La lega nel carrello della spesa

La incontro ogni tanto al supermercato. E’ un medico internista che lavora all’ospedale. La conosco da tempo  perché è  la madre di un mio compagno di classe del liceo Di solito quando ci incontriamo ci salutiamo e parliamo del tempo. Ieri, invece, la signora era piuttosto loquace.
“ Hai saputo la notizia?” ha detto con un gran sorriso sulle labbra. A quelle parole ho passato in rassegna le notizie che avevo letto sui giornali on line, ma non ricordavo niente di nuovo o di strano. A meno che non fosse successo qualcosa nell’ultima ora. Forse Toninelli aveva detto qualcosa di intelligente o Salvini si era convertito all’islam? Oppure Renzi era diventato di sinistra?

Visto che la mia risposta tardava ad arrivare la signora ha esclamato:” Ci hanno rinnovato il contratto! Dopo dieci anni! Avremo duecento euro in più al mese! Stavo per congratularmi, ma lei ha proseguito il discorso: “ Anche questi sono tutti voti per la lega!” ha affermato con sicurezza.

Ho provato ad obiettare che la ministra della salute, Giulia Grillo è dei M5S, ma la signora, implacabile, ha sentenziato:” Ma quelli non contano più niente. E’ Salvini che comanda, no?”

A questo punto avrei voluto lanciarmi in una approfondita analisi socio-politica-economica, ma, ancora una volta, la signora mi ha preceduto.

“ Questo governo fa delle cose semplici, utili, tangibili, non come quelli di prima che non facevano altro che chiedere soldi a noi e darne alle imprese e alle banche:. Grazie a quota 100 potrò andare in pensione due anni prima che con la legge Fornero:
Questo interessa alla gente, non i discorsi astrusi sul pil e sullo spread. Ho sempre votato a sinistra, ma dopo Renzi…”Lo squillo del cellulare ha interrotto il discorso della signora che ha subito riposto, mi ha fatto un cenno di saluto con la mano e si è allontanata.

Dopo qualche minuto sono uscito dal supermercato con il carrello pieno di generi alimentari e di dubbi.

Piovono bufale

Da mesi e mesi sull’occidente soffia impetuoso il vento del populismo. Fischia tra gli alberi, sbatte porte e finestre e porta nuvole nere cariche di fake news, che  piovono copiose sugli esponenti della sinistra.

In ordine sparso e a corto di idee sono un facile bersaglio. Il digiuno di consensi, infatti, li ha molto indeboliti appannandone i riflessi. Chiunque li può insultare e associare a fatti distorti o mai avvenuti, sicuro di raccogliere una montagna di like e di non provocare alcuna reazione apprezzabile.  Al massimo una minaccia di querela.

Nessuno ha mai pensato di tentare una controffensiva lanciando bufale da sinistra verso destra.  Forse perché non sarebbe politicamente corretto.
Lo stesso succede oltreoceano dove le fake news vengono sparate sempre e solo contro i democratici.
 Così, quando, qualche mese fa, ho letto su un giornale online che una trentina di psichiatri americani avevano scritto al New York Times una lettera in cui sostenevano che Donald Trump è uno psicotico, ovvero un uomo che ha una visione decisamente alterata della realtà, ho fato un salto sulla sedia. Finalmente una fake controcorrente!

Poi, per scrupolo, sono andato sul sito del NYT convinto di non trovare niente. Invece la notizia era assolutamente vera, così come, probabilmente, l’impietosa diagnosi. La direzione del vento non accenna a cambiare.

Lontano da dove

Eminenti politologi, sociologi e opinionisti assortiti, da anni ci spiegano che la civiltà occidentale è minacciata dai barbari che premono alle porte delle città.  Sono brutti, sporchi e cattivi e minacciano di mettere a ferro e fuoco i centri storici abitati da benestanti e benpensanti. I barbari in questione sarebbero i milioni di cittadini che affollano le periferie delle città grandi e piccole e le campagne. Vale a dire tutti quelli che, negli ultimi vent’anni o più sono stati abbandonati al loro destino dalla politica.  Quelli che, una volta caduto il muro di Berlino e la prima repubblica, non hanno tardato molto ad avvertire un senso di solitudine e insicurezza. Alcuni hanno visto sparire i partiti tradizionali come la DC, il PSI ecc. Altri hanno visto il PCI, che con la sua struttura capillare, era stato vicino a loro per tanti anni, cambiare più volte nome ed indirizzo ed allontanarsi dalle periferie per avvicinarsi sempre più ai salotti buoni del centro. Cosi, sentendosi abbandonati a loro stessi e senza più precisi punti di riferimento, si sono chiusi nei loro quartieri e nelle loro case e hanno cominciato ad avere paura. Degli immigrati, della criminalità piccola e grande e della ormai cronica crisi economica. Molti di loro, non sapendo più a che santo votarsi, hanno votato per chiunque avesse una faccia nuova e nuove idee. Salvo poi rimanere delusi subito dopo.  Altri, invece, hanno sostenuto vecchi e nuovi populisti, diventando paladini della legge e dell’ordine. Del resto il loro punto di partenza non era il massimo. poiché sembrano aver sostituito l’ideologia del tempo che fu, con quanto di più grigio, ottuso e conformista possa  esistere: il regolamento condominiale.

Questo blog è un tentativo di fare luce sulle idee, sulle aspettative e sulle situazioni vissute ogni giorno da chi vive lontano dal centro.