In fondo a destra

“Se qualcuno vi chiede dove sta andando l’Italia o dov’è il bagno non potete che rispondere:”In fondo a destra.” E’ senza dubbio il percorso più facile da seguire. Anche in macchina è più facile e sicuro girare a destra. Girare a sinistra è decisamente più pericoloso.

Altrettanto difficoltoso è fare il politico di sinistra ai tempi del sovranismo. Infatti se chiedete ad un elettore di sinistra qual è la differenza fra un politico di destra e uno di sinistra, vi risponderà che quello di destra ruba ai poveri per dare ai ricchi. Mentre quello di sinistra fa lo stesso, ma promette di rubare ai poveri il meno possibile. Dice che agisce così a malincuore perché c’è la crisi e tutti, anche i poveri, devono fare qualche sacrificio.
Ma solo finché la situazione non migliorerà.Intanto però i sacrifici richiesti ai poveri continuano e la crisi anche.

Questo fatto, probabilmente, ha messo in fuga parecchi elettori di sinistra.

Un elettore di destra, invece, se è ricco, aspetta felice che arrivino i soldi che gli hanno promesso, mentre se è povero è convinto che i ricchi, prima o poi, daranno un po’ di soldi anche a lui.
Quindi per un politico di destra la vita è più facile. Basta promettere tagli delle tasse ai ricchi, una piccola concessione ai poveri come quella di un possibile pensionamento anticipato, e il gioco è fatto.

Un altro punto dolente per un politico di sinistra è quello dell’accoglienza e della solidarietà. Di solito ne parla il meno possibile e quando lo fa usa toni bassi perché i sondaggi sconsigliano di mostrarsi troppo disponibili nei confronti degli stranieri e dei migranti. In effetti lottare contro i pregiudizi è come navigare controcorrente.

Mentre al politico di destra basta lasciarsi trasportare dalla corrente e, quando si presenta l’occasione, apre il vaso di Pandora delle fake news e dei tweet al veleno per scatenare tempeste di like e piogge di voti.”

Questa è la fedele trascrizione del pensiero di un ex militante iscritto ad una sezione del PCI prima e del PDS poi, che era a due passi da casa mia. La sezione è stata chiusa una ventina di anni fa.

Al suo posto oggi c’é un bar che si chiama Happy Relax. Una volta ci sono andato a prendere un caffè e, sbirciando tra la lista dei cocktail ne ho visto uno a base di rum chiamato Allende. Nome strano per un cocktail, ho pensato. Ma poi mi sono ricordato che la vecchia sezione del partito si chiamava così in onore di Salvador Allende.

3 pensieri su “In fondo a destra”

  1. Una perfetta fotografia della situazione politica odierna che descrivi così magistralmente. Un piccolo aneddoto risalente ai tempi di Alliende: ad una Festa dell’Unità al bar con un vecchio compagno sono rimasto letteralmente scandalizzato bevendo un Cuba Libre e scoprendo che era a base di Coca Cola mentre mi aspettavo di bere qualcosa di rivoluzionario: mai più bevuto Cuba Libre!

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  2. La sinistra una volta era falce e martello, due simboli ben chiari. Poi è arrivato l’olivo e si è spremuto tutto insieme. Un bel mix multicolore che non ha convinto nessuno. La sinistra prima era tute blu ma adesso son fighetti figli di papà che difendono la povertà che non hanno mai conosciuta. Ecco perchè la gente non ci crede più alla sinistra. 😐

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