Figure e figuracce

La guerra fa tante vittime, militari e soprattutto civili, purtroppo. Ma anche qualche politico finisce per risentire del fragore della battaglia anche se non vi partecipa attivamente. Non rischia certo la vita, ma molto spesso, con le sue iniziative rischia di peggiorare l’immagine che aveva dato di se. A cominciare da chi era già scivolato in basso e ha colto l’occasione per cadere ancora più giù. Primo tra tutti l’ex capitano che, da persecutore di migranti, si è trasformato in ambasciatore di pace e protettore dei profughi. Ma un sindaco con buona memoria gli ha rinfacciato i suoi trascorsi putiniani. Ultimo autogol di una ormai lunga serie. 

Intanto quasi tutti gli altri politici sono scesi sul piede di guerra indossando prontamente un elmetto, naturalmente a stelle e strisce. Siamo più filo americani di settant’anni fa. Perfino Enrico Letta con i suoi modi da curia vescovile ha approvato senza indugio l’invio di armi al fronte e l’aumento delle spese militari sorprendendo e lasciando perplessi molti dei suoi già pochi estimatori.

Al senatore a cinque stelle Vito Petrocelli è andata molto peggio. Il suo rifiuto di votare i cosiddetto decreto Ucraina e le sue dichiarazioni troppo filo russe gli sono costai l’espulsione dai cinque stelle e la possibilità di perdere la presidenza della commissione esteri del senato.

Anche fuori dai palazzi c’è chi non se la passa molto bene. Ad esempio il prof. Alessandro Orsini, che viene continuamente accusato di intelligenza col nemico.

Ma è in buona compagnia. Anche papa Francesco è stato accusato da Ernesto Galli della Loggia, prima di essere filo russo e poi di non aver assunto una posizione chiara. Tutto per aver auspicato la pace e non la guerra.

Dopo di lui la vittima più illustre di questo conflitto è senz’altro il gran ragioniere Draghi. Tutti dicevano che era il nostro garante in Europa, ma, evidentemente, a Bruxelles nessuno lo sapeva. Infatti lo hanno ignorato. Allora lui, per dare un segno della sua presenza, ha pensato bene di chiamare Putin per chiarire la faccenda del pagamento in rubli del gas che viene dalla Russia.

Ma poi, nella successiva conferenza stampa, ha ammesso di non aver capito bene come stanno le cose. Brutta figura per uno che, da sempre, fa il banchiere e al denaro dovrebbe dare del tu. Questa dichiarazione, insieme ad altre non proprio felici, come quella che quest’estate dovremo scegliere tra la pace e il condizionatore acceso, a qualcuno potrebbe far venire un sospetto.

Ci siamo giocati un altro Supermario?

3 pensieri su “Figure e figuracce”

  1. Non sono un fan di Draghi ma mi tocca ammettere che è l’unica figura in questo momento storico a poterci darci un minimo di peso nei rapporti internazionali. E non mi riferisco alla guerra.

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    1. Lo credeva anche lui. Ma dopo la mancata elezione a presidente della repubblica e lo scoppio della guerra che lo ha visto costretto ad eseguire gli ordini degli americani, ha cominciato ad avere dei dubbi. Ma il resto della compagnia sta anche peggio di lui. Non siamo messi molto bene. Ciao. Grazie del commento.

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