Venti di guerra

Venerdì scorso mi era giunta voce che i carabinieri erano entrati in un supermercato e avevano preso in custodia un ragazzo ucraino perché era stato richiamato in patria a combattere contro i russi.

Lui non ne era affatto entusiasta perché avrebbe dovuto lasciare moglie e figli con la concreta possibilità di non tornare più. Appena l’ho saputo mi sono attaccato al telefono per avere conferma della notizia, ma non ho trovato riscontri.

Qualcuno ha avanzato l’ipotesi che il ragazzo avesse qualche problema con il permesso di soggiorno, ma niente di drammatico.

Ieri, mentre ero in fila alla cassa di un altro supermercato, ho sentito un botto e subito dopo un altro. Pochi secondi dopo, io ed altri clienti abbiamo visto pioverci addosso un liquido bianco e schiumoso. Sono seguiti attimi di panico. Qualcuno ha urlato e parecchi si sono allontanati velocemente. Poi il silenzio.

Finché è arrivato un addetto alle pulizie che ha raccolto i resti di due grosse bottiglie di birra che cadendo da un carrello si erano stappate facendo uscire a spruzzi tutta la birra.

I venti di guerra sono arrivati anche qui. 

1 commento su “Venti di guerra”

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