PIL over

“Non troveremo mai un fine per la nazione né una nostra personale soddisfazione nel mero perseguimento del benessere economico, nel continuo accumulo di beni terreni.

Non possiamo misurare lo spirito nazionale sulla base dell’indice Dow-Jones, né i successi del paese sulla base del Prodotto Interno Lordo.

Il PIL comprende anche l’inquinamento dell’aria e la pubblicità delle sigarette, e le ambulanze per sgombrare le nostre autostrade dalle carneficine dei fine-settimana.

Il PIL mette nel conto le serrature speciali per le nostre porte di casa, e le prigioni per coloro che cercano di forzarle. Comprende programmi televisivi che valorizzano la violenza per vendere prodotti violenti ai nostri bambini. Cresce con la produzione di napalm, missili e testate nucleari, comprende anche la ricerca per migliorare la disseminazione della peste bubbonica, si accresce con gli equipaggiamenti che la polizia usa per sedare le rivolte, e non fa che aumentare quando sulle loro ceneri si ricostruiscono i bassifondi popolari.

Il PIL non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione o della gioia dei loro momenti di svago. Non comprende la bellezza della nostra poesia o la solidità dei valori familiari, l’intelligenza dei nostri dibattiti o l’onestà dei nostri pubblici dipendenti. Non tiene conto né della giustizia nei nostri tribunali, né dell’equità nei rapporti fra di noi.

Il PIL non misura né la nostra arguzia né il nostro coraggio, né la nostra saggezza né la nostra conoscenza, né la nostra compassione né la devozione al nostro paese. Insomma misura tutto, in breve, tranne quello ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta.”

Questo è un discorso che Robert Kennedy pronunciò nel marzo del 1968 poche settimane prima di essere assassinato. MI sembra che sia ancora decisamente attuale in un mondo dove il PIL è diventato un totem al quale si sacrifica tutto, anche le vite umane.

5 pensieri su “PIL over”

  1. sai che fino alla fine pensavo lo avessi scritto tu ed ero lì ad occhi spalancati in ammirazione! Quanto è vero! Il PIL non è certo l’indice del nostro benessere inteso in senso di bene-essere. Peccato che il genere umano trascuri quanto ci costa tutta questa corsa alla ricchezza

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  2. Mi piacxe davvero l’ultima frase: Il Pil contiene tante cose, tranne ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta. Cosa rende una vita degna di essere vissuta?: Io credo sia fare un lavoro onesto, e guadagnarsi da vivere con dignità. E tu che dici?

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  3. Sono d”accordo. Ma purtroppo oggi trovare un lavoro dignitoso è difficile. Lo statuto dei lavoratori è diventato carta straccia e i nostri politici pensano solo al PIL. Ciao Spera, mi fa piacere rivederti da queste parti. A presto.

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