Astinenze

Da più di nove mesi siamo un po’ tutti in crisi di astinenza. Soffriamo la mancanza di baci, abbracci, strette di mano e, soprattutto, della libertà di vivere normalmente la nostra vita.

I nostri politici, invece, sembrano soffrire di altre mancanze. Molto diffusa è la crisi di astinenza da protagonismo. Il Renzi di questi giorni ne è l’esempio più evidente. Minaccia sfracelli e si dimena come un gatto preso per la coda. Ma il gatto graffia mentre lui promette solo di farlo. Giornalisti e politologi si chiedono ansiosi quale sia il suo scopo. Crisi di governo? Rimpasto? Chissà! Ma intanto un risultato lo ha già ottenuto, quello di tornare sotto le luci della ribalta. Almeno per qualche giorno. 

L’altro Matteo, invece, sembra in crisi di astinenza da sovranismo. Già il covid aveva messo in crisi gli egoismi nazionali e fatto scivolare in secondo piano la questione immigrati, lasciandolo senza argomenti. Non gli rimaneva che quello del complotto globale giudaico massonico, ma su questo argomento non ha mai preso una posizione chiara. Adesso che anche Trump è caduto non gli rimangono che i quattro patrioti del portafoglio di Visegrad.

Mentre la Meloni è in perenne crisi di astinenza da gaffe. Forse servono a riempire, almeno in parte, il vuoto ideologico nel quale si è venuta a trovare la destra. Ma. in fondo , lei dei massimi sistemi non si mai interessata. E’ un tipo con i piedi per terra. Preferisce parlare di cose concrete. Come qualche giorno fa, quando ha detto che le auto ibride sono contro natura, perché sarebbero trangender. Le auto degli italiani, quindi, dovrebbero essere solo a benzina o diesel. Senza pericolose vie di mezzo. 

Speranza, invece, è in crisi di astinenza da lockdown. Avrebbe voluto chiuderci ermeticamente in casa a Natale e Capodanno dichiarando tutta Italia zona rossa. Forse non ha capito che dopo quest’anno infausto il rosso, da colore di sinistra, è diventato sinistro, perché ci ricorda tante disgrazie. Forse a Capodanno non metteremmo nemmeno le mutande rosse.

L’unico che non soffre di alcuna crisi di astinenza è lui, Conte. Impegnato com’è a fare l’avvocato degli italiani, il presidente del consiglio, il declamatore di dpcm e il segretario dei cinque stelle, non ha tempo di chiedersi se gli manca qualcosa.

Cronache da sballo

“Nel giardino, oltre alle rose e ai gerani c’erano delle piantine che non fioriscono, però sono ricercate per le loro foglie.  Ma non si trattava di insalata, bensì  di cannabis.” Notizie di questo genere si leggono sempre più spesso nelle cronache dei giornali locali. 

C’è chi la coltiva per uso personale e la offre gli amici assicurando loro che si tratta di roba buona, fatta in casa, biologica. Non come quella di incerta provenienza e magari di scarsa qualità che si può comprare da uno spacciatore. 

Ma c’è anche chi spacciatore si improvvisa, vendendola per arrotondare lo stipendio che non basta mai, specie in un periodo di crisi economica e virale come questo. Dicono che la cannabis stia prendendo il posto della più costosa cocaina che, una volta, andava per la maggiore. 

Ricordo che, qualche anno fa, al capolinea di un certo autobus, nel fine  settimana, c’era una folla di persone del tutto normali ed insospettabili che aspettavano pazientemente il loro turno per acquistare una bustina di polvere bianca. Ma, dopo qualche settimana, lo spacciatore molto ricercato non solo dai clienti, ma anche dalla polizia, era sparito dalla circolazione. Forse adesso a qualcuno dei suoi ex clienti è venuta l’dea di coltivarsi la cannabis in casa.

In ogni caso l’obiettivo non sembra lo sballo, ma solo una breve fuga dalla realtà: A questo scopo c’è anche chi  si accontenta di scolare una bottiglia dopo l’altra  di Coca Cola. Come fa un mio vecchio amico.

Oppure chi beve qualche bicchiere in più di superalcolici. Mentre chi non se li può permettere ripiega su vini a basso costo. 

Pensando a tutto questo mi è tornata in mente  una striscia  che, avevo visto, qualche anno fa, su un giornale inglese. Alla mensa dei poveri, che purtroppo in questi mesi è piuttosto affollata, un uomo chiedeva una doppia razione di minestra. Il cuoco gli faceva notare che avrebbe fatto un’indigestione coi fiocchi e quello rispondeva candidamente:”Ognuno si droga come può.”

Sacrifici

Migliaia di anni fa in alcuni paesi, in caso di calamità o anche solo per ingraziarsi la benevolenza degli dei si offrivano loro dei sacrifici. A volte anche umani. Cosa che ci fa rabbrividire, ma   poi pensiamo che, per fortuna, usanze del genere appartengono ad un’epoca remota lontanissima nel tempo e nello spazio

Qualche brivido di sdegno lo proviamo anche quando leggiamo che nelle miniere del Congo in condizioni disumane, lavorano non solo adulti ma anche bambini di sette o otto anni per estrarre il cobalto.  Un minerale costoso, era arrivato a costare mille dollari al chilo, ma indispensabile per far funzionare le batterie delle nostre automobili.

Davvero uno strano destino quello di questa nazione africana che è da sempre legato all’evoluzione dei veicoli a motore. Infatti nel 1890, due anni dopo l’invenzione dei pneumatici da parte di John Boyd Dunlop, il Congo con le sue foreste di alberi della gomma diventò il maggior produttore mondiale della materia prima necessaria alla  fabbricazione dei pneumatici. Mentre oggi con l’aumento della produzione di auto elettriche e ibride è fortemente aumentata la richiesta di cobalto di cui sono ricche le miniere congolesi dove è molto diffuso lo sfruttamento del lavoro minorile.

Una gran brutta situazione che però non ci impedisce di progettare, vendere e comprare auto a trazione elettrica. Gli incentivi statali stanno convincendo anche i più riluttanti.

Ogni tanto si parla anche delle condizioni e dei ritmi di lavoro alienanti che spesso spingono al suicidio coloro che passano  le loro giornate ad assemblare i nostri indispensabili smartphone. Ma non per questo smettiamo di produrli ed acquistarli, magari presi dalla smania di avere tra le mani l’ultimo modello.

Un’altra notizia da brivido è arrivata in questi giorni da un paese molto più vicino a noi: la Svizzera. Speravo fosse falsa invece, a quanto pare, è vera. Da quelle parti hanno deciso che i pazienti covid più anziani non saranno più ricoverati in rianimazione, ma abbandonati al loro desino.

Come dicevo all’inizio a tutti noi i sacrifici umani degli Aztechi , dei Maya e di altri popoli antichi, sembrano pratiche del tutto disumane, ma in fondo anche oggi, nel terzo millennio, stiamo facendo qualcosa di molto simile. L’unica differenza è che non veneriamo più tanti Dei come gli antichi e i sacrifici li offriamo ad un unica divinità: il Dio Denaro. 

Complipress

WordPress mi ricorda che due anni fa ho aperto questo blog. Ma dopo qualche settimana avevo lasciato perdere, per poi ricominciare nel luglio dello scorso anno. Avevo intenzione di raccontare fatti e opinioni della periferia e, in parte, l’ho fatto anche se, ogni tanto, un accenno alla politica nazionale, è per me, irresistibile. 

Poi è arrivato il maledetto virus. Quindi avrei dovuto raccontare quello che succedeva qui al nord. Partendo magari dai resoconti quotidiani di mia moglie che è un medico. Avrei dovuto descrivere il silenzio irreale rotto continuamente dal suono  lacerante delle sirene della ambulanze. Farvi sapere che i necrologi del giornale locale che, di solito, occupano una pagina, erano arrivati a riempirne otto. Tra di essi c’era anche quello di mio zio guarito dal covid ma caduto in depressione e morto suicida a causa dell’atmosfera cupa di un paese in lockdown.

L’elenco delle disgrazie sarebbe stato lungo, ma ho preferito non parlarne perché l’atmosfera era già abbastanza pesante ed era meglio non insistere. Inoltre il racconto delle disgrazie non è nelle mie corde. 

Così, una volta messe da parte le cronache locali, ho cominciato a studiare da corsivista, uno dei lavori che mi piacerebbe fare da grande. Temevo che  questa svolta facesse fuggire qualcuno, invece i followers sono aumentati così come i visitatori.

Ultimamente ho trascurato il blog, preso dal lavoro e da impegni famigliari, ma ogni volta che scrivo qualcosa. vi ritrovo sempre tutti.

Un motivo in più per continuare a rimanere in contatto con voi.

Grazie a tutti!

Tamponati

Nella nuova ondata di contagi e conseguente isteria mediatica fatta di crescite esponenziali e superamento di immaginarie soglie psicologiche manca qualcosa. Un elemento che alcuni mesi fa sembrava la conferma  del fatto che le disgrazie non arrivano mai da sole: il parere degli esperti. 

In primavera affollavano i talk show, litigavano tra di loro in diretta, si insultavano sui social e, di solito, non azzeccavano una previsione. Questa volta, invece, Burioni e soci non si vedono quasi più. Qualcuno deve averli richiamati all’ordine, visto il considerevole danno di immagine e credibilità che hanno causato alla classe medica. Questa volta, infatti, resistono al richiamo delle sirene mediatiche che cercano ancora di attirarli sotto i riflettori per far loro espettorare un’opinione, un’impressione, una previsione, magari funesta.

Ma giornali e tv non possono certo fare a meno degli esperti e quindi ne cercano continuamente altri . Qualche giorno fa si sono imbattuti in Andrea Tampone Crisanti, che ha paventato la possibilità di un lockdown natalizio. Tutti i giornali si sono buttati sulla  notizia come degli affamati su un piatto di spaghetti, sostenendo che quella fosse l’intenzione del governo e sparando titoli come:”Ci vogliono rubare il Natale”.

Crisanti ha precisato che non si augura una simile eventualità e Conte ha smentito seccamente. Un’altra chiusura generalizzata potrebbe intaccare la sua popolarità.  Mentre il PD sembrava ansioso di fare il bis, pensando di ripetere il successo di critica e pubblico. Ma il pubblico non sembra più così entusiasta e gli elogi arrivati dall’Europa solo qualche settimana fa, sono solo un ricordo. Quindi che fare? Il PD ha scelto di rimanere immobile come sempre, mentre Conte ha scelto di lasciare eventuali provvedimenti impopolari alle regioni e ai comuni.

Forse, visto che ha dei santi in paradiso, spera che San Michele arcangelo fermi la pestilenza come, secondo la leggenda, accadde a Roma nel 590.

Ma se questo non s verificasse potrebbe mettere in atto il piano di Crisanti che vorrebbe sottoporre al tampone tutta Italia isole comprese. Seguendo l’esempio dei cinesi che, in una settimana, sono riusciti a raggiungere la cifra record di undici milioni di tamponi. Lui si accontenterebbe di quattrocentomila al giorno come ha spiegato in un piano di cinque pagine che ha consegnato al governo che, però, finora, non ha risposto.

Forse Conte e i suoi non hanno ancora deciso se sia meglio rischiare di essere tamponati dal virus o tamponare tutta Italia.

Fausto e Carlo

I tempi cambiano, ma certi schemi informativi no. Anni fa uno dei modi per screditare la sinistra era quello di metterne in mostra l’indissolubile legame con il passato comunista, mostrando  qualcuno che in quel passato ancora viveva. Come, per esempio, Fausto Bertinotti. Era diventato ospite fisso di tutti i talk show dove con le sue idee datate e, a volte, provocatorie, veniva esibito come prova vivente del fatto che la sinistra era rimasta ai tempi dell’URSS.

Lui si divertiva un mondo, mentre la sinistra lanciata ormai verso il centro e anche più in la, giurava e spergiurava che avrebbe voluto togliere il rosso anche dai semafori e vietare la svolta a sinistra. Ma senza risultati apprezzabili.

Oggi Bertinotti è uscito di scena, ma c’è qualcuno che ha preso il suo posto sotto i riflettori. Certo, di lui si può dire tutto, ma non che sia comunista. Tuttavia ha fatto parte di un governo di centro sinistra, quello Gentiloni, e, quanto a sparate, non è secondo a nessuno. Inoltre le sue critiche sono dirette spesso al governo in carica e al PD, quindi viene esibito come colui che potrebbe scompigliare le carte del centro sinistra, sebbene finora le sue iniziative non abbiano avuto il benché minimo successo.

Ma lui Carlo Calenda, va avanti imperterrito. Infatti sta pensando di candidarsi a sindaco di Roma. La notizia è stata subito colta al volo da giornalisti e commentatori che hanno messo in evidenza la possibilità che il suo arrivo sulla scena metta in crisi il Pd che sta faticosamente cercando di mettere insieme una coalizione in grado di riconquistare il Campidoglio, ma senza ancora aver individuato un candidato.

E’ chiaro che nessuno vuole fare fine di Giachetti mandato alla guerra armato di arco e frecce e inevitabilmente travolto dalla Raggi. Quindi Calenda potrebbe ritrovarsi candidato unico del centro-sinistra. Intanto ha già ricevuto l’appoggio di Renzi. Una strana coppia che, ogni tanto, si forma, animata da grandi speranze, e poi scoppia. 

Anche Repubblica a quanto pare lo supporta. Un paio di giorni fa ha pubblicato un sondaggio sottoponendo ai lettori una serie di possibili candidati sindaci. Calenda ha sbaragliato la concorrenza: Peccato che tutti gli altri fossero del tutto sconosciuti ai più. Correndo da solo anche lui potrebbe vincere.

Ma solo non sarà. Il centro destra, intanto, sta preparando la contromossa, schierando un candidato a cui la notorietà è l’unica cosa che non manca. Gira voce, infatti, che lo sfidante potrebbe essere nientemeno che Massimo Giletti. Se in gioco non ci fosse il destino di una grande e complessa città come Roma la sfida fra i due contendenti sarebbe tutta da ridere.

Super Trump

Si dice che i sognatori, gli idealisti e i filosofi abbiano la testa tra le nuvole, perché i loro pensieri volano alti sopra la realtà. Poi ci sono i bambini, i matti e i santi che hanno una visione della realtà talmente chiara ed evidente che, secondo loro, tutti gli altri non possono non condividerla.

Freud scoprì che alcuni, che non sono né bambini, né santi vivono in un mondo tutto loro. Ignorano la realtà che li circonda trovandola particolarmente sgradita. Quindi se ne immaginano un’altra ideale, quasi magica e decisamente per loro più accettabile. In poche parole sono affetti da psicosi.

La stessa diagnosi, resa nota in una lettera aperta al New York Times nel febbraio del 2017, alcuni psichiatri americani l’avevano fatta ad un paziente eccellente: Donald Trump. In particolare mettevano in evidenza la sua insofferenza nei confronti di chi gli faceva notare quanto il suo punto di vista fosse lontano dalla realtà e come, a volte, cercasse di negare o ignorare del tutto avvenimenti a lui sgraditi.

Come è successo in questi mesi durante i quali Trump ha cercato di negare l’esistenza del virus e di minimizzarne gli effetti, nel tentativo di fuggire ancora una volta dalla realtà, ma il virus, alla fine, lo ha raggiunto.

Lui però non demorde e cerca ancora di fuggire. Infatti è uscito dall’ospedale dopo pochi giorni, a quanto pare contro il parere dei medici, ed è tornato alla Casa Bianca da dove ha sparato tweet a raffica in cui sostiene che un virus cinese non può dominare la vita degli americani. Ha anche ricominciato a fare comizi dal balcone senza mascherina imitato dagli astanti.

Qualcuno ha avanzato l’ipotesi che la sua malattia sia stata solo una sceneggiata messa in scena per movimentare la campagna elettorale ,mostrando un presidente supereroe che sfida indomito il virus e lo sconfigge in poche ore.

Ma che sia vero o no, poco importa perché Trump, crede davvero in quello che dice e fa, correndo inconsapevolmente il rischio di essere vittima della nemesi che spesso colpisce chi si ostina ad andare contro la realtà delle cose. Ma intanto fa spettacolo e audience.

Mentre i democratici stanno a guardare e noi aspettiamo la prossima puntata.

Test e passione

In quest’anno pandemico ogni tanto si torna a parlare del problema del numero chiuso nelle università e in particolare a medicina. Pare, infatti che molti dei medici che sono andati in pensione approfittando di quota 100 e di quelli che smetteranno di lavorare nei prossimi anni non saranno rimpiazzati. I sostenitori del numero chiuso a corto di argomenti sono ancora convinti che sia necessario mettere un filtro all’accesso ad una facoltà così impegnativa.

Eppure prima del numero chiuso ci pensava la selezione naturale a far arrivare alla laurea gli studenti più motivati. Mentre adesso tutti devono superare un test di ammissione che richiede competenze enigmistiche. Oppure nozioni di medicina che un candidato dovrebbe conoscere prima di studiare.

Ironizzare su questo test è facile. Basta riportare qualche domanda e mettere come didascalia: senza parole, come nelle barzellette.

Avevo intenzione di farlo anch’io, ma un amico insegnante di storia, mi ha suggerito un’osservazione di carattere generale. Sostiene che ogni ragazzo dovrebbe avere la possibilità di seguire la sua passione, di inseguire il suo sogno. Almeno di provarci. Altrimenti possono succedere tragedie.

A sostegno della sua tesi ha citato un episodio che risale al 1907. Quando due ragazzi frequentarono il corso di ammissione alla Accademia delle Belle Arti di Vienna. Uno avrebbe voluto fare il pittore e l’altro l’illustratore. Alla fine il primo fu ammesso, mentre il secondo no. Riprovò anche l’anno successivo, ma i suoi disegni raffiguranti piazze e vie come erano anni o secoli prima non convinsero la commissione. In seguito descriverà quel periodo come uno dei peggiori della sua vita.

Così Egon Schiele cosi si chiamava il primo dei due, diventò un famoso pittore, mentre l’altro un tristemente famoso dittatore. Si chiamava Adolf Hitler.

Sorprendente!

Ci sono posti, di solito in paesi lontani dove succedono cose alquanto bizzarre. I racconti iniziano con un titolo ad effetto e proseguono con un andamento lento, lentissimo. Un classico che ha girato per parecchio tempo si intitolava: “Adotta un cucciolo, ma quando lo vede il veterinario chiama la polizia”.

Per saperne di più bisogna sfogliare parecchie pagine di poche righe l’una per scoprire che il cucciolo era un orso, una tigre o chissà cos’altro. Niente di eclatante, ma intanto i lettori vengono registrati come visitatori del sito.

Mentre gli annunci più smaccatamente pubblicitari reclamizzano modi per dimagrire talmente efficaci da far disperare i medici come, ad esempio, una pillola capace di far perdere ben 14 chili a settimana. Oppure un classico dei classici: lo spray che fa ricrescere i capelli.

Se non ci credete e siete di quelli che vogliono constatare di persona come stanno le cose, allora non dovrete allontanarvi troppo da casa.

Infatti ci sono paesi e città, di solito non lontani da casa vostra, dove merci e servizi costano pochissimo. Anzi, hanno un prezzo sorprendente. Sono pannelli solari, monta scale, apparecchi acustici oppure automobili e smartwatch. Ma ci sono anche servizi come siti di incontri per persone con più di quarant’anni che funzionano davvero. A qualcuno potrebbe interessare.

Mentre altre offerte sono decisamente meno attraenti nonostante il prezzo sorprendente.

In un paese un pò fuori mano della mia provincia che conta circa trecento abitanti, si può usufruite di un ottimo servizio ad un prezzo, ovviamente sorprendente. Ma il servizio rimane comunque poco allettante perché si tratta del servizio di onoranze funebri.

Ma dopo aver fatto gli scongiuri di rito potrete sempre informarvi sulla vita dopo la morte, ovvero una raccolta di testimonianze di chi a morte l’ha vista in faccia. Interviste ad alcuni sopravvissuti all’infarto.

Dove si trova tutto questo? In fondo al testo di una qualunque notizia di un giornale on line. Buona lettura!

Testa a testa

Quello della suspense è un espediente molto usato non solo nella valanga di romanzi, film e fiction polizieschi, che minaccia di travolgerci ogni giorno, ma anche nella cronaca politica. Specialmente in un periodo in cui le elezioni sono sempre in vista.

Se c’è un partito o un candidato nettamente favorito che nemmeno l’arrivo degli alieni potrebbe ostacolare, se ne parla poco. Il vincitore annunciato non fa audience.

Se invece c’è una sfida a due senza un netto favorito scatta subito un racconto pieno di suspense. Dopo aver scelto tra i tanti sondaggi quelli che prevedono il minor scarto possibile tra i due contendenti e si comincia a parlare di testa a testa.

La faccenda ormai sta diventando ridicola. A gennaio con le regionali in Emilia Romagna i sondaggi prevedevano un sfida all’ultimo voto, un arrivo al fotofinish tra Bonaccini e Borgonzoni. C’erano cascati tutti, ma non gli elettori, che hanno preferito il presidente uscente assegnandogli un vantaggio di otto punti.

Stesso copione per le regionali annesse al referendum. Non potendo parlare di arrivo in volata tra si e no, giornali e tv hanno annunciato con sicurezza appassionanti testa a testa in Toscana e in Puglia con l’implicita previsione di una possibile vittoria dei candidati di destra.

Qualche giornale aveva anche messo le mani avanti analizzando le cause dell’ennesimo insuccesso della sinistra. Una parola che per molti fa ancora rima con sconfitta. Come è stato per cinquant’anni e molti vorrebbero che continuasse così.

I media di destra ovviamente, ma anche quelli molto di sinistra, che non perdono occasione per criticare PD e dintorni e raccontarne i tormenti e le lunghe, laceranti e inutili discussioni interne vere, esagerate o inventate che siano..

Come facevano nel secolo scorso dove continuano a vivere.