Social blackout

Twitter

Qualcuno ha spento i social media. Twitter, Facebook e i vari Blog sono improvvisamente spariti.

Per certi politici è stato un duro colpo. Sono stati costretti a organizzare di nuovo conferenze stampa, a fare la fila davanti a taccuini, microfoni e telecamere.

Ma la fatica più grande è stata quella di dover pensare prima di rilasciare dichiarazioni. Invece di lasciare scorrere sulla tastiera le loro dita che, molto spesso, sono più veloci del loro cervello.

Tuttavia, una volta superato lo shock, qualcuno, che fino a ieri era un produttore seriale di tweet e dirette Facebook, ha rispolverato il metodo adottato a suo tempo da Francesco Cossiga, detto il picconatore.

Il quale tutte le mattine all’alba telefonava a Radio Rai per lanciare il messaggio del giorno, che successivamente faceva il giro delle televisioni.

Più il messaggio era dirompente e più veniva ripreso e commentato.

Esattamente come succedeva con i tweet che, però, avevano il vantaggio di arrivare immediatamente a destinazione e senza nessuna mediazione.

Funzionavano come l’innesco di una bomba o, più spesso, di un petardo, che, dopo l’anteprima sul web,  esplodeva in tv per raggiungere il grande pubblico, quello formato in maggioranza, stando alle statistiche, di over 60 che non hanno molta dimestichezza con i mezzi digitali.

Invece adesso è tutto più lento e meditato. Un pò come se si fosse passati dalla musica da discoteca ai lenti degli anni settanta.

Ma ovviamente, era solo un sogno.

O meglio, un sogno per alcuni, un incubo per altri.

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