Mediocrità

Non so voi, ma io vorrei parlare d’altro. Dopo due anni di pandemia trasmessa a reti unificate 24 ore su 24, sarebbe bello ricominciare a parlare delle nostre vite, delle nostre aspettative, e della mediocrità dei nostri governanti. Ad esempio in Giugno ci saranno le elezioni comunali in diverse città e i partiti cercano faticosamente candidati. Il metodo è diverso da sinistra a destra. Dalle parti del PD usano ancora il metodo inaugurato con la nomina di Veltroni a segretario: vai avanti tu che ci scappa da ridere. A destra, invece, fedeli alla linea ecologica. spesso riciclano personaggi già noti al pubblico e alle cronache giudiziarie.

Prima la pandemia e adesso la guerra hanno relegato queste notizie sui giornali locali. Sembra che sia passato un secolo da quando i partiti erano in campagna elettorale permanente e in tutti i talk show si parlava di tutto tranne che dei problemi, nazionali o locali. Si preferiva rilanciare e commentare le sparate quotidiane della Lega sui migranti per stimolare il nostro razzismo latente.

Si enfatizzava un problema per nascondere la mancanza di idee. Da queste parti si segue ancora questo schema. Fino a tre settimane fa i giornali locali erano pieni di resoconti sulle malefatte delle cosiddette baby gang. Bande di adolescenti che si azzuffavano tra di loro, rompevano vetrine, si rincorrevano per le vie del centro, spacciavano droga, minacciavano i passanti e via delinquendo. I giornali locali avevano pubblicato varie lettere di associazioni e cittadini terrorizzati. 

Qualcuno aveva paragonato addirittura la città al Bronx e invocava la linea dura, da parte delle forze dell’ordine. Ovvero la galera per i giovani teppisti italiani e un bel foglio di via per i ragazzi stranieri che, a quanto pare, farebbero parte in gran  numero delle bande. Qualcuno, ogni tanto, provava a dire che, prima di tutto, bisognerebbe capire i motivi del fenomeno, ma, di solito, veniva immediatamente zittito se non insultato.

Insomma la tendenza era quella di soffiare sul fuoco ed ingigantire il fenomeno. In tempi normali, forse, non sarebbe andata così, ma le elezioni comunali si avvicinavano e quindi la tendenza sembrava destinata a durare. Con la destra che proponeva il pugno di ferro e la sinistra che stava a guardare. Ogni tanto le baby gang tornano nelle cronache, ma più di rado. La guerra le ha fatte passare in secondo piano.

Ma non appena finirà, probabilmente, torneranno protagoniste, almeno fino alle elezioni. Dopo di che, le loro allarmanti imprese faranno la fine dei cinghiali che, qualche mese fa, avevano invaso Roma e che il giorno dopo le elezioni erano improvvisamente spariti.

Tuttavia il disagio giovanile resterà e i ragazzi continueranno ad essere considerati un problema e non una risorsa. 

Quindi dopo la guerra e la pandemia torneremo a fare i conti con la mediocrità dei politici che non ha proprio niente di aureo.

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