebbe anche un altro motivo. Sostiene che il cibo ci serve a riempire il vuoto di prospettive e speranze che abbiano dentro.

In parte era così anche prima, ma in quest’ultimo anno che abbiamo vissuto intrappolati in un presente sgradevole, che sembra non passare mai, è ancora più evidente. Per consolarci cerchiamo di mangiare qualcosa di buono. Almeno ci proviamo.

Un amore cieco

“Sta succedendo di nuovo. Da non crederci. Eppure è vero. Quando arriva un nuovo protagonista sulla scena politica tutti i media si lanciano in lodi sperticate, specialmente se è un cosiddetto tecnico e arriva da destra. Sta succedendo con Draghi ed era già successo con Monti dieci anni fa. Era il salvatore della patria, un bocconiano preparatissimo, un uomo dal curriculum prestigioso.

Giornali e tv raccoglievano ogni giorno i suoi preziosi umori e ne esaltavano la competenza e lo stile compassato. Poi, giorno dopo giorno, si capì che lo sguardo del prof. Monti e dei suoi tecnici sulla realtà era molto simile a quello di una mucca che guarda un treno. Il taglio brutale delle pensioni e la conseguente nascita della categoria degli esodati ne fu la prova più eclatante. Certo, adesso i tempi sono cambiati, ma i toni entusiastici sono gli stessi.

Dicono che Supermario risolleverà il prestigio del paese in Europa, farà tornare i conti e, magari, sconfiggerà anche la pestilenza, come San Michele. Nessuno l’ha ancora detto, ma dategli tempo, siamo ancora all’inizio della storia. Dunque un grande innamoramento mediatico, un amore cieco, che sta crescendo anche se l’oggetto della passione, per ora, è sfuggente. Finora non ha detto una parola in più di quelle che è stato costretto a dire dal protocollo quirinalizio.

Qualcuno sospetta che sia poco simpatico e poco telegenico. Ma sono voci isolate che nessuno ascolta. Anzi qualcuno ha già cominciato a lodare il suo eloquio misurato e concreto. Per tutti i media è l’uomo della, provvidenza, il comandante che porterà la nave Italia fuori dalla tempesta e lontano dagli scogli. In effetti sembrerebbe l’uomo giusto per distribuire i 209 miliardi portati a casa da Conte. Chi potrebbe farlo meglio di lui, abituato a sparare miliardi con il suo famoso bazooka montato ai piani alti della BCE?

Tutti a dire che così ha salvato l’euro, ma nessuno ricorda a che prezzo. Nel 2011 ha firmato la famosa lettera all’Italia in cui si ordinava la politica lacrime e sangue che poi Monti avrebbe messo in atto e, come membro della Troika, nel 2015 ha sottoscritto lo strangolamento finanziario della Grecia. Nessuno menziona il fatto che da direttore del Ministero del Tesoro, carica che ha ricoperto per parecchi anni, ha portato a termine la privatizzazione di enti pubblici come Telecom, Eni ,Enel, Comit e altri ancora.

In questo momento di euforia isterica nessuno sembra nemmeno ricordarsi che i suoi lanci di denaro avevano sempre come bersagli banche ed imprese. Forse anche lui confidava nel fantomatico effetto cascata in base al quale dando i soldi ai ricchi, anche i poveri prima o poi ne traggono beneficio. Una sciagurata teoria sconfessata da quarant’anni di neoliberismo che hanno fatto aumentare le diseguaglianze e provocato crisi economiche ricorrenti.

Se distribuirà così anche i soldi del Recovery Found, alla fine a noi comuni mortali di tutto quel denaro non arriverà in tasca neppure un centesimo. Anzi, le nostre tasche rischiano di diventare ancora più vuote. Confindustria, il suo principale sponsor, ha già indicato quali dovrebbero essere i primi provvedimenti del suo governo, ovvero eliminare al più presto quota cento e il reddito di cittadinanza. Un inizio niente male.” 

Questo è lo sfogo di un amico a cui Draghi non è molto simpatico. L’ho pubblicato perché va contro corrente e, come in tutte le cose, un punto di vista diverso da quello prevalente può contribuire a capire meglio la situazione.

P.S.

L’immagine l’ho presa dal blog di Giorgio. Non ho saputo resistere. Troppo bella!

Supermario bis?

Un altro Supermario no! Un altro governo tecnico no! Un Monti bis no!| Non appena si è diffusa la notizia del’‘incarico a Draghi il telefono ha cominciato a squillare e ad annunciare l’arrivo di messaggi ed email. Amici e conoscenti hanno espresso quasi tutti lo stesso concetto.

“Dopo l’esperienza di Monti un governo tecnico sarebbe comunque indigesto e lo sarebbe ancora di più dopo un anno di covid”, sostiene uno. “Governo tecnico, significa governo di destra che pensa a far quadrare i conti dei più ricchi e non certo quelli degli altri”, aggiunge un altro. “Draghi sarà il perfetto esecutore degli ordini della troika, ovvero tagli, tagli e poi ancora tagli a scuola, pensioni e sanità. Alla faccia del covid”, argomenta un altro ancora. 

Qualcuno pensa anche ai complottisti che, nel governo Draghi, vedrebbero la realizzazione del famoso complotto plutocratico, giudaico, massonico. 

Insomma, anche se i messaggi che ho ricevuto non rappresentano certo un sondaggio, indicano comunque uno scarso gradimento del possibile governo Draghi. Almeno da queste parti.

Ma qualunque sia l’esito delle sue consultazioni un aspetto è molto chiaro: il definitivo scollamento tra politica, media vari, e realtà. A quanto pare, infatti, circa il 45% degli italiani avrebbe voluto un Conte ter con un considerevole gradimento per l’ormai ex presidente del consiglio. Ma da mesi giornali e tv insistono per un governo Draghi. Forse perché sono quasi tutti di destra e quindi vedono in lui l’uomo giusto per curare gli interessi delle imprese e della finanza. Chissà!

Mentre i politici di governo appaiono perplessi. Si sentono messi da parte, in castigo per non aver saputo tenere insieme una maggioranza improvvisata, che, però, sembrava aver trovato un suo equilibrio.

Ma qualcuno trovava tutto questo molto monotono e si è dato da fare per vivacizzare l’ambiente cercando maggiore visibilità e potere. Fino a far saltare tutto.  Adesso quasi tutti si chiedono cosa ci abbia guadagnato. Perché Draghi, probabilmente, non metterà lui o qualche suo seguace su qualche poltrona di governo. Non seguirà certo il vecchio manuale Cencelli e chiamerà intorno a se tecnici come lui. 

Come andrà a finire? Il più pessimista è un amico sindacalista. Secondo lui:” Draghi, seppure più accorto di Monti,  farà la sua stessa fine. Una volta passato l’entusiasmo iniziale dei mercati e dei media, i sondaggi certificheranno la scarsa fiducia degli italiani verso di lui e anche alle BCE fingeranno di non conoscerlo. 

Aumenterà il malcontento già abbastanza diffuso e tornerà l’onda lunga  dell’antipolitica. che la destra cavalcherà come sempre. A rimetterci sarà ancora una volta la sinistra ed in particolare il PD, che dovrà appoggiare un governo inviso ai suoi elettori. Anche i cinque stelle rischiano grosso. Dopo i tanti rospi che hanno ingoiato a fatica, quello del governo Draghi li soffocherebbe definitivamente. Mentre quello che rimane di Forza Italia e la Lega probabilmente sosterranno Draghi, ma in certe occasioni, ad esempio quando sarà abolita quota cento, faranno fuoco e fiamme riacquistando consensi.

Alla fine, quando ci saranno le elezioni, trionferà la destra e ci ritroveremo Salvini premier che, a quel punto, dovrebbe ringraziare il suo omonimo, nonché gemello diverso.”

I più ottimisti, si fa per dire, sperano che il tentativo di Draghi fallisca e che la politica trovi una soluzione alternativa. Adesso più che mai ci sarebbe bisogno di un “what ever it takes” politico e non freddamente tecnico.

Mago per caso

Ieri ho incontrato un ex vicino di casa che, anni fa, si divertiva a leggere il futuro con i tarocchi. Credo fosse il periodo in cui in tv, all’ora di cena c’era la Zingara, un gioco a premi in cui se appariva una carta buona il concorrente vinceva, ma, molto spesso, usciva quella della luna nera che stroncava ogni possibilità di vincita.

Amici e conoscenti ogni tanto gli chiedevano di leggere le carte per avere qualche notizia sul loro futuro. Per molti era era solo un gioco, ma poi alcuni cominciarono a sostenere che le sue previsioni spesso si avveravano e lui era stato tentato di trasformare il suo hobby in un lavoro, anche perché non ne aveva ancora trovato uno a tempo indeterminato.

Ma, poco tempo dopo, fu assunto da una grande compagnia di assicurazioni, nella quale lavora ancora adesso, e mise da parte i tarocchi,

Poi, durante i mesi del lockdown, non avendo altro da fare, li aveva tirati fuori di nuovo dal cassetto. In breve tempo si era sparsa la voce tramite i social e in tanti lo avevano contattato. Allora aveva cominciato a fare le carte via internet e le richieste aumentavano giorno dopo giorno. Per un pò aveva continuato, ma poi, una volta finito il lockdown, aveva smesso, ricominciando a vendere polizze assicurative.

Poi, dopo l’inizio della famigerate seconda ondata di contagi, era stato di nuovo sommerso dalle richieste. Per qualche settimana ha cercato di soddisfarle, ma poi ha capito che non aveva la stoffa del cartomante e ha smesso chiudendo anche il suo profilo social.

Mi ha raccontato che quasi tutti quelli che lo contattavano non erano interessati ad avere notizie sulla loro vita amorosa, come facevano anni fa, ma sulla salute e sul lavoro. Tutti avevano un gran bisogno di essere rassicurati, di sentirsi  dire che andrà tutto bene.

Ormai crediamo più ai maghi che agli esperti.