Non piove, governo ladro!

Non so da voi, ma qui non piove da settimane. C’è sempre il sole e la temperatura di giorno è gradevole. La terra è secca e polverosa come in estate. Il livello delPo si sta abbassando e nei campi sono già comparsi gli irrigatori.

Il contadino che ci fornisce il vino ha commentato così la situazione:” Se la siccità continua, Il raccolto sarà piuttosto magro quest’anno.Anche con il formaggio non andrà maglio.

A quanto pare, infatti, in novembre e dicembre le esportazioni di parmigiano- reggiano e grana padano negli USA sono dimezzate a causa dei dazi di Trump. Quindi probabilmente nelle prossime settimane i prezzi si abbasseranno.

Ma il governo tutto questo sembra non interessare. Non riesce a fare di meglio che litigare per la prescrizione.  Un argomento che non interessa a nessuno e che certo non s mangia. Sembra si siano dimenticati i veri problemi del paese.

Quello che di certo nom dimenticheranno e di chiederci le tasse fino all’ultimo centesimo.”

Insomma, secondo lui, non piove, governo ladro!

Non c’è niente da ridere

Un paio di settimane fa ho incontrato un mio ex professore di università.

Insegna sociologia della comunicazione. Mi ha raccontato che un suo allievo voleva preparare una tesi di laurea sul cinema comico. Aveva intenzione di analizzare il rapporto tra il personaggio comico e la società.

Ma lui ha rifiutato sostenendo che una tesi del genere si poteva proporre trent’anni fa, ma non nel terzo millennio.

Perché, secondo lui, di comici veri in giro per il mondo ne sono rimasti pochi. In Italia ancora meno. Al cinema ci sono solo macchiette e in tv tanti cabarettisti sui generis che prendono in giro mogli, fidanzate e parenti vari, oppure fanno il verso a qualche spot pubblicitario.  Ma non fanno ridere.

Però, sostiene il prof., non è tutta colpa loro. Il mondo è cambiato. Un volta quello comico era un personaggio che cercava comportarsi come un cittadino medio, normale, ma senza riuscirci. Dai suoi inutili tentativi scaturiva la comicità e la denuncia delle distanza incolmabile tra i modelli di comportamento imposti dalla società occidentale e la realtà.

Ma adesso in questa società liquida non ci sono più modelli veri e propri da imitare o da prendere in giro

Così l’unica comicità rimasta è quella involontaria di tanti personaggi pubblici, soprattutto politici.

A cominciare da un ex presidente che racconta vecchie barzellette anni cinquanta.
Poi c’è quello che imita male un dittatore del passato. Un altro che pensa di essere ancora presidente del consiglio.

Un altro ancora che pensava di essere un ministro e tanti altri che, ogni giorno, fanno la parodia di se stessi.

Oltre naturalmente ai personaggi folcloristici alla Razzi.

Ma anche loro, pur essendo potenzialmente comici, non fanno ridere.

Non c’è due senza tre?

Conte, il comandante della nave governativa, battente bandiera giallo-rossa, sapeva di avere a bordo un gruppo di marinai riottosi che mal sopportavano il suo comando. Ma non immaginava che si sarebbero ammutinati cosi presto, a navigazione appena iniziata. Era il 18 settembre 2019.

Il capo dei ribelli, un ex comandante fiorentino, si era procurato una barca e aveva lasciato la nave insieme ai suoi fedelissimi, ma era rimasto nella scia della nave giallo-rossa senza intralciarne la rotta.

Doveva avere il tempo di trovare altri marinai disposti a seguirlo nella sua nuova avventura.

Sperava di imbarcare almeno una parte dell’equipaggio ormai a corto di viveri, di un’altra nave, la Forza Italia, battente bandiera azzurra. Da tempo alla deriva, dopo che l’anziano comandante aveva perso la bussola.

Ma solo uno ha risposto al suo appello. Tutti gli altri, hanno pensato che la barca del comandante fiorentino non fosse in grado di condurli ad un porto sicuro.

Allora lui, per conquistarne la fiducia, è diventato più garantista del loro ex comandante con l’unico risultato di portare la sua piccola imbarcazione in rotta di collisione con la nave governativa.

Infatti una dozzina o forse più di marinai della Forza Italia pensano che questo sia il momento giusto per salire a bordo, non della piccola nave gigliata, ma di quella più grande ed accogliente con la bandiera giallo-rossa.

Il comandate Conte, infatti, sta pensando di imbarcarli per rimpiazzare gli ammutinati. Sembra che abbia già avviato i contatti con loro. Secondo alcune fonti sarebbero già sottocoperta.

A questo punto l’ex comandante fiorentino ci ha ripensato e ha dichiarato di voler rinnovare la sua fiducia nel comandante Conte.

Deve aver pensato che questo ex avvocato di provincia, da quando è diventato comandante ha già buttato a mare il suo ex capitano e quello che lo aveva arruolato in marina.

E se valesse la vecchia regola del non c’è due senza tre?

Matteo più Matteo

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“Si sveglia al mattino e pensa.”Perché non sono più a palazzo Chigi? Quello era il posto perfetto per me e invece adesso sono solo un senatore tra tanti. Devo trovare un modo per tornarci.”
“La scorsa estate Renzi approfittando della sbronza balneare di Salvini ha favorito la nascita del nuovo governo nel quale pensava di avere un ruolo decisivo, ma così non è stato.

Allora si è inventato un partito sperando che quelli di Forza Italia, viste le cattive acque nelle quali si trovavano, salissero sulla sua barca. Ma non è successo.

Così ha pensato di fare opposizione al governo. Opposizione dura e senza sconti. La faccenda della prescrizione è solo un pretesto. infatti quando era al governo è stato un sostenitore della sua abolizione.

Forse fino a qualche giorno fa aveva intenzione di far cadere il governo per poi appoggiare un governo di centro destra, in cambio di una incarico prestigioso, magari quello di presidente del consiglio che Salvini avrebbe potuto  offrirgli se gli avesse dato una mano ad uscire dai suoi guai. Presto dovrà affrontare almeno due processi e se tornasse al governo potrebbe difendersi meglio.

Sembrava un piano perfetto, ma Mattarella si è messo di traverso dichiarando che se cade il governo non ci sono altre maggioranze possibili e quindi si andrebbe al voto in primavera.

Ma Renzi insiste a comportarsi da oppositore.  Potrebbe anche aver deciso di rischiare il tutto per tutto. Male che vada una manciata di deputati e senatori potrebbe ottenerli. Quindi potrebbe formare un gruppo unico con i sopravvissuti di Forza Italia ed entrare nel nuovo eventuale governo a guida leghista. Sempre, naturalmente, in cambio di una carica importante.
Forse i due Mattei si sono già messi d’accordo. In fondo hanno tante cose in comune. Chissà!”

Queste considerazioni le ho sentite fare da un attivista del PD qualche sera fa. Probabilmente si tratta di fantapolitica oppure di considerazioni azzardate venute alla luce con i fumi dell’alcool, ma nella situazione in cui siamo e visto quello che è successo prima, tutto è possibile.

Ad esempio, chi avrebbe mai detto che Conte sarebbe diventato un punto di riferimento per la sinistra?

Sconto supremo

I bravi artigiani che costruiscono poltrone e divani sono ormai una vecchia conoscenza.

Da anni ci offrono qualità a prezzi stacciati. Ma solo fino alla domenica successiva. Ma di domeniche ne sono passate molte e gli sconti non sono ancora finiti. Ormai nessuno corre più al negozio temendo che poi la promozione finisca davvero. Ci sarà sempre un’altra domenica.

Questa volta, però, sembra sia davvero finita. Ma come farlo sapere? Certo non poteva comunicarlo uno dei soliti artigiani. Nessuno ci avrebbe creduto. Era necessario che l’annuncio lo facesse uno che non ammette smentite.

Quindi ecco che il laboratorio artigianale viene invaso da un raggio di sole ed è Dio, anzi, il Supremo in persona, che annuncia la fine di una delle più lunghe promozioni della storia.

Ma sarà la volta buona?

Se così non fosse non si saprebbe davvero più a chi credere.

Piogge primaverili

L‘eco delle elezioni emiliano-romagnole si sta spegnendo tra chiacchiere e polemiche inutili. Intanto sono già apparsi all’orizzonte i prossimi appuntamenti elettorali primaverili, che sono tanti.
Interesseranno più di mille comuni, tra cui Venezia, Reggio Calabria, Trento, Bolzano e Arezzo. Oltre a sei regioni: Veneto, Liguria, Campania, Toscana, Marche e Puglia.

Ma prima ci saranno le suppletive a Napoli, Roma e Terni. Seguirà, il 29 Marzo il referendum per confermare o meno il taglio dei parlamentari. Le elezioni sono un momento fondamentale in una democrazia. Si sono sempre succedute, a volte anche rapidamente. Nella prima repubblica i governi non arrivavano quasi mai a fine legislatura e si votava spesso. Ma i partiti non erano sempre in campagna elettorale come adesso.
Il circo mediatico si sta già preparando ai nuovi appuntamenti. Temo dovremo subire un’altra pioggia incessante di sondaggi e discorsi da talk show già sentiti mille e una volta.

Ricominceranno a dire, ad esempio, che le regioni attualmente governate dal centrosinistra sono contenibili, che l’esito non è affatto scontato e che si prevede un testa a testa. In particolare in Toscana. I soliti esperti on demand ci spiegheranno cosa potrebbe succedere al governo se vincesse la destra, della quale sono quasi tutti accesi sostenitori.
I  loro racconti assomigliano sempre di più ad una serie poliziesca di serie c dove la vittima designata, ignara del destino che la aspetta, è sempre sul punto di fare una brutta fine.

Come è successo nelle puntate precedenti.

Nell’ultimo episodio andato in onda, invece, qualcuno l’ha avvertita del pericolo ed è riuscita a salvarsi.

Ma noi ci salveremo?

L’auto di famiglia

Maggilino azzurro

Un’auto dal vivace colore azzurro si frema davanti ad una scuola. Un bambino si avvicina, apre la portiera posteriore e posa la sua borsa sul sedile. L’uomo alla guida lo guarda perplesso.

Il bambino lo fissa come per ribadire la sua intenzione di salire in macchina. L’uomo al volante lo guarda di nuovo come se non volesse farlo salire. Il bambino allora riprende la sua borsa dispiaciuto. Quella macchina gli piaceva proprio tanto e pur di salirci era disposto a cambiare famiglia. Infatti il signore alla guida non è il suo papà.

Tutto per un’auto azzurra. Certo si tratta di una bella auto, una Golf in uno dei suoi più riusciti travestimenti, ma che un bambino, pur di salirci, sia disposto a cambiare genitori mi sembrava eccessivo.

Ma poi mi sono ricordato di un episodio che mi ha raccontato un’amica tempo fa.
Suo marito aveva avuto alcuni problemi di salute. Niente di grave, ma i suoi malanni erano durati per due o tre settimane.

Un giorno la loro bambina,, di dieci anni, tornò a casa da scuola e, vedendo il papà ancora a letto malato, le disse:”Mamma, cambiamo papà?.”

Ovviamente la piccola, ben dotata di senso dell’umorismo, scherzava.

Tuttavia qualche settimana dopo il papà ha cambiato macchina.

Ne ha comprato una che assomiglia molto a quella dello spot.