Bonaccia d’agosto

Tra due settimane o poco più sarà Ferragosto. 

L’anno scorso, sembra un secolo fa, siamo andati al mare felici pensando che, dopo una primavera trascorsa in casa, il covid fosse scomparso. Invece era solo andato in ferie. 

Infatti in settembre era rientrato in città insieme a noi, dopo aver passato parecchie notti in discoteca.

Mentre, un anno prima, in discoteca c’era andato Salvini che, in preda ad euforia alcolica, si era giocato la poltrona di ministro dell’interno e il governo giallo-verde.

In seguito era nato, faticosamente, il nuovo governo giallo-rosso, Mazinga per gli amici. 

Quest’anno, invece, andremo in ferie con un governo multicolore, ma dai toni piuttosto scuri. Quasi neri.

Il virus è ancora ta noi e la prospettiva immediata ,politica o virale che sia, non sembra affatto rosea. 

A meno che la bonaccia d’agosto non ci faccia una sorpresa. Speriamo gradita.

Raccontano…

Per anni ci hanno raccontato che saremmo diventati tutti più poveri. Eravamo diventati troppo ricchi e vivevamo al di sopra delle nostre possibilità. Quindi avremmo dovuto smetterla di fare la bella vita. Soprattutto i più giovani che avrebbero dovuto adeguarsi ad un tenore di vita più morigerato di quello dei loro genitori. 

Ci hanno raccontato che, comunque, bisognava fare buon viso a cattiva sorte e lasciarsi andare ad una decrescita che avrebbe potuto essere felice anche se non del tutto indolore. 

Perché comunque anche per decrescere bisogna darsi da fare, magari accettando lavori sottopagati e precari senza discutere.

Invece, negli ultimi tempi, pare che alcuni preferiscano passare le giornate sul divano, magari comprato con il reddito di cittadinanza.

Ci hanno raccontato che le leggi dell’economia neoliberista, che governa l’occidente e non solo, sono intoccabili e sacre come quelle scolpite da Dio in persona sulle tavole della legge.

Se qualcosa va storto è perché le abbiamo interpretate male.

Ci hanno raccontato che un licenziamento non è un problema, ma un’opportunità che ci può permettere di fare nuove ed interessanti esperienze di lavoro. 

La sinistra è d’accordo, ma fa sapere che licenziare le persone con un sms o una email non sta bene. E’ contro le regole del bon ton.

Ci hanno raccontato che destra e sinistra sono categorie novecentesche ormai superate. Però possiamo scegliere il tipo di destra che vogliamo.

Ci hanno raccontato che una laurea è un certificato di disoccupazione. Meglio fare altro. Ad esempio l’idraulico. Un artigiano che ha sempre parecchio lavoro e parecchi soldi.

Quindi chi è nato povero non deve affannarsi a studiare inutilmente. E’ meglio che vada a lavorare. 

Ci hanno raccontato che  non ci sono più operai. 

Forse perché sono meno numerosi di una volta e sono impegnati in turni diurni e notturni, quindi si vedono poco in giro.

Mentre non ci hanno raccontato che non ci sono più i padroni. 

Almeno non quelli di una volta, che avevano l’ufficio al primo piano della palazzina dell’amministrazione. Adesso sono nascosti nelle scatole cinesi di fondi di investimento internazionali con sede in qualche remoto paradiso fiscale. Quindi per i loro dipendenti è diventato difficile anche protestare.

Ci hanno raccontato che era arrivato l’Unto del Signore, un uomo del fare capace di risolvere i nostri problemi in un attimo.. Ci abbiamo creduto, na poi abbiamo scoperto che non era vero. I problemi che voleva risolvere erano i suoi, non i nostri. 

Ci hanno raccontato che adesso ne è arrivato un altro che non ha problemi personali e sicuramente si occuperà dei nostri.

Qualcuno però comincia ad avere dei dubbi. Perché il signore in questione non ha né l’aspetto né i modi del comandante in capo o del generale. 

Sembra piuttosto un soldato, al massimo un luogotenente, dell’esercito neo liberista. Uno abituato ad eseguire gli ordini di qualcuno, ma sicuramente non i nostri.

Intanto il racconto continua e qualcuno ci crede.

Conte o Conti?

Dopo il vaffa, chissà se definitivo, di Grillo a Conte la nascita del nuovo partito dell’ex avvocato degli italiani sembra ancora più probabile.

Il “Con Te” suggerito dall’ Economist e ripreso da il Giornale.it, invece, non sembra molto attendibile. Qualcuno potrebbe aver confuso Giuseppe Conte con Carlo Conti che fa la pubblicità ad una assicurazione che si chiama anch’essa “Con Te”.

Mai fidarsi degli inglesi e dei giornali di destra.

Magari aveva ragione un mio amico che, per Il nuovo partito, aveva suggerito un nome evocativo come Democrazia Italiana.

Molto in linea con lo stile neodemocristiano di Giuseppe Conte.

UAP

Gli ufologi di tutto il mondo hanno esultato quando nientemeno che l’ex presidente Barack Obama ha dichiarato che gli UAP (Unidentified Aerial Phenomena),adesso li chiamano così, esistono, anche se non sappiamo esattamente cosa siano. Da quel momento si è aperto un vero e proprio vaso di Pandora.

Gli ufologi, da sempre considerati gente con la testa fra le nuvole, vedevano finalmente riconosciuto un fenomeno che loro osservavano da anni.

Poi, come se non bastasse, è arrivato il certificato di autenticità di un filmato, ripreso nel 2019 da un aereo militare usa, in cui si dovrebbe vedere un ufo in libera uscita che viene catturato dal sistema di puntamento dell’aereo. Il video ha avuto subito milioni di visualizzazioni anche se non si vede molto, anzi praticamente niente.

Ma il risalto dato dai media ad un argomento così popolare é bastato per rievocare i classici del genere come Area 51, le astronavi aliene cadute a Roswell, gli extraterrestri che assomigliavano a ET ecc…Sembravamo vicini ad incontri ravvicinati del terzo tipo.

Invece, la tanto attesa relazione dell’intelligence americana sull’argomento, anticipata dal New York Times, ha gettato molta acqua sul fuoco dell’entusiasmo ufologico.

Infatti non parla di alieni venuti a curiosare sulla terra a bordo dei loro dischi volanti, ma di uomini e scienziati, soprattutto russi e cinesi, che starebbero mettendo a punto oggetti volanti in grado di raggiungere velocità ipersoniche.

Insomma uno scenario da guerra fredda. che sembrerebbe ribadire la necessità di finanziare le cosiddette guerre stellari di cui già parlava Reagan quarant’anni fa e che sono state rilanciate da Trump. Insomma, vecchia politica. Niente di nuovo sotto il sole e nei cieli.

Quindi ai tanti appassionati ufologi non resta che la fede, quella che aveva anche Fox Molder, che nel suo ufficio aveva un poster con la foto di un disco volante e la scritta:” I want to bieleve!”

Tracce di vita

Ognuno di noi cerca, faticosamente, di dare un senso alla propria vita.

A volte si tratta di un senso del tutto comune, come quello di mettere su famiglia o, anche, semplicemente, di avere dei figli seguendo l’istinto primordiale della riproduzione della specie.

Qualcuno segue altre strade e punta sul lavoro, sulla passione, sulla creatività. Ma solo pochissimi riescono a conciliare la passione, il talento ed il denaro. In modo da avere il tempo di pensare ai sentimenti, al senso della vita e delle proprie azioni.

La maggior parte di noi è troppo impegnata a sopravvivere per potersi permettere di pensare. Oltre al lavoro ci sono i figli da seguire, i mutui da pagare, i genitori da rassicurare, certi parenti e le scocciature da evitare e i sensi di colpa da superare.

Non abbiamo tempo per chiederci perché non ci innamoriamo più, o perché, al contrario, ci innamoriamo troppo spesso. Oppure come mai, dopo anni e anni di convivenza, guardiamo la moglie, il marito,  il compagno o la compagna, come se fosse la prima volta che li vediamo. Oppure, ali contrario, ci sembra che assomiglino a dei soprammobili.

Intanto il tempo passa, ma non ci facciamo caso più di tanto, perché, impegnati come siamo, ci sembra di vivere in un eterno presente che contiene il nostro passato e il nostro futuro. Un presente rassicurante, ma sempre uguale.

Intanto mentre continuiamo il nostro transito su questa terra ci lasciamo alle spalle una scia , trasparente e vischiosa come quella delle lumache e, come loro, non possiamo vedere il nostro percorso dall’alto.

Altrimenti ci accorgeremmo di aver disegnato, con una sola linea ininterrotta, una sorta di labirinto che altro non è, se non la linea della nostra vita. Sotto la quale si nasconde quella che Roland Barthes chiamava la traccia profonda del senso che si chiama destino.

Che non dipende da forze oscure o malvagie, na da noi, dalla nostra storia. dalle nostre capacità e dal nostro carattere.

A questo punto qualcuno, magari, si sarà chiesto perché invece che su Letta e soci oggi ho scritto un post su argomenti vagamente psico-socio-filosofici.

Forse perché venerdì scorso era il mio compleanno. Il tempo passa, l’unica vera certezza della vita. 

Piccole secessioni

Onda lunga del secessionismo leghista? Oppure inizio della macro regione del nord? Qualcuno potrebbe interpretare così il passaggio dei comuni di Montecopiolo e Sassofeltrio dalla regione Marche all’ Emilia-Romagna. Contano circa 2400 abitanti e si trovano sull’Appennino riminese.

Mercoledì scorso con 166 sì, 41 no e 12 astenuti il Senato ha dato il via libera definitivo al ddl che sancisce il cambio di regione dei due comuni.

Tutto ha avuto inizio nel 2007, quando un referendum sulla questione vide la schiacciante vittoria dei si. Cinque anni dopo, nelll’aprile 2012, la Regione Emilia Romagna aveva dato parere favorevole all’aggregazione. Mentre la Regione Marche aveva espresso parere negativo il 16 aprile 2016, sostenendo che il referendum di ormai 12 anni  prima non fosse più attuale.

Poteva diventare un caso politico nazionale, ma le polemiche sono rimaste a livello locale e senza toni accesi. Forse perché il decreto legge appena approvato prende semplicemente atto di una situazione di fatto ormai consolidata da anni.

I due comuni, infatti, erano già di fatto in Emilia Romagna visto che la maggior parte dei loro abitanti da anni lavorano e studiano nella regione confinante. Dove anche si curano visto che gli ospedali marchigiani sono molto più distanti.

Qualcosa di simile era già successo nel 2009 quando altri comuni appartenenti all’Alta Valmarecchia (Casteldelci, Maiolo, Novafeltria, Pennabilli,il paese di Tonino Guerra, San Leo, Sant’Agata Feltria e Talamello) lasciarono le Marche per l’Emilia Romagna.

Quindi niente di nuovo sul fronte adriatico.

L’anomalia in questo come in tanti altri casi, è che ci sono voluti 14 anni per dar seguito al risultato di un referendum che aveva visto il si raggiungere l’84& dei consensi.

Il Pd, come sempre sul pezzo, si era schierato per il no.

Sintomi

Da più di un anno sentiamo continuamente parlare di asintomatici  e sintomatici. 

Quelli che, al contatto con il virus, non accusano nessun sintomo e quelli che, invece, li manifestano, gravi o lievi che siano. 

Il covid ha contagiato, ovviamente, anche la politica provocando sintomi  evidenti e certo non lievi che, negli ultimi tempi, si sono aggravati.

Anzitutto con l’assunzione al ruolo di primo ministro di un ex vice direttore della Goldman Sachs che ha riesumato personaggi autorevoli come Brunetta, Gelmini, Carfagna e Salvini. 

Poi è arrivato l’ingaggio di un generale per sconfiggere il covid, che tratta gli italiani come coscritti. 

In seguito si sono riaccese le polemiche e le difficoltà ad approvare finalmente il ddl Zan con un corollario di opinioni databili approssimativamente al 1100 A C.. Il silenzio della sinistra ha spinto un cantante ad improvvisarsi oppositore. 

Mentre Letta, a braccetto con Salvini, si schierava dalla parte di Israele. 

Intanto si manifestava un altro inquietante sintomo: il ripristino del vitalizio ai condannati in via definitiva. Quindi Formigoni e soci riavranno i loro settemila euro al mese che pagheremo noi.

Infine la nomina ad ambasciatore italiano a Singapore di un neo fascista.

Notizia che fa il paio con la richiesta di estradizione, inoltrata alla Francia  qualche settimana fa, di alcuni ex terroristi rossi. 

Con tutti i problemi che avevamo, e ancora abbiamo, qualcuno ha pensato bene di rispolverare storie tragiche, di quaranta anni fa, per ricordarci che l’armadio della sinistra è pieno di scheletri.

Alla luce di tutti questi sintomi la diagnosi è facile. Abbiamo un governo di destra senza se e senza ma. Ma tutto questo Letta non lo sa.

Circolo vizioso

Se ne parla quasi più sui social che su giornali e tv. Forse perché l’argomento è scomodo e non fa audience, quindi meglio limitarsi e brevi resoconti, senza approfondire troppo. Allora, nel tentativo di saperne di più, ho chiesto aiuto ad un collega che da anni si occupa di medio-oriente. Questa è la sintesi della sua analisi.

Dopo la scomparsa di Arafat il fondamentalismo islamico di Hamas ha preso l posto dell’OLP assumendo il ruolo di difensore della causa palestinese e facendo proseliti grazie anche a forme di welfare, a volte macabre, come quella di aiutare le famiglie dei martiri, oppure caricatevoli offrendo assistenza medica e aiuti economici ai più bisognosi.

Ma intanto predica la lotta senza quartiere ai nemici israeliani. Una lotta impari senza nessuna probabilità di successo e anzi sempre controproducente. Infatti i lanci di razzi alla cieca su Israele non fanno che provocare vittime tra i civili e risposte violente che causano lutti e rovine. Inoltre, in questo momento, consentono a Netanyhau di risollevarsi dai guai giudiziari e dal calo di consensi, presentandosi, ancora una volta, come difensore della patria minacciata dai terroristi.

Non solo. I bombardamenti e la caccia all’uomo per le strade di Gaza fanno aumentare l’odio verso Israele e rafforzano il consenso dei palestinesi verso Hamas che sembrava in calo.

Purtroppo Hamas è il nemico ideale per la destra israeliana e viceversa.

E’ un circolo vizioso e sanguinoso dal quale non sembra esserci una via ‘d’uscita. Tranne forse una che potrebbe venire  dalla possibile sconfitta di Hamas alle prossime elezioni. Erano in programma per Luglio ma, a causa della pandemia, e, dicono, anche dal timore di Hamas di perderle, sono state rimandate a data da destinarsi.

Quando si andrà votare le cose, forse, cambieranno. Ma è solo un’ipotesi. Altrimenti, secondo alcuni studiosi, non rimarrebbe che sperare nella demografia. Sostengono che i cittadini arabi di Israele, di religione islamica e anche cattolica che, attualmente, sono circa il 20% della popolazione, essendo più prolifici degli ebrei potrebbero diventare un giorno la maggioranza della popolazione. Ma chissà quando.

Nel frattempo fa male vedere i palestinesi già vittime del covid subire anche le rappresaglie dell’esercito israeliano. Mentre l’occidente, una volta soldale con loro, adesso si schiera compatto dalla parte di Israele.

Fa specie anche sapere che Letta, segretario di un partito che dovrebbe essere di sinistra, solidarizza con Salvini che invoca il diritto alla legittima difesa di Israele che, per difendersi fa strage di civili, compresi donne, vecchi e bambini

E pensare che una volta quasi tutto l’occidente era solidale con il popolo palestinese. Anche un uomo non certo di sinistra come Andreotti era dalla parte di Arafat e dell’OLP.

I tempi sono cambiati e non in meglio. Per nessuno.

Spasmofigliuolo

L’ultima idea del nostro pluripremiato generale ormai in preda a compulsione vaccinatoria, pare sia quella di vaccinare tutti, dai neonati ai centenari con l’Astrazeneca, il vaccino più discusso, ma più economico tra quelli attualmente disponibili. 

Ieri, commentando la notizia con un paio di amici, abbiamo concluso che, se a qualcuno l’idea non piacesse non dovrebbe disperare. In fondo siamo in Italia dove si trova sempre un modo per eludere tasse, leggi e regolamenti. Figuriamoci un vaccino.

In questo caso, a quanto pare, basterebbe far sapere al medico che si è affetti da emorroidi o da una collezione di allergie. 

Oppure, questa è l’dea più originale, si potrebbe sostenere di essere affetti da spasmofilia, altrimenti detta stanchezza da spasmi. Nessun controllo o analisi medica potrà smentire questa affermazione perché pare che questa malattia sia di origine nervosa. Ammesso che esista. 

L’amico che ha lanciato l’idea sostiene che anni fa, da queste parti, una diagnosi di spasmofilia aveva evitato il servizio militare a tanti ragazzi. Forse anche a lui. “Magari, ha detto, potrebbe anche servire ad evitare un vaccino indesiderato. Chissà!”

Stavamo facendo queste profonde considerazioni in giardino mentre la vicina di casa, che è un medico, stava potando le sue rose. 

Ha ascoltato i nostri discorsi e ha scosso la testa in segno di disapprovazione. 

Allora le ho detto che il nostro era solo un modo per sdrammatizzare. 

Ma lei ha ribadito che bisogna vaccinarsi, che adesso il vaccino incriminato dovrebbe essere più controllato di prima e che i medici sono molto più attenti a valutare l’idoneità dei vaccinandi. 

Poi ha aggiunto che, comunque, il vaccino serve a limitare la diffusione del virus e anche se non è efficace al cento per cento è in grado di ridurre notevolmente la gravità della malattia. 

Ne è nata una breve discussione e, alla fine, ci siamo trovati tutti d’accordo almeno su un punto. L’idea di vaccinare tutti col vaccino più impopolare potrebbe essere percepita come un sopruso o una forzatura  e quindi risultare controproducente. Tanto più che i contrari a questo vaccino sembra siano numerosi.

Il nostro generale, forse, non ha capito che gli italiani non sono soldati pronti ad eseguire i suoi ordini.