Guardie e ladri

Abrogazione del Testo unico delle disposizioni in materia di incandidabilità (Legge Severino) e di divieto di ricoprire cariche elettive e di Governo conseguenti a sentenze definitive di condanna per delitti non colposi.

Limitazione delle misure cautelari nel processo penale.

Separazione delle carriere dei magistrati.

Partecipazione dei membri laici a tutte le deliberazioni del Consiglio direttivo della Corte di cassazione e dei consigli giudiziari.

Abrogazione di norme in materia di elezioni dei componenti togati del Consiglio superiore della magistratura.

Questi quesiti vi ricordano qualcosa? Sicuramente vi sono famigliari visto che i concetti che esprimono li avete sentiti ripetere migliaia di volte negli ultimi 28 anni.

Nemmeno la pandemia è riuscita a metterli da parte. A farli tornare di attualità ci aveva pensato la ministra Cartabia con la sua riforma della giustizia che aveva suscitato l’ennesima ondata di polemiche. 

Tutto era cominciato all’inizio degli anni novanta con la  breve stagione di Tangentopoli in cui le guardie inseguivano i ladri. 

Ma poi, a poco a poco, la situazione si era invertita e i ladri avevano cominciato ad inseguire le guardie. 

Questi quesiti referendari, che dovremmo votare il 12 Giugno prossimo, promossi da Lega e Radicali con l’appoggio di Forza Italia, nel loro linguaggio legal-burocratico vorrebbero trasformare in legge questo semplice concetto, mettendo sotto il controllo del governo il potere giudiziario. 

Nonostante sia ormai fuori tempo massimo questo referendum e le sue finalità interessano ancora parecchio ad alcuni politici, anche se fino ad ora non ne hanno parlato molto. Forse contano sull’effetto sorpresa.

Infatti molti elettori entreranno nei seggi convinti di votare solo per l’elezione del sindaco e, invece, si ritroveranno in mano altre cinque schede con su scritte cinque domande formulate poco chiaramente. 

Potrebbero anche decidere di votare e magari di votare si?

Piuttosto improbabile. Così come improbabili sono i politici promotori e sostenitori del referendum.

3 pensieri su “Guardie e ladri”

    1. Anzitutto, bentornato da queste parti. Quello che mi chiedi richiederebbe ben altro spazio che quello di un commento su un blog.
      Comunque in estrema sintesi Tangentopoli, arrivata poco dopo la caduta del muro di Berlino, aveva suscitato in me e tanti altri la speranza di un cambiamento, ovviamente in meglio. C’era chi sperava che una volta sparita la Dc la sinistra avrebbe avuto campo libero. Invece arrivò Berlusconi a sbarrargli la strada. Non solo, la corruzione, una volta passata la paura, riprese vigore. Con una differenza non trascurabile, che prima i soldi delle tangenti finivano nelle casse dei partiti, mentre dopo sono finite per lo più nelle tasche dei politici.
      Che non erano più quelli di una volta perché Tangentopoli aveva fatto uscire di scena i politici di prima fila che hanno così lasciato il posto alle seconde e alle terze file. Infatti oggi, ormai, abbiamo solo politici di quart’ordine.
      Insomma le rivoluzioni, specie se incompiute come le nostre, a volte sono controproducenti. Tangentopoli sembrava l’inizio di una nuova promettente stagione, di una primavera italiana.
      Invece, ancora oggi, come cantava Battiato nel 1991 in “Povera patria”, la primavera tarda ad arrivare.
      Ciao,. A presto.

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