Cosi fan (quasi) tutti

Stava solo cercando una vecchia fattura, quando si imbatte in un file senza nome, ma pieno di numeri, che qualcuno si era dimenticato di cestinare. Al rag. Pietro Bianchi, chiamiamolo così, bastò un’occhiata per capire il significato di quelle cifre. Alcuni suoi colleghi della sezione marketing si erano intascati illecitamente qualche decina di migliaia di euro.

In un attimo mille pensieri aggressivi irruppero nella sua mente. Primo tra tutti la possibilità di vendicarsi dei tanti piccoli soprusi che aveva subito dal suo diretto superiore. Lui, infatti, era uno di quelli che si erano spartiti il bottino. Dunque sarebbe bastato mostrare al direttore generale il file accusatorio ed era fatta. L’antipatico e pure incompetente capo ufficio sarebbe stato messo alla porta senza tanti complimenti. Oltretutto smascherare i colpevoli era un atto di giustizia, un atto dovuto!

Ne parlò con il collega della scrivania accanto che lavorava con lui da più di vent’anni. Questi non sembrò sorpreso dalla sua rivelazione. Gli spiegò  che i giochi di prestigio coi quali far sparire soldi dai bilanci dell’azienda e farli riapparire nelle proprie tasche, erano molto diffusi e anche poco rischiosi. Perché da quando l’azienda era stata acquisita da un fondo finanziario internazionale i controlli sull’operato dei dipendenti erano diminuiti. “Ai nuovi padroni produrre utili interessa relativamente. Sono molto più attenti alle quotazioni in borsa e uno scandalo, anche piccolo, le farebbe scendere”- spiegò il collega all’aspirante vendicatore. “Quindi se fai uscire questa storia ti ritroverai contro il nostro esimio capo ufficio e quasi tutto l’ufficio marketing. Magari, alla fine, l’unico ad essere licenziato sarai tu.”

Pietro, dopo aver sentito queste parole avrebbe voluto gridare al mondo la sua rabbia. Qualcuno che lavorava a pochi metri da lui si arricchiva alle spalle di chi si guadagnava onestamente il magro stipendio, infischiandosene di leggi, regolamenti ed etica professionale. Ma non disse nulla. Sarebbe stato inutile e magari anche rischioso. Così,  dopo aver salvato il file scottante su una chiavetta, se l’è portata a casa e l’ha nascosta in un posto sicuro. Non ne ha fatto parola nemmeno con sua moglie.

Ogni tanto apre quel file e se lo rimira pensando che chissà. magari, un giorno potrebbe essergli utile. Quando il mondo cambierà.

 

Per un pugno di selfie

Zinga

Da quando qualcuno ha inventato il selfie, tutti i narcisi del pianeta hanno scoperto un modo rapido ed efficace per mostrarsi al mondo in tutto il loro splendore. Il mondo, forse, ne avrebbe anche fatto a meno, ma loro sono inarrestabili.

Ovviamente i politici non potevano fare eccezione, sia per la loro elevatissima autostima, sia perché pensano che ad un selfie possa corrispondere un voto.

Lo pensa senz’altro, il più selfista di tutti. L’ex capitano che, in 14 mesi di governo, è comparso in centinaia di migliaia di selfie, che lo hanno ritratto accanto a uomini, donne e bambini, purché bianchi e italiani da almeno sette generazioni.

Ugualmente convinto, del potere dei selfie, nonostante tutte le botte che ha preso, sembra il narciso di Firenze, che, a suo tempo, perse il primato degli autoscatti insieme alla poltrona di presidente.

Ancora rimpiange quei mesi in cui si sparava selfie a raffica soprattutto con ragazzi e ragazze, per dimostrare la sua modernità e la sua vicinanza ai giovani, che però, non hanno dimostrato il suo stesso entusiasmo.

Più prudente in materia, invece, sembra il politico a ph neutro, né di destra né di sinistra, che aveva collezionato migliaia di selfie nella campagna elettorale per le Europee. Ma, dopo aver corso il rischio di diventare una stella cadente nel cielo di Agosto, ha rallentato il ritmo limitandosi ai ritrattini con la fidanzata e poco più.

Ancora incerto sul da farsi, invece, il Conte di Volturara, nonché avvocato e presidente degli italiani. Fa del suo meglio, ma non sembra padrone del mezzo. Il suo ultimo selfie, a conclusione di un piccolo bagno di folla, lo ha visto sorridente non accanto ad un potenziale elettore, ma con un cagnolino in braccio.

Infine il più scettico sul potere dei selfie è anche il meno mediatico di tutti, ovvero il segretario di quel che resta della sinistra. Visto che i suoi sostenitori non fanno la fila per essere immortalati insieme a lui, si comporta come un qualunque signor Rossi,  che, se capita l’occasione, chiede un selfie ad un personaggio famoso.

Infatti  qualche giorno fa, ha postato uno scatto con suo fratello Luca, alias Salvo Montalbano.

Almeno ha raccolto un bel po’ di like. Per i voti sarà più difficile.

Gli ammutinati del County

Il Conte di Volturara, comandante della nave governativa, che lui chiama confidenzialmente County, battente bandiera giallo-rossa, sapeva di avere a bordo un gruppo di marinai riottosi che mal sopportavano il suo comando. Ma non immaginava che si sarebbero ammutinati cosi presto, a navigazione appena iniziata.

Il loro capo si è procurato una barca e ha lasciato la nave del Conte insieme ai suoi uomini e all’ultimo dei socialisti.

Ha subito fatto rotta in direzione di un’altra nave, la Forza Italia battente bandiera azzurra, da tempo in balia dei flutti, dopo che l’anziano comandante ha perso la bussola.
Con la speranza di imbarcare gli irrequieti passeggeri ormai a corto di viveri.

Tuttavia solo una di loro è salita a bordo. Tutti gli altri, probabilmente, pensano che la barca del comandante fiorentino non sia in grado di condurli ad un porto sicuro. Quindi preferiscono aspettare soccorsi migliori.

In particolare quello che potrebbe prestare loro la più grande ed accogliente nave County.

Il Conte comandante, infatti, sembra disposto non solo a riportarli a terra, ma anche ad invitarli a cena in un lussuoso ristorante con quattrocento coperti.

Certo molti sono già stati prenotati, ma una quindicina di posti a tavola liberi si potrebbero sempre trovare.

Gemelli diversi

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Hanno lo stesso nome e più o meno la stessa età. Hanno partecipato entrambi ad un quiz televisivo.

Entrambi sono scarsi come imitatori: Uno si lancia nell’imitazione del Duce mentre l’altro preferisce Fonzie.

Amano fare selfie con chiunque e smanettare sui social.

Una volta diventati segretari hanno portato il loro partito più a destra.

La loro autostima è alta, a volte esagerata. Amano il potere e lo esercitano con piacere.

Hanno un bisogno quasi fisico di essere al centro dell’attenzione, sotto la luce dei riflettori e davanti alle telecamere.

Nati per comandare, almeno secondo loro, hanno il piglio decisionista del capo, quello che non deve chiedere mai.

Oltre che in se stessi credono un po’ anche in Dio. e nella Madonna. Infatti si dichiarano cattolici praticanti e nel loro pantheon personale mettono entrambi Giovanni Paolo II.

Ma oltre alla fede, in loro brucia il sacro fuoco della politica. Non pensano ad altro.

Le loro menti lavorano incessantemente ad alta velocità. Ma, come nei motori ad alte prestazioni, una volta raggiunto il regime massino di giri, un limitatore stacca la corrente e il motore va in tilt.

La natura li protegge da se stessi e protegge noi da loro. Forse…

Angeli e demoni?

Angeli

L’illustrazione qui sopra è opera di Andrea Villa, detto il Bansky italiano. Lo stesso autore del famoso bacio tra Salvini e Di Maio.

Ritrae due improbabili angeli che sono stati costretti dalle circostanze a mettersi insieme per creare non una torta, ma una inedita maionese giallo-rossa.

In teoria le probabilità che la maionese improvvisata impazzisse erano parecchie. Un’altra possibilità era che diventasse gialla con delle striature rosse. Invece, a dispetto dei soliti pessimisti, sta diventando, piano piano, arancione.

Infatti è nato il nuovo governo ed è stato concordato un programma. Poi è stata rapidamente compilata la lista dei ministri e anche quella dei sottosegretari.

Non solo. Forse PD e M5S troveranno un accordo anche per le prossime elezioni regionali. Se lo augura addirittura Roberta Lombardi, quella che trattò a pesci in faccia il povero Bersani nel famigerato streaming del 2013. Come cambia la gente, soprattutto se è in politica!

Tutto bene, dunque? Così sembrerebbe. Ma qui, in periferia, ci sono ancora numerosi scettici. Sostengono che la lista di persone e istituzioni che hanno voluto fortemente questo governo è troppo lunga: la Commissione Europea, la BCE, Confindustria, i Sindacati, i Vescovi, la Merkel, Macron. Persino Trump, che forse non sa nemmeno dove sia l’Italia,. E chissà chi altro.

Da queste parti sospettano che ci siano demoni nascosti nell’ombra pronti ad uscire dai loro nascondigli per far trionfare di nuovo l’odio e la diffidenza.

In poche parole, temono che dietro questo consenso esagerato si nasconda qualche fregatura.

Lo sbarco degli alleati

Esterno giorno.

Panoramica del porto per inquadrare la folla e le bandiere rosse , gialle e blu.

Totale della nave mentre viene calata la passerella.

Piano americano del Conte di Volturara il primo a scendere, che saluta la folla e improvvisa un discorso.

Primo piano del Conte mentre parla e promette un lavoro ai disoccupati, una casa ai senzatetto, pensioni e stipendi più alti, meno tasse per le imprese, asili nido e scuole gratuite per tutti. Assicura che darà più fondi alla sanità, combatterà le disuguaglianze e le ingiustizie di ogni genere e che gli italiani, grazie a lui, saranno più ricchi e felici.

Infine lancia alla folla una nuvola di biglietti. Tutti cercano di affferrarne qualcuno.

Zoom sulla folla e primo piano di un uomo che raccoglie un biglietto e guarda incuriosito di cosa si stratta. Zoom sul biglietto: è una schedina precompilata del superenalotto.

Piano americano di Di Maio che saluta la folla con un sorriso stentato. Forse sta già pensando alle tante lezioni di lingue che lo aspettano.

Primo piano di Zingaretti, che saluta la folla con la mano e con un mezzo sorriso sulle labbra. Ha l’aria di uno che è stato trascinato ad una crociera alla quale non avrebbe voluto partecipare.

Primo piano di Franceschini che, dietro il classico sorriso per la stampa, nasconde la soddisfazione di chi torna a casa e può nuovamente sedersi sulla sua poltrona preferita.

Piano americano e poi primo piano di Speranza che appare pallido e teso come uno che sta aspettando il proprio turno dal dentista. Forse avrebbe preferito affrontare qualche seduta dal dentista, invece di affrontare i problemi della sanità italiana.

Inquadratura fissa sulla passerella mentre tutti gli altri neo ministri scendono in fila indiana limitandosi a salutare la folla con un cenno della mano.

La Bellanova ha un passo un po’ incerto.
Zoom e primo piano su di lei. Spiega di aver sofferto un po’ di mal di mare. Non è abituata a navigare, viene dalla campagna.

Panoramica della folla , quindi primo piamo di un uomo alto, vestito di blu con gli occhiali da sole ed un sorriso sardonico che lascia intravedere gli incisivi sporgenti. Non appena finita la sfilata dei ministri si dilegua tra la folla. Continua…

Miracoli

MIracolo

Riassunto degli avvenimenti dell’ultimo mese.

1) L’evento imprevisto e imprevedibile.

Il “capitano” che sembrava inaffondabile, inarrestabile e inossidabile è affogato nell’Adriatico. Dove l’acqua è talmente bassa che si potrebbe andare a piedi da costa a costa.

2) In seguito alla sua scomparsa il suo ex socio, pur essendo scarso in italiano e in geografia è diventato ministro degli esteri.

3) Il PD, che ai pessimisti sembrava morto, mentre agli ottimisti solo in coma vigile, è stato rianimato da un potente defibrillatore (la prospettiva di tornare nella stanza dei bottoni) ed è riuscito a rialzarsi e a trascinarsi fino ai banchi del governo.

4) Niente in confronto con quello che è successo al Conte di Volturara Appula che da azzeccagarbugli di provincia, con il curriculum truccato, si è ritrovato, forse con l’aiuto di padre Pio, presidente del consiglio per la seconda volta .

E pensare che tanta gente non crede ai miracoli.