Acqua rossa

Gli abitanti di Settecani, una località nei pressi di Castelvetro, un paese in provincia di Modena, quando hanno aperto il rubinetto di casa hanno visto uscite prima un’acqua rossastra e poi un liquido dal colore rosso rubino.

Forse hanno subito pensato ad un inquinamento dell’acquedotto causato da qualche sostanza tossica, velenosa e maleodorante. Ma poi hanno notato che quel liquido rosso non emanava affatto  un cattivo odore. Al contrario, aveva un profumo famigliare. Si trattava, infatti, di Lambrusco Grasparossa, un vino caratteristico della zona.

Superata la sorpresa hanno scoperto che il vino proveniva da una cantina della zona. Un rubinetto collegato all’acquedotto che serve a far entrare acqua nei silos per lavarli si era rotto e il vino che era ancora nei silos si è riversato nell’acquedotto e nelle case di tutto il paese.

Per un attimo qualcuno potrebbe aver creduto che si fosse ripetuto il miracolo della trasformazione dell’acqua in vino.

Il silenzio è d’oro

La notizia della vittoria di Gualtieri con il 62,2% alle elezioni suppletive di Roma per un seggio alla camera si trova nella parte bassa delle homepage, ancora tutte occupate dal virus.

Certo si tratta di una notizia piccola piccola, ma solo dieci giorni fa avrebbe campeggiato nelle prime pagine e animato le solite, inutili discussioni da talk show. Dopo tutto si trattava di un’elezione, uno dei primi appuntamenti di una primavera tutta elettorale. Con relativa martellante e sfibrante campagna. Come è successo finora. Ma adesso?

Come farà l’ex capitano ad andare in giro per l’ìitalia a spararsi selfie a raffica, visto che è diventata una pratica ad alto rischio? E le sardine come riusciranno a riempire le piazze? Come farà Di Maio a trovare un palco su cui dare spettacolo con le sue conoscenze scientifiche, culturali e lessicali?

Per quelli del PD, invece, non cambierà molto. Si faranno vedere poco come hanno fatto negli ultimi tempi.

Forse sono convinti che sia necessario andare oltre i toni bassi del passato e rimanere in silenzio. A quanto pare Il silenzio paga, Come è successo a Napoli con la vittoria di Riotolo e a Roma con quella di Gualtieri.

La percentuale bassa dei votanti indica che si sono recati ai seggi solo i più convinti che, a quanto pare, sono gli elettori di sinistra. Non tutto il virus viene per nuocere.

Sotto la pioggia

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Piove, Dopo quasi due mesi di siccità invernale, piove. Ma non è una pioggia violenta di quelle che in un’ora rovesciano sulle nostre teste la quantità d’acqua che, di solito, viene giù in sei mesi.

Questa ha un andamento lento, costante, lustrale. Indifferente agli annunci dei meteorologi più catastrofisti si sta comportando come la pioggerellina di marzo descritta da Silvio Novaro.

Purifica l’aria non più invasa dallo smog e bagna i prati e gli alberi insolitamente assetati.

Certo non sciacquerà le memorie (spiacevoli) dal marciapiede della vita, non affogherà il virus incoronato e non laverà via la cattiva informazione, la stupidità di certi politici e l’odio che circola ancora sui social.

Ma è solo una pioggia, che, a differenza di tanta gente, fa bene il suo mestiere.

Il primo bacio

Nell’ultima settimana in tv è cambiato tutto tranne una cosa: la pubblicità. Continuano a passare i soliti spot che reclamizzano dolci, detersivi, materassi, automobili e, naturalmente, rimedi contro i sintomi dell’influenza. Che adesso sembrano ancora più inutili di prima.

Ma c’è n’é uno che meriterebbe l’Oscar come peggior spot tra quelli fuori luogo. Soprattutto perché fuori luogo lo era già prima dell’arrivo del famigerato virus.

La scena, che dura solo pochi secondi, vede un tizio con un berretto di lana in testa, il naso rosso e intasato che viene baciato sulla bocca da una ragazza e si lamenta perché, avendo il naso chiuso per i raffreddore e la bocca chiusa dal bacio della ragazza, non riesce a respirare.

Quello che lascia perplessi è il gesto della ragazza che è cosi presa da quel tizio che, anche col naso libero non deve essere un gran che e, oltre a tutto, sembra non apprezzare la sua iniziativa.

Mentre lei, pur di baciarlo, probabilmente per la prima volta, sfida il virus dell’influenza. Evidentemente è spinta da una grande passione visto che non ha saputo aspettare qualche giorno finché al tizio si liberasse il naso. Certo se lo potrebbe liberare subito con l’apposito spray, ma il virus rimarrebbe e quasi certamente lo passerebbe alla focosa e incosciente ragazza.

Dopo di che dovrebbero essere messi entrambi in quarantena. Insieme allo spot naturalmente.

Rumori di fondo

Tra i tanti italiani messi in quarantena ce ne sono due che, più degli altri, vorrebbero tornare alla luce del sole, anzi a quella dei riflettori. Sono politici e hanno le stesso nome di battesimo.

Passano il tempo lanciando proclami e accuse al governo. Uno ha anche fatto delle proposte indecenti al presidente della repubblica. Scalpita, morde il freno, vuole tornare a girare per l’Italia facendo selfie e raccogliendo consensi. La sua assenza dalle piazze potrebbe far diminuire i consensi e i voti.

Mentre l’altro è preoccupato dal fatto che la percentuale dei contagiati potrebbe essere molto simile a quella che otterrebbe il suo partito alle prossime elezioni.”

Ma si comporta come se non fosse successo nulla e ripete le stesse cose che diceva una settimana fa.

Tuttavia in entrambi i casi le loro grida sono solo rumori di fondo nella interminabile diretta di: “Tutto il virus minuto per minuto.”

Ma a loro del corona virus non importa molto.

Sono positivi a quelli del protagonismo e la loro paura più grande è quella di diventare irrilevanti.

Viaggi virali

In questi giorni virali stiamo riscoprendo quanto sia diventato facile andare in giro per il mondo. Soprattutto grazie ai voli low cost.

Per lavoro o per turismo, basta prendere un aereo per arrivare in poche ore in Cina, alle Mauritius, o nelle sempre ambite Maldive. Qualcuno, per distinguersi, è andato a sciare addirittura in Pakistan.

Ma la facilità di spostamento ci porta, a volte, a sottovalutare i pericoli che si possono correre una volta arrivati a destinazione. Ad esempio un nostro amico era andato in vacanza in Florida, a Miami, ed era rimasto coinvolto in una sparatoria tra narcos e polizia. Per fortuna se l’è cavata solo con una gran paura.

Ma c’è anche chi il rischio se va a cercare. Qualche anno fa i turisti stanchi delle solite mete, sceglievano di passare le vacanze nello Yemen, dove il rischio di essere rapiti era piuttosto alto. Infatti si diceva che il rapimento, di solito breve e incruento, facesse parte del pacchetto vacanza.

Tuttavia anche allontanarsi da casa solo di qualche decina di chilometri può essere pericoloso. Ne sa qualcosa un signore che dal suo paesino di collina in Emilia si è spinto fino a Codogno per andare a ballare la salsa, divertirsi e passare qualche ora in buona compagnia.

Ma poi è tornato a casa in compagnia del famigerato virus.

La nonna diceva che la cosa migliore è sempre stare a casa. Ma certo non in quarantena.