Il lattaio

Da quando è nato il nuovo governo i giornali principali, in particolare quelli del gruppo Gedi, sono passati all’opposizione. Ogni giorno le loro cronache politiche fanno le pulci ai provvedimenti del governo Meloni. Stranamente ma non troppo, quello che esprime la critiche più feroci è l’Huffpost, la testata più a destra delle tre.

Alcuni dei suoi opinionisti arrivano a definire i politici al governo caricature di se stessi impegnati a inscenare una imbarazzante operetta che ogni giorno si arricchisce di episodi tragicomici. 

Repubblica e la Stampa non arrivano a tanto, ma sono comunque molto critici sui provvedimenti del governo. Anche Domani si è schierato contro il governo. A tal punto che Meloni lo ha querelato.

Che siano tutti diventati improvvisamente di sinistra? La Meloni ha fatto il miracolo? Oltre a quello di far sparire il Covid?

La realtà, forse, è molto più semplice. Gli editori e i loro finanziatori  non vedono di buon occhio la Meloni. Certo è di destra e questo va bene, ma è un pò troppo di destra e non lo nasconde. Cosa che può generare tensione sociale e, magari, anche se adesso appare una prospettiva remota, ridare vita ad una sinistra piuttosto spenta.

Poi, cosa molto importante, potrebbe non distribuire i soldi del Pnrr  ai soggetti giusti. Insomma la vedono come un’intrusa, una mosca nel latte dei loro affari.

Perché il loro lattaio preferito, adorato, era Draghi. E sperano che ritorni in persona o con un suo fidato collaboratore. Altro che sinistra.

Law and order

Riassumendo. I giovani non potranno più andare ad alcun rave, raduno o festa non autorizzata a fare danni, ubriacarsi e drogarsi. Non potranno nemmeno oziare tutto il giorno e, magari, manifestare contro il governo come hanno fatto finora.

Dovranno invece studiare e anche molto e i più meritevoli saranno premiati. Anche se, quali saranno i premi, ancora non si sa. 

Se, invece, non studiano, o lo fanno troppo svogliatamente, dovranno trovarsi velocemente un lavoro, invece di vivere a carico dello stato.

Chi ha intenzione di sposarsi dovrà farlo in chiesa e non in comune come fanno i miscredenti.

Dovremo avere più figli per contrastare il crescente numero di stranieri che vivono nel nostro paese.

Intanto il governo farà in modo che non ne arrivino altri ,rimpatriando prontamente quelli che arrivano sulle navi guidate da pericolosi criminali in combutta con i trafficanti di esseri umani.

Potremo pagare in nero e, ovviamente, in contanti artigiani e professionisti ai quali ci rivolgiamo. Così noi risparmieremo l’iva e loro non rischieranno di salire ad una soglia di reddito più alta. E’ sempre successo, ma adesso sarà quasi legale.

Tutti noi saremo tenuti a consumare solo cibo italiano di qualità. Se è caro non importa. Con i cospicui aumenti di pensioni e stipendi ce lo potremo permettere.

Smetteremo di fumare perché, oltre che alla salute, il fumo fa male anche al portafoglio, visto che un pacchetto di sigarette aumenterà di settanta centesimi.

Mentre le bollette sono già aumentate da tempo, ma con l’aiuto del governo potremo pagarle e anche in comode rate. Almeno finché i prezzi di gas e luce non torneranno ai valori prebellici: Anche allora non erano poi così bassi, ma questo è solo un dettaglio.

Insomma il nuovo governo sta mettendo, a poco a poco, le cose a posto. La legge e l’ordine sono stati ristabiliti.

La scatola

La confusione regna sovrana in casa PD. Il più confuso sembra essere Letta, segretario terminale. Ha dichiarato che farà opposizione a quelli che, invece di fare opposizione al governo, non perdono occasione per fare opposizione all’opposizione.

Tradotto voleva dire che si opporrà al duo liberal kitsch Renzi-Calenda. Aveva cercato di dividerli offrendo a Calenda un numero spropositato di seggi. Sapeva che Renzi da solo avrebbe avuto  poche probabilità di essere rieletto. Ma Calenda con un ennesima giravolta aveva disdetto l’accordo già sottoscritto. 

Quindi, se prima ne odiava uno, adesso li odia entrambi. Povero Letta.

Renzi è diventato la sua bestia nera. Se non arriva presto qualcuno a prendere il suo posto rischia di finire come l’ispettore capo Dreyfus che odiava Clouseau fino alla pazzia nei film della Pantera Rosa.

Al congresso di Marzo mancano ancora quattro mesi e, nel frattempo, deve comunque fare il segretario. Impresa non facile. Infatti dopo la batosta elettorale, sembra che stia facendo il facente funzione di se stesso.

La sua ultima iniziativa è stata quella di convocare iscritti, simpatizzanti e passanti per tre sabati per  discutere su come riempire di idee la scatola della sinistra, o meglio, quello che è rimasto della sinistra. Si è accorto anche lui che il PD attuale è proprio questo: una scatola vuota.

Ma quel che è peggio, è che nessuno sa cosa metterci dentro.

La perdita

Venerdì scorso, nel pomeriggio, sono sceso in taverna per prendere un libro Stavo per uscire quando ho alzato lo sguardo e ho visto una scena raccapricciante: tanti rigagnoli d’acqua che scorrevano lentamente, ma minacciosamente, su una parete facendo un pericoloso slalom tra due derivazioni dell’impianto elettrico.

Ho capito subito qual era il problema perché si era già presentato anni fa. Al piano di sopra c’è un bagno che aveva la cassetta dello sciacquone incassata nel muro. Soluzione senza dubbio elegante, ma non priva di rischi a lungo termine. Infatti, dopo anni di onorato servizio, la cassetta si era bucata e lasciava filtrare l’acqua nel muro sottostante.

Allora avevo chiamato l’idraulico di quartiere che aveva montato una cassetta esterna, soluzione magari meno elegante, ma più funzionale in caso di guasto. L’acqua però veniva sempre dal rubinetto della vecchia cassetta incassata nel muro. Sono corso subito a controllare e ho visto che il rubinetto aveva ceduto e lasciava zampillare l’acqua nella vecchia cassetta bucata. Ho provato a stringere  una paio di viti, ma sono riuscito solo a diminuire e non ad eliminare la perdita.

Ormai erano le quattro del pomeriggio e rischiavo di passare il fine settimana senza acqua né riscaldamento e, magari. anche senza luce se l’acqua avesse raggiunto le due derivazioni dell’impianto elettrico. Allora ho subito chiamato il negozio dell’idraulico di quartiere, ma una voce metallica  mi ha detto che il numero era inesistente. Allora ho provato a chiamare il suo cellulare, ma anche questo numero era inesistente. Scomparso, svanito nel nulla.

Allora ho chiesto aiuto alla vicina di casa che ha fatto rifare il bagno di recente. Mi ha dato i numeri di un paio idraulici, ma entrambi erano molto impegnati e, nonostante avessi descritto la situazione con toni apocalittici., si sono limitati a dire che sarebbero passati forse la settimana seguente a dare un’occhiata.

Ormai erano le sei e nessuno mi avrebbe più risposto. Allora ho pensato di chiudere il rubinetto che porta l’acqua nel bagno. Dopotutto al piano di sotto c’è un altro bagno e quindi, nel  frattempo, si poteva usare quello. Ma nessuno aveva chiuso quel rubinetto da almeno trent’anni e al primo quarto di giro ha cominciato a gocciolare, così ho dovuto richiuderlo subito.

A quel punto non avevo più risorse. Ho cominciato una disperata ricerca su internet e ho trovato una ditta di idraulica a poco più di un chilometro da casa mia. C’era anche scritto che avrebbe riaperto il mattino dopo alle otto. Pur sapendo che queste indicazioni, a volte, sono errate, il mattino dopo alle otto e zero cinque ho telefonato. Una voce gentile mi ha risposto che avrebbe mandato qualcuno nel pomeriggio. Ho lasciato il mio numero con um filo di speranza. Non potevo fare altro.

Mi è venuta in mente una vecchia battuta di Woody Allen:” Non solo Dio non esiste. Provate a cercare un idraulico nel week end.” Invece alle dieci mentre ero in taverna in ansiosa contemplazione del muro ormai fradicio, mia moglie è scesa dalle scale con il mio cellulare in mano gridando:” C’é l’idraulico al telefono!”

Ho preso il telefono e gli ho dato le indicazioni per arrivare a casa mia, Poco dopo è arrivato e in pochi minuti ha eliminato la perdita. Poi è tornato lunedì per cambiare il rubinetto difettoso. Problema finalmente risolto.

Alla fine ho pensato che se esiste Dio non lo so, ma un idraulico che lavora anche al sabato c’é, esiste, l’ho visto.

Eufemismi

“ Ma come parli! Chi parla male pensa male. Le parole sono importanti!”- diceva Nanni Moretti, alias Michele Apicella, in “Palombella rossa” ad una giornalista che aveva un’improbabile lessico postmoderno. 

Le parole, oltre ad essere importanti, sono anche lo specchio dei tempi. 

Ad un certo punto, alla fine del novecento, le parole che indicavano le categorie più svantaggiate cambiarono e furono sostituite da vari eufemismi.

Non si sa se accadde per riguardo, delicatezza o semplicemente per ipocrisia,

Fatto sta che i sordi, diventarono non udenti,  i ciechi non vedenti, gli handicappati, orribile espressione, disabili o diversamente abili e i drogati tossicodipendenti. Mentre i malati cronici e i vecchi sono diventati  da poco fragili. 

I poveri, invece, furono ribattezzati meno abbienti. 

Tutte queste definizioni sono arrivate fino ad oggi. Tranne una. I meno abbienti sono tornati ad essere poveri. 

Forse perché la povertà non è una malattia e quindi certi riguardi non sono necessari. Anzi, secondo il pensiero unico,, se sono poveri è colpa loro. 

Perché sono stati dei pessimi imprenditori della loro vita. Non sono riusciti a migliorare la loro misera condizione economica. Quindi bisogna ricordarglielo, per indurli all’iniziativa a farsi venire un’idea vincente. 

Magari qualcuno di loro si decide almeno a trovarsi un lavoro invece di limitarsi ad incassare il RDC e a passare le giornate sul divano.

Largo ai giovani

Tempo fa avevo letto un articolo dove si diceva che nel terzo millennio è in atto una guerra, combattuta con le armi dell’economia e delle leggi, che vede contrapporsi i vecchi e i giovani. 

I protagonisti sarebbero un gruppo, non meglio identificato, di anziani che detengono il potere . Invidiosi, rancorosi e anche un po’ sadici, farebbero di tutto per rendere la vita difficile ai giovani. 

Certo in Italia nel secolo scorso si parlava spesso di gerontocrazia, di politici che non volevano lasciare il posto ai giovani. 

Ma poi tangentopoli aveva rimescolato le carte facendo uscire di scena molti di loro. Quindi sono arrivati altri politici più giovani, che allora erano considerati il nuovo che avanzava. 

Trent’anni dopo tanto nuovi e tanto giovani non sono più, ma sono ancora al potere. Infatti anche l’età media dei componenti del nuovo governo è piuttosto alta e non sembrano intenzionati a cedere il posto ad altri più giovani.

Comunque non sembra che abbiano preso di mira i giovani  per questioni anagrafiche e generazionali. Questo è un governo di destra duro e puro che vede giovani come potenziali sovversivi. Soggetti pericolosi che potrebbero ribellarsi al nuovo ordine costituito.

Le manganellate alla Sapienza e il cosiddetto decreto anti rave sono segnali ben precisi in questo senso. 

Ma sotto traccia c’è  sempre la guerra dei ricchi contro i poveri che va avanti da decenni e che i ricchi hanno stravinto. 

Per questo, i figli dei poveri, dovranno accontentarsi di un’istruzione che non vada oltre la scuola dell’obbligo per poi  iniziare  lavori precari o di scarsa specializzazione.

Mentre gli altri i figli dei ricchi, che, notoriamente, sono più meritevoli dei poveri, avranno libero accesso all’università e alle professioni più prestigiose e remunerative.

Quindi largo ai giovani. Purché siano ricchi.

Scomparsi o quasi

Da mesi non si sente quasi più parlare dei complottisti.  Quelli che protestavano per la dittatura sanitaria. Quelli che sostenevano che le mascherine non solo erano erano inutili, ma anche nocive per la salute. Che i vaccini  erano  pericolosi e contenevano microchip che ci avrebbero fatto diventare  automi in balia di Bill Gates e soci.

Quelli che denunciavano il complotto globale di di Big Pharma e protestavano per il green pass perché discriminante e inconstituzionale. 

Così ho fatto un giro sui social e sui canali tv che li ospitavano fino a qualche tempo fa.

In  tv quasi niente, mentre sui social ho trovato solo vecchi argomenti. Come quello della finta siccità estiva inventata dal governo Draghi per  chiuderci di nuovo in casa. Mentre, in realtà, i fiumi  e ruscelli straripavano.

E pensare che solo qualche mese fa i complottisti, ed in particolare i no vax, erano ospiti fissi  dei talk show insieme ai vari virologi infettivologi ed epidemiologi per un malinteso rispetto della par condicio, ma con grande rispetto per l’audience. Mentre adesso, con il virus che sembra in ritirata, i famigerati esperti si vedono sempre meno e con loro i no vax. 

Infatti su social e tv ho trovato ben poco. Ho pensato che, forse, dopo la frenetica attività della pandemia si fossero concessi un periodo di riposo oppure avessero avuto un momentaneo vuoto di idee.

Ma poi mi è venuto un dubbio: Forse ho guardato nei posti sbagliati. Magari avrei fatto meglio a cercare tra i membri del nuovo governo.

Il sogno di B

L’hanno accusato di intelligenza col nemico e di far traballare il governo ancora prima che nascesse. Hanno persino messo in dubbio la sua salute mentale. Secondo i giornali anche i suoi due figli Mediaset sarebbero preoccupati per le dichiarazioni dell’anziano genitore e avrebbero cercato di farlo ragionare pregandolo di starsene tranquillo in parlamento a curare gli interessi dell’azienda come ha sempre fatto.

Ma lui l’ex Cav. guarda avanti e vuole lasciare un segno nella storia e non solo nella cronaca giudiziaria. Visto che al governo non potrà fare molto e che, delle sue pendenze giudiziarie residue se ne occuperà, probabilmente con zelo, il nuovo ministro della giustizia, può dedicarsi ad imprese più difficili e più nobili.

E quale obiettivo è più nobile della pace? Secondo i suoi più stretti collaboratori, infatti, il suo sogno non è più quello di creare un milione di posti di lavoro o di piantare un milione di alberi. Questa volta punta più in alto. Dopo aver riallacciato i rapporti con il suo amico Putin vorrebbe incontrarlo per convincerlo a cessare le ostilità in Ucraina.

Come pensi di fare non si sa. Forse tenterà di farlo ubriacare con il lambrusco, o con il prosecco. Oppure organizzerà cene eleganti al Cremlino con le ex olgettine, Poi , se tutto questo non bastasse, potrebbe sempre ricorrere alle sue famose barzellette.

Ma qualunque strategia abbia in mente, se riuscisse nell’impresa, sa che potrebbe ottenere la riconoscenza di italiani ed europei. Potrebbe essere un successone. Poi, magari, chissà, potrebbe anche scapparci il nobel per la pace.

Ma, per, adesso questa sembra solo una vaga idea, un sogno, che potrebbe diventare l’ultimo spettacolo di un vecchio attore del teatrino della politica, oppure l’ennesima barzelletta.

Anniversario

Word press mi ricorda che scrivo su questo blog da quattro anni. L’avevo aperto prima, ma preso da impegni più pressanti, avevo lasciato perdere dopo aver scritto solo quello che avevo intenzione di fare.

Poi, parecchi mesi dopo, ho ricevuto alcuni like e mi sono accorto che, anche in mia assenza, c’erano state parecchie visualizzazioni. Insomma qualche traccia di vita. Allora ho cominciato a pubblicare post più o meno regolarmente..

Man mano ho avuto modo di conoscere, sia pure virtualmente, tante persone, tante storie, e tanti punti vista. Tutti interessanti. Ogni tanto qualcuno se ne va e qualcun altro arriva, come in un porto di mare.  Tra  i nuovi arrivi ci sono alcuni scrittori che invidio per la costanza e la fantasia.

Anch’io anni fa avevo scritto una serie di racconti che, però, sono stati rifiutati da ben otto case editrici. In seguito ho scritto un romanzo, e un altro a cui sto lavorando.

Ma, non li ho ancora fatti leggere a nessuno perché non ne sono del tutto soddisfatto. O, forse, come diceva un mio vecchio direttore, “perché c’è il rischio che se ti metti a nudo, qualcuno leggendoti capisca che sei un po’ scemo.” In attesa di di superare il dilemma sto studiando da corsivista scrivendo sul blog insieme a voi.  

Insieme siamo sopravvissuti al Covid e adesso dovremo sopravvivere al governo del presidente Meloni. Anche questa sarà una bella sfida. 

Vorrei ringraziarvi tutti uno per uno, ma sarebbe un elenco lungo e rischierei di dimenticare qualcuno. Quindi un grande grazie a tutti per avermi seguito nonostante mi occupi spesso di politica, un argomento che ha ben poco a che vedere con la letteratura e la poesia. Argomenti di cui molti voi si occupano con passione e dedizione.

Amici e nemici

Non passa giorno senza che l’ex Cav non faccia parlare di se.

Gli piace ancora troppo stare al centro del palcoscenico mediatico mentre il nascituro governo proprio non gli piace. Uno spettacolo che non lo vede protagonista non lo sopporta. Anche la Meloni non sembra essergli molto simpatica.

Così per metterla in difficoltà ha pensato bene di rinverdire la sua amicizia con Putin. Dopo tutto non si era solo fatto fotografare in sua compagnia con un voluminoso colbacco in testa, ma aveva anche ospitato più volte le sue figlie a villa Certosa, in Sardegna, per le vacanze estive.

Molti pensano che sia ormai fuori controllo. Anche i figli sembrano preoccupati, ma questa volta, secondo alcuni, potrebbe non trattarsi  di uno svarione dovuto all’età. Il suo discorso sulle cause della guerra è stato chiaro, conteneva date e numeri precisi e lo ha portato a termine senza esitazioni. Non male per uno che riesce a malapena a raccontare barzellette.

Anche la richiesta di riserbo sembrava quella che si fa ad un conoscente o ad un collega di lavoro particolarmente pettegolo, quando gli si riferisce una notizia che si vuole far sapere in giro. In questo caso potrebbe essere uno dei neo deputati di FI che lo stavano ascoltando .Forse uno di quelli rimasti in piedi a causa della carenza di posti a sedere.

Un problema che anche l’ex Cav ha più volte sottolineato rivendicando lo stesso numero di poltrone della Lega che ha ottenuto più o meno lo stesso numero di voti  di FI, ma più seggi a causa del meccanismo intricato del rosatellum. 

Ma comunque vada l’ex Cav intende continuare a coltivare le sue amicizie. Per lui è una cosa normale che ha sempre fatto e poi ci tiene ad esser amico di tutti.La sua fortuna l’ha costruita così. 

Quindi non capisce, o finge di non capire, cosa ci sia di sbagliato nella sua amicizia con Putin.

Seguendo questa vicenda mi è tornato in mente un episodio di qualche settimana fa. Mentre tornavo a casa a piedi ho visto un’auto lanciarsi in un sorpasso nonostante il divieto. Poco dopo i vigili l’hanno fermata.

Dall’auto è sceso un signore di una certa età che ha subito chiesto perché l’avessero fermato. Il vigile gli ha fatto notare che aveva appena sorpassato una Panda. E il signore stupito ha sbottato:” E allora? E vietato sorpassare una Panda?.”