Viaggi della speranza

Questa epidemia non ha stravolto solo il nostro modo di vivere. Anche alcuni luoghi comuni sono finiti a gambe all’aria. Soprattutto quelli riguardanti il Sud.

Da tempo immemorabile chiunque voleva fare un’inchiesta sulla malasanità andava nel meridione e trovava ospedali nuovi, ma in stato di abbandono, carenza di personale e di posti letto, disorganizzazione, sprechi, formiche in corsia e via inorridendo.

Quando è cominciata l’epidemia tutti temevano che al suo arrivo a Sud avrebbe fatto sfracelli e invece, per fortuna, non è andata così. Anzi. La sanità in meridione non solo ha retto, ma può vantare eccellenti risultati. A cominciare dalla coppia di cinesi curati allo Spallanzani a Roma. Talmente soddisfatti della sanità e dell’ospitalità italiana che, forse, si stabiliranno qui.

Poi, come non citare, tra gli altri, quel signore bergamasco spedito a Palermo perché a Bergamo non c’era posto e perfettamente guarito.

Un vero viaggio della speranza in direzione contraria. Da non credere. Infatti il primo a non crederci è stato proprio lui. Quando si è svegliato ha pensato di essere stato rapito. Poi, quando ha saputo cosa gli era successo,, era molto felice e grato al personale dell’ospedale e alla città di Palermo che lo aveva accolto.

Ma questo non è stato un caso isolato. Altri pazienti del Nord sono stati curati con successo a Reggio Calabria, Campobasso, Catanzaro ecc.

Forse, una volta tornati a casa, non parleranno più male dei meridionali. Almeno per un po’.

Luci della ribalta

I gemelli diversi della politica italiana sono tornati per un giorno sotto le luci della ribalta. L’uno nella veste di imputato e l’altro nel ruolo di avvocato difensore. Uno schema classico visto migliaia di volte nelle serie poliziesche televisive, che riesce sempre ad attirare qualche affezionato spettatore.

Certo, gli osservatori più attenti ritengono che Renzi abbia salvato Salvini dal processo solo per fare l’ennesimo dispetto a Conte. Ma intanto lo spettacolo ha fatto audience e ha ribadito che la sorte del governo dipende ancora da lui.

Mentre Salvini ringrazia e si prepara a festeggiare lo scampato pericolo il 2 Giugno.

Probabilmente a festeggiare sarà da solo, visto che Berlusconi e Meloni si sono sfilati adducendo ragioni socio-sanitarie. Ma non importa.

Se sarà solo si noterà di più. Perché lui e il suo omonimo temono più del Covid, della peste bubbonica e del colera, di diventare irrilevanti.

Oxford dixit

Buona notizia? Forse. Cattiva notizia? Può darsi.
Di certo non è facile classificarla come buona o come cattiva.

A lanciarla è il prof. Adrian Hill della prestigiosa università di Oxford, che dirige una squadra impegnata nella messa a punto del vaccino anti-Covid.
Hill sostiene che la strada che porta al vaccino potrebbe essere tutta in salita e non arrivare mai al traguardo.

La causa sarebbe il rallentamento della corsa del Covid che sta provocando una netta diminuzione dei contagi. Se questa tendenza fosse confermata nelle prossime settimane, infatti, per i ricercatori sarebbe più difficile, se non impossible, verificare l’efficacia del vaccino.

Attualmente, ha spiegato Hill, circa lo 0,25 per cento degli inglesi è vittima del virus e se diminuiranno ancora, non sarà facile trovare tra di loro un numero sufficiente di volontari idonei a sperimentare l’efficacia del vaccino.

Quindi c’è il rischio che il Covid19 svanisca prima che il vaccino sia pronto. Come accadde con la Sars, che scomparve nel Luglio del 2003 rendendo inutile la ricerca del vaccino.

Se succedesse anche adesso, tutto il modo tirerebbe uno dei più lunghi sospiri di sollievo della storia.

Mentre le case farmaceutiche vedrebbero svanire migliaia di miliardi in un attimo.

Insomma, per tutti noi e persino per i no vax, sarebbe un sogno.

Ma un incubo per altri.

Effetti collaterali

Tra i tanti effetti collaterali della quarantena a me è capitato questo. La gattina era in lista alla clinica veterinaria per la sterilizzazione. Ma il virus ha bloccato tutto. Quindi due mesi dopo sono mati tre gattini.  Quello rosso sembra il suo preferito.

tre più uno

Mente quello qui sotto è il neo papà quando ha appreso la notizia del lieto evento. Incredulo e perplesso.  Buona domenica a tutti.

Matisse

Risarcimento danni

Adesso che ci stiamo lentamente lasciando alle spalle il terribile incidente virale, sembra che tutto si sta risolvendo in una generale richiesta di soldi. Infatti davanti alla porta del governo la fila è lunga, Imprese grandi, piccole e medie, artigiani, commercianti, professionisti vari, partite iva ecc.

Aiutare chi è più in difficoltà è più che giusto. Soprattutto quelli più deboli che avevano già subito l’infinita crisi economica scoppiata nel 2008.

Ma il pensiero unico, ottusamente neoliberista, che ha ancora parecchi seguaci, non la pensa così. Infatti più di una voce si è levata per ribadire ancora una volta, che è inutile dare qualcosa a tutti. Sarebbe uno spreco di risorse che non aiuterebbe il paese a ripartire e scontenterebbe tanta gente.

Tradotto vuol dire che è meglio dare tutto ai più ricchi confidando nel fantomatico effetto cascata che prima o poi farà arricchire anche i più poveri. Niente di più sbagliato. Quarant’anni di neoliberismo sono li a dimostrarlo al di là di ogni ragionevole e anche irragionevole dubbio.

In Europa tre paesi più a nord di noi non vogliono prestarci soldi perché siamo del sud e quindi inaffidabili scialacquatoti di denaro. E’ triste constatare che nemmeno una pandemia è riuscita a far superare i confini del pregiudizio e della malafede e a far scattare la solidarietà. A farci capire quanto sia preziosa e fragile la nostra vita.

Ci stiamo già dimenticando i tanti lutti, le lunghe giornate che passavano lente in un silenzio irreale rotto, troppo spesso, dal suono lacerante delle sirene delle ambulanze: Ci siamo già dimenticati i buoni propositi per il futuro, la voglia di cambiare, di lasciare spazio a nuovi progetti di vita, di allargare il nostro orizzonte spesso troppo ristretto.

Evidentemente erano solo sogni, che, come si sa, svaniscono all’alba.

Adesso che il sole è ormai alto nel cielo, per andare avanti  ci basterà avere un risarcimento danni. Come dopo un incidente stradale.

Mia nonna dall’alto dei suoi 99 anni diceva spesso:” Ce ne saranno sempre di soldi. Anche quando noi non ci saremo più”.

Domani accadrà

La politica . giorno dopo giorno,sta riconquistando spazio nelle pagine dei giornali.

Renzi spara a salve contro il governo. Il PD fa finta di niente, mentre Conte prende nota.

Al momento opportuno farà sapere a Renzi cosa pensa di lui. E non saranno complimenti. Salvini ne sa qualcosa.

Quindi, alla prima occasione, probabilmente, farà entrare nel governo i transfughi di Forza Italia in cerca di asilo.

Poi, secondo voci insistenti, ma non confermate, in vista delle elezioni che, potrebbero svolgersi il prossimo anno in primavera, Conte starebbe pensando di fondare un suo partito alleato con Il PD. A quanto pare il nome più probabile per la nuova formazione politica sarebbe nientemeno che: Democrazia Italiana. Un nome che è tutto un programma.

Intanto a destra Salvini ha messo  le felpe nell’armadio e si è travestito da politico con giacca cravatta e occhiali. Ha persino tagliato la barba, ma la sua popolarità continua a calare. Mentre quella della Meloni è in continuo aumento. Soprattutto, dicono, tra i leghisti delusi da Salvini, che si starebbero dirigendo verso FI.

I sondaggi più virtuali e imprecisi che mai, in questo periodo virale, hanno cominciato a registrare e a incoraggiare questa tendenza nel tentativo di lanciare la politica romana verso la leadership del centro-destra.

Certo all’orizzonte qualcuno vede già la sagoma di Zaia, ma questa è una storia tutta da scrivere e non certo in tempi brevi.

Mentre alla destra un nuovo capo servirebbe al più presto. Altrimenti in caso di elezioni anticipate, i catto-comunisti-vaffanculisti, potrebbero avere la meglio. Chissà!

Di sicuro, al di là di tutte tutte queste ipotesi futuribili, c’è una sola cosa certa. Se Conte riuscisse a diventare presidente del consiglio per la terza volta consecutiva si vedrebbero comitive di politici andare in pellegrinaggio a San Giovanni Rotondo.

Cattive notizie

Qualcuno, tempo fa, deve aver messo in giro l’idea che per farsi notare bisogna spararla grossa e cattiva, la notizia. Che sia vera o falsa non ha nessuna importanza. Quello che conta è che esploda nel cielo mediatico e che si faccia notare come un fuoco d’artificio. Ad esempio anche le previsioni del tempo da anni annunciano uragani e tifoni anche in zone dove non sono mai arrivati e mai arriveranno.

Ma a questo ci siamo abituati e abbiamo imparato a non tenerne conto. Qualcuno se ne è accorto e l’abitudine di annunciare tsunami ad ogni nuvola in arrivo si è attenuata.

Invece la tendenza al nazional catastrofismo socio-sanitario è più viva che mai. Anche su un argomento tragico come il corona virus. I cosiddetti esperti si sono lanciati in previsioni il cui fondamento scientifico è pari, se non inferiore, a quello dell’oroscopo.

Ma davanti ad un microfono qualcosa bisogna pur dire e quindi meglio spararla grossa. Nei giorni più nefasti, quando cercavamo una buona notizia alla quale aggrapparci, abbiamo sentito dire che l’immunità di gregge non arriverà mai e comunque non proteggerebbe tutti; che i guariti non possono considerarsi immuni; che nemmeno un vaccino può garantire l’immunità e che i tamponi non sono del tutto affidabili.

Poi, naturalmente, c’è sempre la possibilità che arrivi una seconda ondata.

Come se non bastasse oggi sono uscite le ultime due sparate. Secondo un tizio delll’OMS, probabilmente molto vicino a qualche multinazionale farmaceutica, il corona virus potrebbe non scomparire mai, come è successo con l’Aids. Malattia che si riesce a tenere sotto controllo con un costoso cocktail di farmaci. Forse le case farmaceutiche sperano nel bis.

Altra notizia fuori controllo è che il ben il 30 per cento dei guariti potrebbe riportare danni permanenti.

Intanto a riportare danni è la credibilità dell’informazione che continua a cavalcare compatta l’onda nazional catastrofista nonostante la situazione stia migliorando ogni giorno di più.

Mentre noi, per difenderci, possiamo solo ignorare articoli, programmi tv e pagine on line con titoli nefasti.

Poi, per dare un minimo sollievo ai nostri nervi già duramente provati da due mesi di isolamento casalingo, cerchiamo le rare buone notizie.

Ad esempio quella pubblicata dal Corriere della Sera qualche giorno fa. Riguardava una previsione fatta dagli attuari, coloro che studiano l’evoluzione e i rischi di un qualsiasi fenomeno, soprattutto per conto delle assicurazioni. Secondo i loro calcoli il carogna virus, salvo imprevisti, se ne andrà al più tardi verso la metà di Luglio.

Se la previsione si rivelasse esatta non parlerei più male delle assicurazioni. Almeno per un pò.