L’anno che verrà

Quest’anno orribile ci ha cambiato la vita. Abbiamo vissuto giorni di paura di ansia e di lutto.

Abbiamo combattuto la depressione con lunghe passeggiate intorno a casa, a volte scoprendo angoli che prima vedevamo scorrere veloci attraverso il parabrezza della macchina. 

Siamo anche diventati più animalisti. Non ho mai visto tanta gente portare a spasso il cane come quest’anno. Alla sera, nel prato avanti a casa, vedevo scie luminose disegnare traiettorie casuali. Ma non erano ufo, bensì i collari luminosi di joggers a quattro zampe.

Mi era venuto il sospetto che qualcuno li affittasse.

Anche il nostro sentimento del tempo è cambiato. Mentre prima i giorni e le settimane passavano veloci piene di impegni di ogni tipo, durate il lockdown passavano lenti, a volte noiosi. Prima avevamo l’impressione di viaggiare su un treno ad alta velocità, mentre dopo ci sembrava di essere su un accelerato di quelli che si fermano in ogni più piccola stazione.

Costretti a passare gran parte delle  nostre giornate tra quattro mura ci siamo attaccati alla televisione e alla rete e ne abbiamo abusato fino a consumare in nostri dispositivi elettronici.

Infatti durante il black friday davanti ai negozi di elettronica c’era la fila, come nei supermercati durante il lockdown primaverile. Dopo tutto avevamo bisogno di farci qualche piccolo regalo e quale scusa migliore del fatto che sta per cambiare il segnale digitale della tv e che il nostro smartphone o tablet spremuto fino all’ultimo giga è frusto e ormai obsoleto perché prima o poi arriverà il superveloce 5G?

Non potendo andare al ristorante abbiano fatto la fila al mac-drive o ci siamo fatti consegnare il pasto a  casa. Oppure, convinti dall’esercito di chef che impazza in tv e in rete, abbiamo cominciato a cucinare. Magari il gusto non ci ha guadagnato, ma, almeno, abbiamo passato qualche ora senza pensare al virus e ai suoi effetti collaterali. 

Primo fra tutti l’arrivo dei tanti esperti  che non avevano niente da dire e non sapevano come dirlo. Ma volevano dirlo lo stesso. 

Con il passare dei mesi le nostre vite sono diventate scolorite e strappate come le bandiere messe sui balconi a Marzo.

Ma poi è arrivato Babbo Natale che ci ha portato in dono tante dosi di vaccino surgelato. Speriamo che funzioni!

A proposito, adesso si è levato un coro di critiche alla Pfizer per i suoi precedenti penali. Tutto vero. Però, come fa notare una battuta che gira in rete, quando la stessa Pfizer ha prodotto il Viagra, nessuno ha sollevato obiezioni.

Comunque se questo vaccino non vi convince ne stanno arrivando altri e magari potremo scegliere quello che ci piace di più.

In attesa che arrivi la Befana che potrebbe infilare nelle nostre calze qualcosa che prima vista potrebbe sembrare una caramella e invece è una pillola. Dicono che sia in grado di stroncare la malattia sul nascere. Un’arma letale per uccidere il maledetto virus. Chissà!

Intanto speriamo che nel 2021 il fiume delle nostre vite torni a scorrere tranquillo senza incontrare rapide o cascate.

Buon Anno a tutti!

7 pensieri su “L’anno che verrà”

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