Parole virali

Maschere

Restate a casa.

Espressione ripetuta fino al parossismo all’esasperazione, alla nausea. Non solo alla tv. Nei paesi passava almeno una volta al giorno una macchina della protezione civile dotata di altoparlante che lo ripeteva continuamente.

Lavatevi spesso le mani

Hanno addirittura girato dei tutorial sul modo più corretto di fare questa semplice operazione. Come farebbe una mamma con il suo bambino. Perché i politici ,come la mamma, ci considerano ancora bambini anche se siamo diventati adulti da decenni .Sarà un segno di affetto oppure di scarsa fiducia verso di noi come dicono certi maligni?

C’é troppa gente in giro

Frase molto usata da certi politici per scaricare sui cittadini le loro colpe. Vedi Lombardia.

Non abbassiamo la guardia.

Ovvero anche se la situazione migliora dovete stare ancora a casa. Viene il sospetto che ci abbiano preso gusto a mantenerci agli arresti domiciliari. Forse perché in questo modo è impossibile ogni protesta di piazza. Ma non pensate male, lo fanno per il nostro bene.

Picco

Il momento di massima diffusione di un’epidemia. Evocato e previsto per settimane, è arrivato e nessuno esperto se ne è accorto. Adesso gli stessi aspettano la seconda ondata. In fondo ognuno ha il diritto ad un’altra possibilità di sbagliare

Mascherine

E’ la parola più frequente, dopo virus, su tutti i giornali. Associata, di volta in volta, a carenza, obbligo di indossarle e relative polemiche sulla loro utilità. Qualcuno ha provato a trasformarle in un oggetto di moda, qualcosa di cool, ma non ha avuto molto successo. Le uniche mascherine che indossiamo con piacere sono quelle di Carnevale.

Fase 1
La stiamo ancora vivendo tutti i giorni. L’impressione è che sia come il primo tempo di una partita di calcio dove il tempo ò scaduto, ma l’arbitro sta facendo giocare parecchi, interminabili, minuti di recupero.

Fase 2

Se ne parla da settimane ma ancora niente è stato deciso. Sappiamo solo che potremo di nuovo giocare al lotto ed ad un altro gioco che ci piace molto poco, quello del distanziamento sociale.

Fase 3

Secondo i più ottimisti potrebbe arrivare prima del previsto. Se la fase 1 continua ancora un po’ il virus famigerato potrebbe andarsene o diventare innocuo prima che il governo si decida a dare il via alla fantomatica fase 2.  Magari!

Ho visto cose…

Ho visto illustri virologi litigare in diretta tv. Eminenti scienziati tutti di un pezzo diventare gelatine davanti ad un invito nel salotto di Barbara D’Urso.

Ma bisogna capirli. Fino a qualche settimane fa un virologo o un infettivologo suscitavano timore. Un incontro con loro ci metteva addosso una certa apprensione che ci spingeva a toccare ferro oppure le parti basse.

Adesso, invece, sono star delle tv.

Ma tra i tanti ne ho visto anche uno che non suscitava né timore né apprensione, ma solo qualche dubbio sulla sua competenza. Ovviamente era considerato un super esperto dal governo. Oggi è stato scaricato dall’OMS.

Infine ho visto alcuni esponenti di Forza Italia riprendere in mano le valigie, preparate già da tempo, per il viaggio , piuttosto breve, che li porterà dai banchi dell’opposizione a quelli della maggioranza.

Una notizia che un paio di mesi fa avrebbe fatto discutere a lungo.

Adesso, invece, qualcuno la considera quasi una buona notizia, un segno di ritorno alla normalità.

Smemorati

Secondo un diffuso luogo comune gli italiani hanno la memoria corta. Elettori o politici che siano. Infatti gli elettori tendono a dimenticare le malefatte dei politici. Mentre i politici non si ricordano mai le malefatte che loro stessi hanno commesso.

In questo giorni di malattia, ad esempio, i politici, nei loro discorsi, citano spesso i medici che rischiano la vita per salvarne altre. Lanciano lodi altisonanti a tutti gli operatori del SSN.
Si sono dimenticati i tagli che hanno fatto alla sanità pubblica favorendo sfacciatamente e, talvolta illegalmente, quella privata.

Non si ricordano nemmeno che quei medici dai quali adesso potrebbe dipendere la loro vita hanno atteso dieci anni per avere il rinnovo del contratto di lavoro.

Ma è tutta acqua passata. D’ora in poi per la sanità pubblica italiana cambierà tutto. Ci saranno nuove assunzioni, più posti letto, più soldi, ricchi premi e cotillons.

Hanno paura. Sanno che gli elettori perdonano, il virus no.

Buoni o cattivi?

Da tempo i politici per aumentare i consensi e il controllo sulle nostre vite spargono paura a piene mani, ma stavolta hanno paura anche loro.

Dopo aver cavalcato per anni la paura del terrorismo, le incertezze di una crisi economica ormai diventata cronica e le varie epidemie che si sono succedute siamo arrivati alla pandemia. A questo punto hanno capito, nonostante la loro scarsa perspicacia, che, questa volta, potrebbero rimetterci non solo la poltrona, ma anche la pelle.

La loro paura si è ormai trasformata in panico ,che li spinge a cercare un colpevole, quello che sta minacciando la loro intangibilità e sta facendo emergere i danni causato dalla politica messa in atto in campo sanitario. Ma il colpevole non è il carogna virus: Siamo noi cittadini che non rispettiamo le regole che ci hanno imposto.

Quindi da giorni minacciano ulteriori restrizioni alla nostra libertà già fortemente limitata. Qualcuno vorrebbe metterci tutti agli arresti domiciliari vietandoci persino l’ora d’aria. Stanno anche pensando di seguire i nostri spostamenti controllandoci i cellulari.

Noi assistiamo allibiti a questo continuo processo che ci vede sul banco degli imputati. A nostra difesa sosteniamo che, sicuramente, è stato difficile cambiare stile di vita da un giorno all’altro, ma la stragrande maggioranza di noi ha capito che il pericolo è reale e non lo sottovaluta. Basta entrare in un supermercato per vedere tante persone munite di mascherine e guanti che si guardano intorno sospettose cercando di mantenersi il più lontano possibile dagli altri.

Certo, per indole atavica, siamo insofferenti alle regole, specie se rigide, e sentendo continuamente appelli ossessivi e bollettini di guerra, proviamo un misto di paura e disagio. ma non siamo irresponsabili, specialmente se si tratta della nostra salute.
Ma per loro siamo e saremo sempre i cattivi.

Tranne che in campagna elettorale.