Un’estate al mare

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Pensavamo non fosse possibile oppure che si rivelasse una esperienza terribile. Solo un paio di mesi fa si ipotizzavano spiagge trasformate in labirinti di plexiglas, ristoranti e spiagge semi deserti per via del distanziamento sociale e negozi in crisi con le saracinesche abbassate per sempre. Insomma, addio vacanze.

Proprio quest’anno che, contrariamente al solito, mia moglie aveva scelto la meta, San Vincenzo in toscana, e anche l’albergo già a Gennaio. Mancavamo dal mare da un paio di anni e ne avevamo nostalgia. Poi l’epidemia ha cancellato tutto. Però nelle ultime settimane dopo le varie fasi, (a proposito siamo ancora in fase due o siamo arrivati alla fase tre?), la situazione è migliorata parecchio nonostante le previsioni funeste di tanti pseudo esperti.

Così, qualche giorno  prima dell’inizio delle ferie, abbiano provato a cercare un posto di mare dove passare qualche giorno. Tramite Booking o simili non abbiamo trovato posto e allora abbiamo telefonato ad un albergo che conoscevamo. Era disponibile una sola camera, per di più piccola, ma l’abbiamo presa lo stesso. In effetti piccola lo era e il bagno ancora di più, ma c’era il balcone con vista mare, quindi non ci siamo lamentati.

L’albergo era pieno e la spiaggia non troppo affollata. Alla sera le strade del paese erano animate, ma senza assembramenti degni di nota. Albergatori, ristoratori e commercianti ci sono sembrati più gentili e disponibili del solito. Anche due fratelli che gestiscono un ristorante in centro, bravi e buoni, ma dai modi solitamente piuttosto burberi.

Certo non erano eccitati come qualche anno fa, quando a poche miglia dalla spiaggia erano ormeggiati due giganteschi yacht di altrettanti oligarchi russi. Secondo il giornale locale, avrebbero potuto fare il bagno nei dollari come Paperone e tutti speravano di averli come clienti.

Insomma è andato tutto bene. Non ho nemmeno preso il solito eritema solare.
Solo le mascherine ci ricordavano il virus. Per il resto, tutto normale, anzi di una inaspettata normalità.

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